Marzano (Confagricoltura Campania):“L’agricoltura va finanziata come l’industria con sostegni finanziari adeguati”

(Fabrizio Marzano, presidente Confagricoltura Campania)
Il sistema bancario italiano sta vivendo una fase di contrazione con la chiusura di numerosi sportelli, che, nel 2024 sono stati più di 500 e, anche nel 2025, si sta mantenendo un trend negativo. Tuttavia, la chiusura di filiali, non impedisce alle banche di registrare utili faraonici. Questo fenomeno, la "desertificazione bancaria", penalizza soprattutto le aree interne e più disagiate (che rappresentano circa il 34% del territorio italiano), creando un circolo vizioso di riduzione dei costi per gli istituti e impatti negativi su comunità (spopolamento e chiusura delle Pmi) e occupazione. In questo contesto l’Italia sta perdendo quella caratteristica del sistema del credito ‘diffuso’ che aveva contraddistinto in passato lo sviluppo economico così ben distribuito sul territorio nazionale. Oggi tutto questo sembrerebbe compromesso con le ricadute su lavoro, spopolamento, chiusura di Pmi e restrizioni creditizie
“Per anni il valore fondiario dei terreni è stato la nostra principale garanzia: bastava una perizia e la banca finanziava. Oggi non è più così. Il terreno, da solo, non può sostenere investimenti importanti - serre, impianti, tecnologie - e il credito non può basarsi soltanto sul ‘mattone’ agricolo. Il finanziamento deve leggere la qualità dei progetti, i flussi di cassa attesi, la solidità delle filiere e dei contratti di fornitura, con tempi coerenti ai cicli produttivi agricoli.
Per questo abbiamo voluto strumenti finanziari moderni messi a disposizione dalla Regione, penso ad esempio al fondo rotativo: l’agricoltura deve essere considerata al pari dell’industria, perché ha gli stessi fabbisogni e rischi ed è un soggetto pienamente sostenibile. Significa utilizzare garanzie pubbliche e controgaranzie, cofinanziamenti e linee dedicate che premino innovazione, efficientamento idrico ed energetico, digitalizzazione e messa in sicurezza delle aziende.
Alle banche chiediamo prodotti adeguati: preammortamenti più lunghi quando si avvia una nuova coltura o si ristruttura un allevamento, linee per il circolante calibrate sulla stagionalità, strumenti che valorizzino la capacità di generare reddito dell’impresa.
Il rapporto con le banche va quindi modificato, ed è modificabile se utilizziamo gli stessi strumenti degli altri settori e se il dialogo è continuo e competente. La Regione ha già anticipato risorse per progetti importanti; ora servono procedure snelle, tempi certi e assistenza tecnica lungo tutto l’iter, perché molte nostre PMI hanno bisogno di accompagnamento nella costruzione del business plan, nella gestione dei rischi anche climatici e nella rendicontazione.
Non chiediamo scorciatoie: chiediamo che il merito di progetto sia valutato con criteri chiari e misurabili, come avviene per le imprese manifatturiere.
Ciò che serve alle imprese agricole, oltre all’affidabilità personale dell’imprenditore, sono sostegni tecnici adeguati e interlocutori bancari che conoscano davvero il settore. Quando c’è la volontà di fare impresa, la finanza deve accompagnarla: è così che possiamo accelerare investimenti, innovare e creare lavoro lungo tutta la filiera agricola campana’.
Di Fabrizio Marzano, presidente Confagricoltura Campania
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