mar 28 apr 2026

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Marastoni (Confcooperative Liguria): “Ecosistema sinergico fra le coop per far volare il territorio”

(Stefano Marastoni, presidente di Confcooperative Liguria)

Il presidente dell’associazione a CUOREECONOMICO: “La sfida per il futuro è quella di adottare un approccio sinergico, che faccia dialogare tutte le diverse attività portate avanti dalle nostre cooperative, in particolare quelle collegate all’ambito del turismo. In sostanza bisogna creare degli ecosistemi di eccellenza che riuniscano le cooperative del comparto della pesca, dell’agricoltura, rendendole il perno su cui puntare per promuovere il territorio. L’impennata del costo del denaro sta mettendo in difficoltà le imprese più piccole e scoraggia investimenti in innovazione”

Il turismo rappresenta uno dei comparti a maggior potenziale per il settore cooperativo ligure. Tuttavia per permettere alle imprese di sfruttarlo al meglio è necessario un cambio di paradigma, che favorisca l’adozione di una visione olistica nel comparto dell’hospitality, abbinando alla promozione delle bellezze del territorio anche la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari.

A sottolinearlo è Stefano Marastoni presidente di Confcooperative Liguria, che ha spiegato a CUOREECONOMICO come le aziende liguri del settore cooperativo si siano mostrate estremamente resilienti di fronte alle criticità legate alla pandemia, alla crisi energetica e all’aumento del costo del denaro.

Come il settore cooperativo ligure sta affrontando questa fase complessa che ha visto il susseguirsi della pandemia, della crisi energetica e ora si caratterizza per un aumento importante del costo del denaro?

Nonostante le difficoltà, il comparto ha tenuto bene. Questa resilienza è dimostrata anche dal numero delle cooperative iscritte alla nostra associazione, che è addirittura aumentato rispetto al periodo pre-pandemia.

L’incremento ha riguardato soprattutto le cooperative sociali. Alcune imprese cooperative hanno poi attivato percorsi di fusione, trasformandosi in gruppi più strutturati e solidi, anche dal punto di vista patrimoniale.

In generale posso dire, quindi, che il quadro è positivo. Da un lato, le imprese sono riuscite a mantenere le loro posizioni di mercato, anche ricorrendo alle riserve finanziarie accantonate negli anni precedenti.

Dall’altro, c’è stato un significativo aiuto anche da parte dei nostri enti nazionali di sistema, che hanno messo in atto circoli virtuosi per promuovere investimenti in innovazione tecnologica. Grazie a tutto questo il sistema ha retto.

Naturalmente non mancano le difficoltà legate al periodo complesso che stiamo vivendo. Attualmente c’è un clima di incertezza generale, legata soprattutto alla situazione economica internazionale, che crea forte preoccupazione. Tuttavia il comparto si sta mostrando reattivo e solido”.

In tema di transizione ecologica e digitale a che punto siamo sul territorio?

La sostenibilità è un tema centrale che stiamo affrontando da tempo e su cui le nostre imprese si sono mostrate estremamente sensibili.

La sfida principale che il settore cooperativo sta affrontando è quella di riuscire a declinare al meglio le tre anime della sostenibilità - quella economica, quella ambientale e quella sociale - integrandole in modo sinergico al tema dell’innovazione tecnologica e digitale.

In questo contesto, ben si comprende come i canali di approvvigionamento finanziario (istituti di credito, sistema pubblico dei finanziamenti Por Fesr) rivestano un ruolo di primaria importanza per mettere a disposizione risorse e favorire gli investimenti”.

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In particolare quali sono gli ambiti di investimento legati alla transizione ecologica che suscitano maggior interesse tra le imprese cooperative del territorio?

Sicuramente le Cer - comunità energetiche rinnovabili - stanno suscitando molto interesse. Noi come associazione stiamo puntando molto su queste realtà, proponendo di costituirle secondo il modello d’impresa cooperativo e accompagnando il più possibile le realtà territoriali (piccole, medie, grandi) in questo percorso.

Le Cer si fondano infatti su un paradigma operativo in linea con lo spirito cooperativo, basato su soggetti che si mettono insieme per risolvere un problema - in questo caso quello delle forniture energetiche - e ottenere il massimo risparmio possibile.

L’energia è un settore chiave e rappresenta uno di quei beni che ha subito i maggiori rincari negli ultimi anni, anche a seguito del conflitto russo-ucraino. Ora questi aumenti possono acuirsi ulteriormente a causa della situazione israelo-palestinese. 

Per dispiegare appieno tutto il potenziale legato alle comunità energetiche è però necessaria una collaborazione trasversale tra diversi settori, tra diverse associazioni e gli enti pubblici, in particolare, i Comuni.

Un tema cruciale è però quello normativo, con tutta la questione della mancata emanazione dei decreti attuativi riguardanti il settore. In questo quadro si inserisce l’azione istituzionale di Confcooperative presso le istituzioni pubbliche”.

Sul digitale invece a che punto siamo?

Il digitale è un settore su cui le nostre imprese stanno puntando molto, anche con ingenti investimenti per ottenere, non solo innovazione di prodotto e di servizio, ma anche di processo. Tuttavia bisogna fare le dovute distinzioni.

Ci sono cooperative più fragili (ad esempio quelle più piccole, specializzate in servizi alla persona in ambiti circoscritti e locali) che hanno maggiori difficoltà. Accanto a queste realtà, ci sono poi le cooperative più grandi e strutturate, che hanno già investito molto e continuano a farlo.

Sicuramente l’aumento dei tassi per ricorrere all’indebitamento sui mercati finanziari sta creando una forte preoccupazione e sta frenando gli investimenti.

In un contesto complesso come quello attuale, che vede un’impennata dei costi del denaro e delle materie prime, le aziende fanno più fatica a raggiungere un equilibrio economico e questo incide anche sulle risorse disponibili per gli investimenti in innovazione. Per questo diventa fondamentale il sostegno del soggetto pubblico”.

Infine per quanto riguarda il settore turistico qual è la situazione nella regione?

Nella nostra regione il turismo è un comparto centrale in cui le nostre cooperative stanno raggiungendo risultati importanti.

La sfida per il futuro è quella di adottare un approccio sinergico che faccia dialogare tutte le diverse attività collegate al turismo portate avanti dalle nostre cooperative. In sostanza bisogna creare degli ecosistemi di eccellenza che riuniscano le cooperative del turismo con quelle operanti nel comparto della pesca e dell’agricoltura e con le cooperative di comunità, rendendo questo sistema il perno su cui puntare per promuovere il territorio.

Tutto ciò deve avvenire senza trascurare il fatto che molte imprese del comparto turistico sono cooperative sociali che impiegano, anche molto proficuamente, lavoratori svantaggiati.  

In questo contesto la sfida è accompagnare l'esperienza del turista, puntando non solo sulle bellezze del territorio, ma anche su tutte quelle attività che caratterizzano l’economia della nostra regione, promuovendo le eccellenze nel campo dell’accoglienza, dell’eno-gastronomia, della cultura e delle attività sportive indoor e outdoor”. 

In questo ambito, trasversale a più settori, l’opera delle nostre cooperative diventa strategica, anche a sostegno di uno sviluppo turistico più equilibrato  che favorisce la conoscenza di quelle aree interne del nostro territorio, altrimenti escluse dai tradizionali circuiti turistici.

Di Monica Giambersio
(Riproduzione riservata)

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