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17/02/2023

Marmo sostenibile, nasce il consorzio: “Lavorando gli scarti ancora meno impatto ambientale”

(Giuseppe Baccioli, presidente di Marble Way)

A Carrara, insieme a Confindustria, nasce il manifesto per rendere il materiale ancora più versatile e green. Il presidente Baccioli a CUOREECONOMICO: “Manca però personale, nonostante il coinvolgimento delle università”

Se per molti settori la sostenibilità è stata una scoperta, per altri rappresenta una vera e propria tradizione. Come nel caso del marmo, che ha una durata infinita di utilizzo dato che anche gli scarti si possono sfruttare per diverse costruzioni.

A Carrara è stato presentato il manifesto Essere Marmo che intende portare avanti il valore del riuso del marmo in tutti gli ambiti della società: dall’impresa alla ricostruzione dei territori danneggiati dalle alluvioni e dai terremoti.

Il manifesto è stato redatto dal consorzio Marble Way e sottoscritto da Confindustria Livorno Massa Carrara e dalla Fondazione Marmo Onlus.

Oltre alla bellezza, il marmo conserva un valore culturale e sociale e con il progetto Essere Marmo vogliamo essere un aiuto per la formazione dei giovani e per la diffusione delle buone pratiche“, dice Giuseppe Baccioli a CUOREECONOMICO, presidente di Marble Way e tra i promotori di Essere Marmo.

Il marmo rappresenta il 24% del Pil della provincia di Massa Carrara e un effetto occupazionale che coinvolge l’11% della popolazione attiva sul territorio, il 2% dell’export globale della Toscana.  “Nelle nostre iniziative- continua- vogliamo coinvolgere le istituzioni proprio perché crediamo il marmo possa essere uno strumento per il miglioramento dell’interesse generale”.

Oltre che per le sculture, con il marmo si possono realizzare fondi stradali e fondamenta di nuovi edifici e combattere l’erosione costiera contribuendo al ripascimento delle spiagge.

Grazie alla grana compatta e finissima e alla lucentezza il marmo è stato nei secoli scelto da architetti e artisti di tutto il mondo per realizzare opere dallo stile ricercato girando per Carrara si possono vedere opere che testimoniano l’uso del materiale nella Storia come le colonne romane nel Duomo.

Ma ciò che rende il marmo un materiale senza eguali è la sua capacità di ridurre al minimo le emissioni di anidride carbonica durante tutte le fasi della sua lavorazione.

Rispetto a altri materiali come la ceramica o il mattone, il marmo non ha bisogno di forni, con un risparmio in bolletta e impatto di anidride carbonica. Poi diverse aziende del nostro territorio si occupano del recupero degli scarti nelle cave”, afferma Baccioli.

“L’economia circolare-continua- è nel nostro essere e credo che si debbano realizzare gli obiettivi preposti per ridurre l’impatto dell’anidride carbonica”.

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Nonostante il prestigio e l’impatto nell’economia locale, non si sono fermati i progetti di ricerca per il marmo, tanto che l’Università di Siena, l’Università di Torino e l’Università di Pisa di recente hanno firmato accordi con alcune aziende del lapideo per trovare nuovi equilibri e nuovi campi di applicazione.

Le università italiane - dichiara - sono sicuramente di ottimo livello, ma spesso si fa fatica a trovare il personale adatto per realizzare dei progetti. Ciò nonostante ritengo che il valore della conoscenza trasmesso rappresenti un valore aggiunto per chi andrà a lavorare.

Così, coinvolgendo attori pubblici e privati, Essere Marmo vuole essere un punto di rifermento per la comunità di Carrara.

Mi auguro - conclude Baccioli - che la politica valorizzi di più il mondo che gira intorno al marmo perché rappresenta un vanto per l’Italia nel mondo in grado di aumentare il flusso dei turisti”.   

Redazione Cuoreeconomico
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