Mazzali (Legacoop Abruzzo): “Cooperazione pronta alla sfida del Pnrr, ma servono investimenti su infrastrutture”

(Luca Mazzali, presidente di Legacoop Abruzzo)
Il presidente della cooperazione abruzzese a CUOREECONOMICO: “Nelle fasi più delicate, dati economici dimostrano che le cooperative aderenti a Legacoop hanno operato in equilibrio e in molti casi hanno accresciuto anche il loro patrimonio. Per quanto concerne la regione, uno strumento valido potrebbe essere il meccanismo di “Decontribuzione Sud”, senza stabilire il tetto massimo, e un sistema stabile di incentivazione alle assunzioni”
L’Abruzzo come cerniera fra il Nord ed il Sud d’Italia. Una regione in transizione ma con grandi potenzialità che il mondo cooperativo sta cercando di mettere a regime anche in questa fase complicata.
Il Pnrr diventa un volano, ma come spiega il presidente di Legacoop Abruzzo Luca Mazzali a CUOREECONOMICO occorre rapidamente investire “sui nodi infrastrutturali logistici che vanno a migliorare la mobilità essendo l’Abruzzo strategico nella direttrice Vasto, Roma Napoli”.
Mazzali si sofferma poi anche sulle questioni nazionali, in particolare anche sul nuovo codice degli appalti, sottolineando la necessità di non perdere mai di vista la qualità nell’assegnazione dei lavori, anche per tenere alta l’asticella della sicurezza.
Come arriva il mondo della cooperazione abruzzese e nello specifico Legacoop a questo primo quadrimestre dell’anno solare?
“Nel primo quadrimestre 2023, l’Abruzzo in contro tendenza con l’andamento nazionale, ha registrato una crescita in termini di Pil anche se inferiore a quanto ipotizzato grazie anche agli effetti positivi della diminuzione del prezzo del gas, quello che preoccupa le nostre imprese è l’aumento del costo del credito, costo destinato ad ulteriore crescita sulla scia della politica della Bce e dell’aumento del tasso di inflazione che mette a rischio l’equilibrio economico dei bilanci delle imprese soprattutto nei servizi e appalti già in essere”.
L’Italia è nella fase più delicata della ripartenza, con la necessità di mettere a terra i progetti del Pnrr, cercando di non sprecare nemmeno un euro. Che ruolo possono giocare in questa fase la cooperazione ed i territori?
“Durante la pandemia prima, e gli effetti economici collegati alla guerra Russia-Ucraina dopo, le cooperative italiane, e quelle abruzzesi che rappresento, hanno dimostrato di avere una maggiore resilienza, grazie ai valori fondanti della nostra storia, i dati economici dimostrano che le cooperative aderenti a Legacoop hanno operato in equilibrio e in molti casi hanno accresciuto anche il loro patrimonio.
Sono pronte a dare un contributo importante nei progetti che verranno messi in campo, quello che lamentano è la farraginosità delle procedure e le scelte che si stanno facendo spesso non in linea con i bisogni dei territori, soprattutto le aree interne dominanti nella nostra regione, dove se non si interviene con politiche di mobilità e sociali si rischia sempre più lo spopolamento con conseguenze significative anche dal punto di vista della salvaguardia dei territori dal punto di vista idrogeologico”.
Il workers buyout si sta dimostrando una strategia vincente per il salvataggio di molte imprese: può essere una caratteristica dell’impresa del futuro?
“Il workers buyout cooperativo è sicuramente vincente perché pone al centro le persone, inoltre si basa su di un modello di economia civile, che pur avendo la finalità di operare in equilibrio economico e finanziario adotta comportamenti virtuosi nell'interesse della comunità al fine di avere vantaggi ambientali, sociali, economici e relazionali che si riflettono sulla reputazione dell’azienda.
E’ uno strumento vincente non solo per le imprese in crisi ma anche per consentire il passaggio intergenerazionale. Il nostro auspicio è che la politica regionale individui fondi per sostenere le imprese che si andranno a costituire con questo sistema”.
A che punto siamo sul fronte della transizione energetica?
“Come Legacoop Abruzzo abbiamo raccolto la sfida energetica perché la consideriamo una opportunità per lo sviluppo economico sostenibile, anche grazie alle risorse del Pnrr Operativamente, stiamo promuovendo la nascita di Comunità energetiche in forma cooperativa
grazie anche allo strumento denominato Respira messo in campo dal nostro fondo Coopfond. Si tratta di un modello di coinvolgimento dei cittadini in progetti “energetici” in grado di riportare le persone e le comunità al centro dei processi produttivi, generando benefici di carattere economico e riportando risorse ai territori, soprattutto le aree marginali con la possibilità di tutti gli stakeholder partecipare attivamente alla transizione energetica”.
LA VIDEOINTERVISTA A DANILO VALENTI DELLA GIUNTA NAZIONALE LEGACOOP
Vi soddisfa il nuovo codice degli appalti?
“Su questo argomento sposiamo la posizione della Legacoop Nazionale, la quale ritiene che il documento varato rappresenta sicuramente un passo avanti sulla strada della semplificazione,mdella digitalizzazione e del miglioramento del processo di affidamento dei contratti pubblici, ma presenta anche delle criticità.
Il testo non soddisfa il nostro mondo in particolare relativamente alla revisione dei prezzi che è poco chiara sulla sua applicazione, all’offerta economicamente più vantaggiosa perché bisogna trovare il sistema per garantire la qualità del servizio e al ruolo che verrà dato agli strumenti consortili che hanno dato in passato la possibilità alle piccole imprese di partecipare agli appalti”.
L’Abruzzo è una regione “in transizione” come spesso dicono gli imprenditori del territorio. Quali sono le leve che possono spingere verso l’alto il lavoro e l’economia abruzzese?
Sono necessarie politiche che possano attrarre anche le grandi imprese che fanno da volano per l’intero tessuto produttivo della nostra regione che è costituito soprattutto da micro imprese.
Uno strumento valido potrebbe essere il meccanismo di “Decontribuzione Sud”, senza stabilire il tetto massimo, e un sistema stabile di incentivazione alle assunzioni non solo per i giovani ma anche per la fascia di età oltre i cinquant’anni.
Inoltre abbiamo bisogno di un disegno politico valido per la realizzazione investimenti sui nodi infrastrutturali logistici che vanno a migliorare la mobilità essendo l’Abruzzo strategico nella direttrice Vasto, Roma Napoli.
Un’attenzione particolare dovrebbe essere rivolta agli investimenti al sistema ferroviario che rappresenta una tra le modalità di trasporto più sostenibili dal punto di vista ambientale.
Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)
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