mar 28 apr 2026

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Marzano (Confagricoltura Campania): “Innovazione, logistica e sostenibilità per lanciare il comparto”

(Fabrizio Marzano, presidente di Confagricoltura Campania)

I nuovi sistemi alimentari internazionali tra crisi climatica e aumento del costo del grano duro. Il presidente di Confagricoltura Campania a CUOREECONOMICO: “L’industria agroalimentare paga in funzione della qualità e della resa dei prodotti agricoli. Dunque, puntare sull’innovazione anche in questo settore diviene importante. Dal summit di Roma indicazioni importanti per tutti”

Si è recentemente svolto a Roma il Food Systems Summit 2023 delle Nazioni Unite, che per tre giorni ha riunito oltre 2.000 partecipanti provenienti da 161 Paesi, oltre a 22 capi di Stato e di governo, incentrando il dibattito sui sistemi alimentari. “Non una riunione, ma un invito all’azione”, ha ribadito Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite.

Il macro obiettivo di questo evento internazionale è quelli di contribuire ad allargare la platea di quanti a vario titolo vogliono non solo approfondire la riflessione sul tema della sicurezza alimentare, ma soprattutto accelerare il cammino verso il raggiungimento dell’Obiettivo 2 dell’Agenda Onu 2030 (Fame zero), anche se l’obiettivo sembra ancora molto lontano nel mondo e nel nostro Mediterraneo.

Recentemente, Confagricoltura Campania, preoccupata anzitutto dell’aumento del costo del grano duro, con cui si produce la pasta in Campania e in altri territori italiani, chiede alle istituzioni di monitorare i costi e gli eventuali aumenti nella filiera del grano, intervenendo ove possibile per arginare i costi esagerati.

Inoltre, per quanto riguarda l’emergenza climatica, il presidente di Confagricoltura Campania, Fabrizio Marzano, ha dichiarato “Stiamo vivendo una fase climatica che definire catastrofica è un eufemismo”, chiedendo lo stato di emergenza catastrofale e di calamità naturale.

Nel tentativo di comprendere le attuali proposte e le analisi politiche ed economiche di Confagricoltura Campania, intervistiamo il Presidente Fabrizio Marzano.

Si è svolto a Roma il Food Systems Summit 2023 delle Nazioni Unite dedicato alle politiche alimentari e all’accesso al food in tutto il mondo. Quali sono le riflessioni emerse che Confagricoltura Campania ha deciso di assorbire e approfondire?

Innanzitutto, mi lasci fare delle premesse di carattere generale, che però sono sostanziali. Siamo un’organizzazione professionale di settore, ma abbiamo l’ambizione di parlare a tutti, non solo ai nostri associati. In passato sono stati commessi errori, ci sono stati eccessi ed è su questo che bisogna interrogarci e discutere.

Tutti, nessuno escluso. Si può e si deve fare molto di più per la sostenibilità ambientale, perché stiamo danneggiando il mondo sul serio. Sul pianeta siamo di più e, tra l’altro, l’età media è cresciuta e viviamo più a lungo.

Dunque abbiamo necessità di produrre di più, ma dobbiamo farlo in maniera compatibile e bisogna dire stop agli egoismi. L’Unione Europea trattiene il 3 percento delle risorse per l’ecosostenibilità, una scelta giusta e saggia. Dobbiamo fare in modo che il mondo sopravviva a noi e alle future generazioni.

Dal summit di Roma sono venute diverse indicazioni anche per un Paese come il nostro, che ha politiche agricole diverse da regione a regione.

E però dovremo essere capaci di trasferire questi concetti generali nella pratica; comprendere come anche la nostra Regione può orientare le politiche agricole mondiali. A me interessa capire qual è il nostro modello, affinché ciascuno di noi possa dare il proprio contributo.

Le faccio un esempio: è facile fare l’organizzazione professionale nella Piana del Sele, ma è straordinario che a Salerno ci occupiamo anche dell’economia che devono generare il fico bianco del Cilento, la ciliegia di Bracigliano o il marrone di Roccadaspide, cioè in comprensori di collina e di montagna”.

Quali sono le opportunità derivanti dal Pnrr e dall’innovazione tecnologica per le imprese agricole della nostra Penisola?

"Il ministro ha recentemente spostato due miliardi di euro per i progetti di filiera e speriamo che questo focus diventi concreto e decisivo. L’agricoltura non è forte di per sé, è forte dove lo sono anche l’industria, il turismo e i servizi. L’illusione che l’agricoltura sia forte a prescindere dalla logistica e della distribuzione genera danni. Io mi auguro che attraverso il Pnrr si risolvano tematiche di carattere generale, di distribuzione, di connessioni e logistica.

 Sostanzialmente, tutto l’insieme di crescita economica permette anche all’agricoltura e alle singole aziende agricole di poter emergere e affermarsi nei mercati esteri.  Per questo motivo riuscire a modificare il contesto esterno all’azienda ha un valore inestimabile in un mercato globalizzato.

Se la nostra regione funziona bene anche le singole aziende sono messe in grado di funzionare bene. Noi di Confagricoltura siamo innovatori da sempre, l’innovazione fa parte del nostro Dna. Cerchiamo di essere sempre al passo, utilizzando l’innovazione tecnologica che c’è”.

Confagricoltura Campania sta attenzionando e monitorando i costi del grano duro. Possiamo approfondire le preoccupazioni future e come si potrebbe arginare tale fenomeno?

L’industria agroalimentare paga in funzione della qualità e della resa dei prodotti agricoli. Dunque, puntare sull’innovazione anche in questo settore diviene importante.

Pensare che il prezzo sia la base o l’elemento qualificante di una relazione economica è da stupidi. Il rapporto tra industria e agricoltura deve porre al centro non il prezzo ma i processi che valorizzano le produzioni: le varietà, le specificità, la qualità, la resa.

Pensiamo ad alcune tipologie di grano di qualità che, attraverso sistemi di filiera che funzionano, riescono a innescare modelli di mercato, accelerare i processi di export e contemporaneamente riescono a far crescere una grande fiducia nei confronti dei consumatori.

L’anno prossimo i produttori di grano dovranno seminare con grano certificato e cartellinato e dobbiamo sviluppare una buona campagna di comunicazione e informazione affinché anche i distributori non si confondano”. 

Riguardo l’emergenza climatica cosa chiedete alle istituzioni nazionali?

Non è più solo una questione di calamità, c’è la necessità di attivare processi assicurativi più moderni.  Bisogna costruire consorzi mutualistici che rendano possibile assicurare i bilanci delle aziende agricole.

Questo processo deve attivarsi anche nelle aziende agricole del Sud, perché in agricoltura comincia a contare sempre di più il capitale piuttosto che la rendita agraria.

Un processo ormai evidente anche nel settore della quarta gamma, che in Campania, per il 51 percento, è di proprietà di società di capitali del Nord. Dunque o anche noi in Campania e nel resto del Sud iniziamo a ragionare in questo modo o alla fine saremo assorbiti.

In definitiva bisogna accelerare sulle società di capitale, almeno nei settori più forti dell’agricoltura campana. In tale ottica i progetti di filiera diventano importanti per avere anche bilanci depositati in banca.

Lo ribadisco: la forza del sistema attuale è quello del capitale. L’esempio più calzante ci viene dal settore vitivinicolo, dove possiamo affermare senza alcun dubbio di essere competitivi nel mondo. Ciò è dovuto al fatto che dietro alle nostre aziende più grandi ci sono società di capitali.

Le nuove opportunità di approccio economico che affermano la nostra agricoltura all’estero partono da tale presupposto di sostenibilità finanziaria e dei processi produttivi”.

Di Domenico Letizia
(Riproduzione riservata)

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