Mezzo secolo di Sviluppumbria, al servizio di una Regione che guarda al futuro

(da Sx Giovanni Parapini, Giuseppe Cavazzoni, Michela Sciurpa e Mauro Marini)
A Palazzo Donini a Perugia, sede della Giunta della Regione Umbria, convegno per celebrare i 50 anni dalla fondazione dell’agenzia di sviluppo regionale. La presidente Sciurpa: “Pronti a nuove sfide nel segno di Pnrr e transizione”. Il mondo delle imprese: “Ha saputo ascoltare il cambiamento e fornire risposte immediate all’economia regionale”
Mezzo secolo al servizio dello sviluppo economico dell’Umbria. Sviluppumbria ha festeggiato i 50 anni con un evento presso Palazzo Donini a Perugia, sede della Giunta regionale umbra.
Dopo i saluti iniziali della presidente della Regione Umbria Donatella Tesei, del presidente dell’assemblea regionale Marco Squarta e del prefetto di Perugia Armando Gradone sono andati in scena due panel che hanno analizzato lo stato dell’arte dell’economia regionale e il ruolo che ha avuto l’agenzia di sviluppo regionale che – come è stato detto nell’introduzione – “ha saputo accompagnare i cambiamenti dell’economia, non sempre supportata a sufficienza dalle istituzioni, a volte per incapacità, altre volte per pigrizia”.
Le spinte esterne che mancano
Sviluppumbria e l’economia del cambiamento è il tema del primo approfondimento. Giuseppe De Rita, presidente del Censis, in collegamento ha ricordato come sin dagli anni ’60, si è puntato sull’orizzontalità fra Umbria e Marche e dunque sullo stretto rapporto fra due regioni per certi versi simili anche storicamente: “A distanza di tempo devo riconoscere che quello sforzo che facemmo di non restare prigioniero delle due verticali è purtroppo fallito, non ci siamo riusciti”, spiega.
“Non c’è stata la volontà delle Marche di fare una macroregione, puntando sulla dorsale adriatica e così l’Umbria è rimasta sola”.
Ripercorrendo la storia di Sviluppumbria, De Rita ha ricordato come gli albori dell’agenzia la vedevano come strumento per superare la crisi degli anni ’70 e solo dopo è diventata anche una realtà di promozione regionale: “Anche oggi – sottolinea – si va avanti con singoli accordi fra atenei, fra associazioni di categoria, ma non c’è un vero progetto unitario per fare rete fra regioni.
L’Umbria ha bisogno di una spinta esterna che sia più forte della propensione a chiudersi in sé stessa”.
Il professor Gianfranco Cavazzoni, ordinario di economia aziendale all’Università di Perugia ha ripercorso le tappe che hanno portato – fra la diffidenza di alcuni settori – alla nascita della finanziaria regionale.
“In particolare – ha spiegato – a convincere fu il fatto che i soldi umbri non venivano investiti in loco, mentre alcune imprese regionali fallivano”.
Michela Sciurpa, numero uno di Sviluppumbria, traccia invece un bilancio dei due anni e sette mesi di presidenza: “Sono orgogliosa di aver ricevuto questo incarico e spero di aver dato anche un po’ il mio contributo – dice – Oggi siamo una società in-house che attua le politiche di sviluppo economico regionale e del turismo.
Ho raccolto l’invito della presidente Tesei di renderla flessibile alle esigenze del tessuto imprenditoriale territoriale. I nostri obiettivi sono quelli delle nostre imprese: internazionalizzazione, digitalizzazione, transizione e sviluppo, speriamo di poter essere ancora a lungo uno strumento al loro servizio”.
Mauro Marini, responsabile delle funzioni operative dell’agenzia ha disegnato invece le traiettorie future: “La messa a terra di diversi nuovi bandi testimonia la vitalità di Sviluppumbria e il suo ruolo di acceleratore dell’innovazione, anche con i due incubatori di Foligno e Terni, che raccolgono 25 imprese.
Le nuove sfide sono quelle tracciate dalla Regione con la sua programmazione economica e altre iniziative nelle quali Sviluppumbria è chiamata a svolgere anche il ruolo di facilitatore, oppure a svolgere il suo ruolo di marketing territoriale ed attrattore di capitali esterni, necessari per la crescita economica della Regione”.
(da Sx Giacomo Marinelli Andreoli, Roberto Giannangeli, Simone Cascioli, Nicola Angelini, Carlo Salvati, Simone Fittuccia)
La voce delle realtà imprenditoriali
Alle organizzazioni di categoria – nel secondo panel moderato da Giacomo Marinelli Andreoli, direttore di Umbria TV – è spettato il ruolo di definire il rapporto con Sviluppumbria.
Roberto Giannangeli, direttore di Cna spiega come l’agenzia lavori soprattutto su start up e internazionalizzazione delle imprese artigiane: “Nei prossimi dieci anni ci saranno tantissimi cambiamenti per il mondo economico, diventa importante mettersi in ascolto, saperli recepire e farsi trovare pronti”.
Simone Cascioli, direttore di Confindustria pone l’accento sul “cambio di passo che c’è stato negli ultimi anni per lo sviluppo delle imprese.
Soprattutto nell’ultimo anno abbiamo trovato la vicinanza della regione su diversi temi, facendo rete e recependo la necessità di dare risposte rapide al cambiamento”.
Nicola Angelini, presidente di Confimi Umbria sottolinea come “è fondamentale accompagnare le imprese in un percorso di digitalizzazione, trasformazione ed internazionalizzazione. Bisogna fare squadra per superare le difficoltà”.
Carlo Salvati, numero uno di Confapi Umbria sottolinea come Sviluppumbria “sopperisce alla mancanza di banche del territorio, svolgendo un ruolo chiave per accompagnare le imprese nella crescita. Una crescita apparsa evidente negli ultimi tre anni”.
Giudizio di merito condiviso anche da Simone Fittuccia di Federalberghi Umbria ha ricordato il ruolo dell’agenzia per la promozione del brand regionale e quindi per il turismo: “La campagna di comunicazione ha rimesso sul mercato le aziende – spiega – ed hanno dato i risultati che tutti ci aspettavamo”.
Le richieste per il futuro
Ma guardando avanti, cosa ci si attende? Ovviamente, la messa a terra dei progetti del Pnrr: “Siamo in un tempo di cambiamento veloce – è stato detto dagli imprenditori – bisogna essere in grado di capire le esigenze ed affontarle, insieme a tutti gli stakeholders del territorio”.
Ma non solo: “Transizione ecologica e sviluppo vanno di pari passo e bisogna lavorare su questo, a sostegno di tutte le imprese, in particolare delle Pmi”.
Con una chiosa: “L’assenza di banche sul territorio fa sì che le decisioni anche sull’Umbria si prendano a Roma o Milano.
Questo è un fattore che ci penalizza, soprattutto sul fronte dell’accesso al credito, perché le banche non deliberano più i fondi se non ci sono garanzie molto superiori al passato. Bisogna lavorare tutti insieme per superare anche questo ostacolo”.
Redazione Cuoreeconomico
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