Mattioni (Fertitecnica Colfiorito): “Immagino un futuro promettente per la regione”

(Luca Mattioni, Presidente Fertitecnica Colfiorito)
La consapevolezza del “saper fare umbro” e riconoscere i tratti distintivi di questo “essere in Umbria”, sono i valori espressi da Luca Mattioni, Presidente Fertitecnica Colfiorito, che per la sua regione spera in un prosperoso futuro dell’agroalimentare.
Economia circolare, qual è il valore aggiunto che conferisce al settore agroalimentare?
"L’economia circolare è un tassello fondamentale e imprescindibile del mosaico della sostenibilità, che quindi va intesa non come uno stato in cui adagiarsi, ma un orientamento al futuro. In quest’ottica, la circolarità è fondamentale sia per l’efficientamento delle risorse, sia per la riduzione degli sprechi sia a monte che a valle della filiera, uno dei pilastri della nostra strategia di sostenibilità.
In un mondo dove un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato, l’adozione di modelli più virtuosi è un dovere etico, oltre che una pratica che avrà sicuramente anche ricadute positive di competitività e impronta carbonica.
Noi, ad esempio, abbiamo adottato modelli circolari per tutto lo spreco inevitabile nelle nostre lavorazioni: quando il prodotto è ancora adatto al consumo umano, perché magari spezzato o di colore e dimensioni non adatte ad andare in vendita, viene usato nella lavorazione di farine o altri impieghi industriali; in caso contrario, viene comunque usato per mangimi zootecnici.
A valle, stiamo lavorando per produrre cartoncino dagli scarti di pulitura di legumi e cereali, così da risparmiare carta vergine – nonostante il risultato sia paradossalmente più costoso! Inoltre, proprio in virtù di quella continua nascita di innovazioni che la circolarità sta stimolando, stiamo studiando con i partner scientifici dei metodi recuperare gli elementi nutritivi da altri prodotti scartati con procedimenti particolarmente innovativi".
Come immagina il futuro dell’export agroalimentare umbro?
"Immagino un futuro molto promettente, la nostra regione sta diventando centrale sotto molti punti di vista e non può essere da meno il settore dell’export agroalimentare, come dimostrato già da anni da molte eccellenze umbre.
I prodotti della nostra regione sono noti non solo per l’altissima qualità, ma anche per il grande vantaggio di provenire spesso da una filiera competente e controllata. Una grande leva per l’export può essere rappresentata non solo dall’unicità delle nostre eccellenze alimentari, ma anche dai grandi investimenti in innovazione tecnologica e pratiche sostenibili, che di certo migliorano la competitività sui mercati globali.
È necessaria la capacità di capire e valorizzare, nonché proiettare su larga scala il nostro potenziale, coscienti che è il saper fare e il saper riconoscere l’eccellenza ciò che fa la differenza su scala mondiale, la vera proposta di valore che può renderci unici.
Insomma, abbiamo sicuramente tutte le carte in regola, ma devono crederci anche le istituzioni, supportando lo sviluppo delle infrastrutture moderne che permettano di superare un certo isolamento che ci ha caratterizzato: penso ad esempio alle connessioni internet a banda larga, che possono permettere anche a chi ha sede in piccoli borghi di evitare delocalizzazioni".
Crede che le eccellenze umbre siano un brand economico o che abbiamo le carte in regola per poterlo diventare?
"Assolutamente sì, ma siamo noi umbri per primi a doverci credere. Il connubio tra qualità dei prodotti, metodi di produzione virtuosi e rispettosi dell'ambiente, unitamente alle forti tradizioni locali, conferiscono un valore aggiunto ineguagliabile.
Basti pensare al nostro patrimonio culturale e paesaggistico, che arricchisce ulteriormente l'esperienza legata al consumo di questi prodotti: nel nostro caso, abbiamo la fortuna di fare impresa nell’Altopiano di Colfiorito, un parco regionale dall’ecosistema unico, circondati da paesaggi idilliaci… una vera e propria forma di ispirazione che ci guida quotidianamente.
Deve essere però un’ispirazione all’apertura, non a considerare solo il proprio orticello: in molti casi questo ha fatto crescere dei campioni nazionali e internazionali per cui i tratti distintivi di questo “essere in Umbria” sono una forza da sfruttare in attacco e non una difesa in cui chiudersi per rimediare qualche contropiede.
Quindi l’eccellenza del “saper fare” umbro è anche saper riconoscere le altre eccellenze ovunque, anche oltre i nostri confini, che sia una questione di capacità di selezione o maestria di trasformazione.
Autenticità, amore per la qualità e sostenibilità umbre possono quindi attrarre un pubblico globale sempre più attento a questi valori, rendendoci portavoce di eccellenza agroalimentare nel mondo".
Redazione Cuoreeconomico
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