Manzotti (Cisl Umbria):’Auspichiamo più responsabilità collettiva dei soggetti socio-economici che hanno a cuore il futuro della regione’

(Angelo Manzotti, Segretario Generale CISL umbria)
L'economia del territorio fra Zes, conflitti irrisolti, dazi Usa e prossima manovra finanziaria del Governo. I microfoni di CUOREECONOMICO hanno raggiunto Via Campo di Marte, la sede della CISL Regionale, dove il Segretario Generale CISL Umbria Angelo Manzotti ha espresso parere favorevole nel riconoscere l'Umbria tra le regioni Zes. Un'opportunità per la nostra regione che "negli ultimi anni ha visto i principali indici peggiorare, facendo registrare un calo in termini di produttività e forza lavoro".
A preoccupare Manzotti è soprattutto il dato che si riferisce all'occupazione specializzata che "se da una parte trova formazione nella nostra regione, dall'altra poi non trova un adeguato riconoscimento nella realtà produttiva umbra". Per il Segretario della CISL questo fenomeno e il dato demografico, anche quello con un forte segno negativo, deve far riflettere.
Una preoccupazione che però deve essere da stimolo per reagire, riprogettare in una ottica di partecipazione. "Alle Istituzioni - afferma il Segretario - chiediamo che il lavoro di qualità ritorni centrale e che sia protagonista della ripresa economica ed occupazionale".
Segretario, l'economia regionale nel 2025 mostra un quadro incerto, con previsioni di rallentamento in particolare per la Pmi.
Conflitti irrisolti, dazi Usa e prossima manovra finanziaria del Governo. Su quali fattori si dovrà intevenire in futuro secondo la CISL anche dopo l'annuncio per Marche e Umbria della Zes?
‘L'economia umbra, come c'è già capitato di evidenziare, anche per il 2025 mostra un andamento peggiore rispetto alle regioni del centro Italia. Le maggiori criticità del sistema economico umbro sono riconducibili alla demografia, qualità del lavoro e produttività.
La produttività in diminuzione e l'invecchiamento in aumento rappresentano un pericolo binomio, soprattutto se consideriamo che l'indice di invecchiamento è arrivato al 229 per cento.
Sulla produttività è necessario avviare da subito un percorso di promozione e riqualificazione del personale, spingendo le aziende a mettere l'acceleratore sugli investimenti per i processi ed in special modo per quelli tecnologici.
La produttività passa anche dal sindacato, dalla sua azione e dalla contrattazione aziendale.
Questa però nella nostra regione riguarda poco più del 30 per cento della forza lavoro. La principale causa si trova nel tessuto economico e produttivo umbro che è costituito prevalentemente da piccole e medie imprese (che sono circa il 95 per cento e che occupano da 1 a 5 dipendenti).
Queste realtà produttive stanno attraversando, ormai da troppo tempo, un periodo di grande criticità dovuto prevalentemente alla difficoltà di accesso al credito. Un tema anche questo sul quale ci stiamo interrogando ormai da tempo e proprio in questo mese, Vi anticipo, che la categoria della FIRST CISL Umbria sta organizzando un Convegno sulla desertificazione bancaria.
Tornando alla questione della produttività, sempre in estrema sintesi, questa risente anche dell’aumento del costo energetico, dell'introduzione dei dazi imposti dagli Stati Uniti e dall'instabilità dei mercati sempre più globalizzati. Per la CISL la priorità è e rimane quella di creare maggior lavoro in Umbria. Lavoro che, non solo deve essere dignitoso ma soprattutto ben contrattualizzato, di qualità e sicuro.
Ciò è possibile solo attraverso la sottoscrizione di un patto sociale che abbia il coraggio di mettere al centro la persona. L'accento deve essere posto sul suo benessere. Questo trova sicuramente la sua fondatezza nell'aspetto retributivo ma anche in quello della qualità di vita e nel contesto nel quale si trova a vivere (fuori e dentro il luogo di lavoro). Per questo anche l'ambiente di lavoro nel quale la persona si trova inserita è fondamentale.
La Zes è uno strumento importante per rendere più attrattivo il nostro territorio regionale, per favorire insediamenti produttivi e per dare certezze a nuove opportunità di lavoro che possano andare anche in tal senso. Quindi massima attenzione alla qualità di vita delle persone e soprattutto, è giusto ribadirlo, ai nostri giovani’.
Umbria: gli elettori hanno scelto un nuovo Governo regionale che è in carica da qualche mese. Vede un cambio di rotta e se sì, su quali fattori si sente di dare un giudizio positivo e altri, invece, dove ancora emergono lacune?
‘Esprimere giudizi sull'attuale Giunta regionale è ancora prematuro anche se su alcune scelte che ha adottato, come l'aumento delle addizionali regionali, la CISL ha già dato un parere fortemente critico. Prima di andare ad aumentare le addizionali sarebbe stato opportuno incidere in maniera più oculata sulle spese improduttive e su una razionalizzazione della spesa sanitaria.
La CISL è e sarà vigile nei confronti della Regione e di tutte le Istituzioni pur ribadendo la propria natura: massima disponibilità al confronto e ai processi concertativi per tutelare i lavoratori, i pensionati e l'intera collettività.
Tornando per un attimo alle addizionali, se mi permette, saremo vigili affinché le risorse che arriveranno vengano destinate nel settore sanitario per fare nuove assunzioni, per promuovere una sanità territoriale e per rispondere alle esigenze dei cittadini.
Poi restano ancora alcune questioni da affrontare: il piano trasporti, quello dei rifiuti e un patto per il lavoro che affermi il lavoro dignitoso e che riduca le disuguaglianze sociali attualmente in essere’.
Va bene. E se le dico invece infrastrutture, isolamento e spopolamento e aggiungo giovani in fuga, cosa mi dice?
‘La nostra regione ha ancora un problema irrisolto con le infrastrutture materiali e immateriali. Questa questione limita fortemente la crescita della regione per quanto riguarda gli insediamenti produttivi, imponendo isolamento e non dando l'auspicato respiro alle aree interne che sono a rischio spopolamento. Il dibattito di questi mesi sull'alta velocità Rigutino - Creti non ci convince.
L'Umbria deve essere meglio collegata con Firenze e Roma e in quest'ottica va valorizzata e potenziata la rete infrastrutturale ferroviaria "ex Fcu". Passando quindi ai giovani in fuga, che è il quarto concetto che si intreccia con gli altri, va riconosciuto che la Regione in questi giorni ha adottato un provvedimento che abbiamo accolto con favore: sono stati infatti previsti incentivi per le aziende che stabilizzano giovani offrendo loro un lavoro attinente al proprio profilo.
Questo provvedimento, come detto, va nella giusta direzione ma da solo non è sufficiente. Va inserito in un contesto più ampio che affronti le questioni annose delle basse retribuzioni e della produttività.
Oggi abbiamo le condizioni per reagire a tale situazione in quanto l'Umbria dispone di fondi del Pnrr, della programmazione comunitaria e, per ultimo, il riconoscimento della Zes che può dare un nuovo impulso al tessuto economico e sociale. Il periodo che stiamo vivendo è difficile, caratterizzato da tante incertezze che gravano anche sugli investimenti delle imprese. Occorre un senso di responsabilità collettiva di tutti i soggetti sociali, economici e imprenditoriali che abbiano a cuore il futuro della nostra regione. La CISL c'è ed è disposta a fare la propria parte’.
Di Angelo Manzotti, Segretario Generale CISL umbria
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