mer 18 feb 2026

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ESG89 MADE in UMBRIA - Manuela Marinangeli: “Il Made in Umbria come scelta di vita autentica”

(Manuela Marinangeli, giornalista)

Lavori in corso per MADE in UMBRIA, il tradizionale GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 di fine anno in programma il 27 e 28 novembre a Foligno, presso l’Auditorium di San Domenico.

Incremento dell’occupazione giovanile e le strategie per contrastare i fenomeni di spopolamento e denatalità attraverso la narrazione culturale del Made in Umbria come scelta di vita autentica.

Di seguito l’intervista a Manuela Marinangeli, giornalista e relatrice dell’evento ‘Made in Umbria’ firmato ESG89.

Quali sono, secondo lei, le strategie più efficaci per valorizzare e promuovere il 'made in Umbria', preservando al tempo stesso l’autenticità e la tradizione dei prodotti locali?

"La valorizzazione del 'made in Umbria' passa attraverso la narrazione culturale: non si tratta solo di promuovere prodotti, ma di raccontare le storie delle aziende, delle famiglie e dei territori che li rendono unici.

Fondamentale, in questo senso, è rafforzare la presenza digitale. Una comunicazione autentica, basata su reportage, interviste e campagne digitali, permette di mantenere il legame con la tradizione e, al contempo, di attrarre un pubblico globale.

Social media e nuovi media sono strumenti preziosi per dialogare con chi guarda l’Umbria da lontano, coinvolgendolo con contenuti che emozionano e fanno emergere il valore di questa terra".

L’Umbria registra un tasso di occupazione giovanile ancora troppo basso. Quali misure potrebbero favorire la creazione di posti di lavoro per i giovani, magari incentivando anche settori innovativi?

"L’Umbria, grazie alle sue risorse naturali e culturali, offre un terreno fertile per settori innovativi come la bioeconomia, l’artigianato digitale e il marketing territoriale.

Investire in corsi di formazione mirati alle esigenze del mercato locale e incentivare le aziende che assumono giovani qualificati potrebbe favorire una crescita occupazionale sostenibile.

Essenziale è anche la collaborazione tra università e imprese locali, supportata da una comunicazione strategica che mostri l’Umbria come un centro di opportunità, dove i giovani possano costruire un futuro professionale solido e gratificante".

Spopolamento e denatalità sono fenomeni che minacciano il futuro della regione. Quali politiche sociali o incentivi potrebbero contribuire a trattenere le giovani famiglie e a rendere l’Umbria un territorio più attrattivo?

"Spopolamento e denatalità richiedono un approccio integrato per trattenere le giovani famiglie e rendere l’Umbria un luogo più attrattivo. In primo luogo, è essenziale una comunicazione che promuova il territorio come una scelta di vita autentica, sicura e moderna, valorizzando i vantaggi di vivere in una regione con una qualità della vita elevata.

In parallelo, servono politiche che incentivino concretamente le famiglie, come agevolazioni fiscali, contributi per l’acquisto e la ristrutturazione di abitazioni, e supporto alle start-up giovanili.

Investire nella digitalizzazione e nello sviluppo del lavoro agile (smart working) è un’altra leva strategica: dare la possibilità di lavorare da remoto in ambienti naturali e tranquilli è un incentivo di grande valore.

Anche l’accesso ai servizi è cruciale: strutture sanitarie efficienti, scuole di qualità, trasporti pubblici e una rete di assistenza che sostenga le famiglie, soprattutto nelle aree più interne.

Infine, politiche di supporto alla genitorialità, come il potenziamento degli asili nido, rappresentano un investimento fondamentale per far sentire le famiglie sostenute e benvenute sul territorio".

Di Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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