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03/01/2022

Mazza (Piloti Uil): «Trasporto aereo in ginocchio, sistema liberalizzato: siamo alla mercé delle compagnie straniere»

(Fabrizio Mazza, Uil trasporti)

L'esponente sindacale: «Bene il settore merci, ma le disdette dei biglietti per la pandemia sono un campanello d'allarme. Chiediamo un supporto per il sistema e una riorganizzazione della filiera: troppi i fallimenti»

La crisi del settore del trasporto aereo, nuovamente colpito dalla pandemia e le soluzioni per evitare il collasso. Centinaia di voli cancellati, nuove restrizioni.

CUOREECONOMICO ne parla con Fabrizio Mazza, del dipartimento piloti della Uil trasporti, la maggiore organizzazione sindacale all’interno del settore, che rappresenta anche gli assistenti di volo.

Il settore del volo è quello che ha pagato il prezzo più grande in questi due anni. Com’è la situazione, alla luce anche del riacutizzarsi della fase pandemica?

«Va distinto il settore cargo, quello del trasporto merci, che ha lavorato ed anzi ha avuto un picco, visto che in molti si sono buttati sullo e-commerce, ed il settore trasporto persone, che invece ha visto un abbattimento delle prenotazioni.

E quei pochi che hanno preso l’aereo per lavoro, come è noto, non hanno potuto farlo su rotte internazionali perché era vietato.

La nuova variante Omicron in Italia sta facendo, sul nostro fronte, danni contenuti, ma il nostro è un settore che deve necessariamente tenere conto di quello che succede all’estero, quindi dove ci sono restrizioni forti ne paghiamo le conseguenze e questo è un periodo molto particolare perché pensavamo che tutto fosse finite ed invece non è così.

Il termometro sono le disdette delle prenotazioni, fra le restrizioni, la paura ed ovviamente anche le quarantene. Faccio il pilota, quindi non ho il polso per quantificare esattamente il calo, ma è sicuramente importante è tangibile.

Per esempio io faccio voli ad ampio raggio e vedo che il tasso di riempimento dei voli, che già sono pochi, non è altissimo.

Per fortuna, stiamo invece gestendo bene la cosa sul fronte del personale, perché in Italia il sistema sanitario funziona, per cui se abbiamo un pilota o un assistente di volo in quarantena, viene prontamente ricoperto.

Anche la nuova compagnia Ita ha chiesto esplicitamente il Green Pass per poter lavorare ed essere selezionati. All’estero stanno avendo danni molto più forti».

Cosa chiedete come Uil piloti al Governo in questa fase?

«Il Governo, ma in generale la politica, deve prendere atto che il sistema trasporto aereo è stato quello maggiormente colpito e continua ad esserlo, da questa pandemia.

Deve quindi farsi carico di rimettere insieme un sistema che sostenga il settore, che non è soltanto piloti, aeroplani ed assistenti di volo, ma c’è tutto il resto: chi imbarca i bagagli, le persone, chi fa la manutenzione e quant’altro, tutta la filiera deve essere supportata altrimenti non riusciamo ad uscirne. Noi saremo sempre i primi a soffrire».

Anche perché la situazione pandemica è purtroppo in imprevedibile evoluzione…

«Il punto è che mentre in un qualunque altro settore economico, la situazione internazionale ha una incidenza relativa sull’Italia, noi siamo legati ai viaggi e quindi quello che succede altrove si riflette qui.

Il sistema trasporto aereo è il primo nella catena dei danneggiati, il Governo deve metterselo in testa. Il nostro problema è all’esterno, prima del volo, non mentre si vola.

Sugli aerei c’è un sistema di ricambio costante dell’aria e non c’è possibilità che i passeggeri contravvengano alle disposizioni, perché gli assistenti di volo li vedono e senza green pass a bordo non si sale.

Ma i biglietti e le prenotazioni che vengono disdette sono il segnale. Tanti – per esempio – si affrettano a cancellare una vacanza negli Usa se lì il contagio risale».

Misure di sostegno per il settore, quindi. E cosa altro?

«Riorganizzazione del settore. Fondamentale e necessaria. In Italia abbiamo il più alto tasso di liberalizzazione del mercato: ci sono poche regole e vengono fatte rispettare poco.

Questo ci rende alla mercé delle compagnie straniere. Chiediamo quindi un supporto ed ammortizzatori sociali per il sistema una riorganizzazione della filiera: negli ultimi 20 anni tutte le compagnie aeree italiane sono fallite, tranne Neos che però lavora sui charter.

Azzurra è fallita, Volare lo stesso, Airitaly sta fallendo, Blu Panorama è andata in insolvenza, Alitalia è fallita due volte. Forse c’è qualcosa che non va nel sistema».

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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