Masiello (Coldiretti Campania): “Carne coltivata e direttiva Ue su imprese agricole danneggiano settore già provato”

(Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania)
Il presidente dell’associazione coltivatori diretti campani a CUOREECONOMICO: “Occorre prendere atto dei problemi del cambiamento climatico e tutelare con forza l’agricoltura italiana. Biodiversità importante, attendiamo le proposte della Regione. Allevatori stanno pagando ribassi del prezzo del latte alla stalla”
Dopo le richieste di alcune aziende casearie di abbassare il prezzo del latte alla stalla, Coldiretti Campania si è schierata al fianco degli allevatori, invitandoli a mantenere le condizioni contrattuali esistenti.
“Ci siamo messi contro per difendere l’interesse degli allevatori e non comprendiamo la riduzione del prezzo alla stalla dopo che hanno sofferto negli anni di pandemia”, dice Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania.
Ad oggi, infatti, secondo i dati di Coldiretti, il prezzo minimo del latte nel 2023 è sopra i 64/65 centesimi al litro e il prezzo al supermercato svetta intorno ai 2 euro al litro.
“Con la chiusura del settore dell’horeca - continua - diversi caseifici hanno ridotto le loro attività e le ricadute ci sono state anche per chi alleva. Non ci sono giustificazioni per ridurre il prezzo stabilito dai contratti di filiera.
Presidente, le alluvioni hanno distrutto il 60% delle ciliegie che per Campania rappresenta un danno ingente dato che è la seconda regione per produzione.
“Il cambiamento climatico ha causato danni di grossa portata alle nostre coltivazioni e oltre alle ciliegie sta andando perso il raccolto di altri frutti e della ceralicoltura. Occorre fare di più per tutelare i nostri territori che con l’agricoltura producono eccellenze”.
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La convince il Piano della regione contro la brucellosi?
“Sì, perché è un lavoro serio che coinvolto le istituzioni e tante personalità che ha cercato di rispettare tutte le istanze. Con la nomina del Commissario straordinario staremo a vedere quali strategie verranno attuate per venire fuori dall’emergenza”.
Rimanendo sulle politiche regionali, secondo lei i piani Psr da 50,5 milioni di euro vanno nella giusta direzione?
“I bandi sono stati realizzati con l’Unione europea e il Ministero dell’agricoltura per rilanciare l’agricoltura. Gli obiettivi delle misure che riguardano la superficie sono condivisibili come il benessere degli animali e i sostegni a chi intende attuare tecniche di coltivazione che minimizzano il disturbo del suolo e favoriscono il miglioramento della fertilità, così da tutelare le zone ricche di biodiversità. Ora attendiamo di vedere la qualità dei progetti che presenterà la Regione”.
Secondo lei è giusta la legge che vieta la produzione della carne coltivata?
“Certo, anche se i preferisco chiamarla carne sintetica perché si produce di fatto in laboratorio. La legge è giusta e mi auguro che la politica continui a sostenere gli allevatori non solo per tutelare le produzioni italiane, ma anche per garantire trasparenza verso i consumatori.
Credo che il Governo abbia fatto bene a opporsi anche alla Direttiva Timmermans che paragona le imprese agricole e allevatrici alle industrie”.
Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)
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