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06/04/2023

Marcocci (Confcooperative Lazio): “Legame coi territori è il valore aggiunto del settore, ma preoccupa accesso al credito”

(Marco Marcocci, presidente Confcooperative Lazio)

Il presidente della cooperazione laziale: “Lagarde fa bene a spingere sulle banche per rivedere i mutui a tasso agevolato e noi lavoreremo per questo, ma serve volontà politica. La stessa resilienza avuta durante la pandemia ci farà superare la contingenza difficile”

Il mondo della cooperazione è fortemente attivo anche nel Lazio ed anzi la presenza di Roma lo rende ancora più vivo. Ma quali sono le sfide che si presentano davanti al settore in una regione come quella della Capitale?

CUOREECONOMICO lo ha chiesto a Marco Marcocci, presidente di Confcooperative Lazio.

Confcooperative Lazio ha diffuso un bilancio 2022 in positivo, con numeri importanti. Ma è davvero tutto rose e fiori?

Ci auguriamo che il 2023 sia ancora migliore, anche se ovviamente  non possiamo ignorare che la congiuntura che ci attende è complicata, con più elementi di difficoltà che dovranno essere gestiti ed i cui sviluppi e ricadute nessuno può ancora immaginare, a cominciare dalla guerra della quale ancora non si vede la fine.

Eravamo molto preoccupati anche per la fase pandemica, ma alla fine i numeri hanno dimostrato che il Pil del mondo cooperativo è stato migliore di quello del Lazio.

Contiamo sul fatto che la resilienza dimostrata possa essere l’elemento che ci farà superare nel modo migliore il momento che ci aspetta”.

Quale può essere il ruolo della cooperazione in questa fase? Il workers buyout ha salvato molte aziende…

Oltre al workers buyout che è uno strumento virtuoso e straordinario, perché consente alle imprese di uscire dalla difficoltà e rilancia i lavoratori, la vera risorsa sarà il fatto che in questa nuova stagione abbiamo riscoperto la necessità di una economia di prossimità.

Noi diciamo sempre che le cooperative non sanno delocalizzare: il legame profondo col territorio può essere l’elemento che la cooperazione può portare allo sviluppo sostenibile ed è una cosa che facciamo da sempre, è una nostra peculiarità”.

Cosa vuol dire fare economia sociale in questo momento?

Economia sociale è una sfida che noi cerchiamo di portare avanti ogni giorno, per consentire uno sviluppo dei territori e delle comunità che tenga sempre come riferimento profondo le persone che ci vivono e ridurre le distanze che la logica del profitto corre il rischio di perdere e dilapidare.

Patrimoni di persone e famiglie che in questo momento sono in difficoltà: economia sociale non è un punto di arrivo ma di partenza per dimostrare che queste due parole non sono in controtendenza.

Noi crediamo che questo avvicinamento possa essere la soluzione a tanti problemi: coniugare sviluppo economico e fasce deboli, mettendole al centro dello sviluppo, coniugare i numeri con le persone”.

Ma il Lazio è una regione che viaggia a due velocità…

Non c’è dubbio che la presenza di Roma ne condizioni l’andamento. Il Lazio va a più velocità, non solo due: Roma è un frullatore, mentre le altre province, ciascuna con proprie caratteristiche cercano di distinguersi.

Ma attenzione: non sono velocità più lente, bensì differenti. Per esempio, nel Lazio meridionale ci sono realtà bellissime sul piano agricolo che sono famose a livello internazionale. Nel Lazio Nord ci sono esperienze significative in altri contesti.

Ognuna esperienza va legata al territorio dove nasce e si sviluppa, ma soprattutto nelle aree interne c’è bisogno di un accompagnamento”.

Il nuovo rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce apre scenari imprevedibili sul fronte del credito ma anche per le famiglie: non a caso è stato formulato un appello alle banche a sostenerle sul fronte dei mutui. Come è messo il Lazio e qual è la sua opinione?

Questo aspetto ci crea grandissima preoccupazione perché l’aumento va a colpire famiglie già provate. Lagarde fa bene a sollecitare le banche, ma non riscontriamo capacità di reazione.

Negli ultimi anni l’accesso al credito è in diminuzione e le prossime stagioni non sono incoraggiante. Ogni iniziativa che il Governo e  gli enti preposti metteranno in campo è necessaria: se non invertiamo il senso di marcia rischiamo di dilapidare tutto, svuotando il Pnrr e il cammino di sostenibilità ad esso legato.

Noi saremo in prima fila per cercare di spingere verso quanto propone Lagarde, ma occorre una volontà politica forte”.

Redazione Cuoreeconomico
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