Micarelli (Federconsumatori Lazio): “Un quarto dei residenti a rischio povertà alimentare, subito politiche di rilancio”

(Fabrizio Micarelli, presidente regionale di Federconsumatori)
Il presidente dell’associazione di categoria a CUOREECONOMICO: “La regione ha l’addizionale Irpef più alta d’Italia ed è fra quelle dove le famiglie fanno più fatica a pagare i mutui. Nonostante Roma, per i giovani è difficile trovare piena indipendenza. Con gli ultimi rincari la forbice rischia di allargarsi, bisogna intervenire”
L’economia laziale si avvia ad un anno difficile, soprattutto per i consumatori. Lo dice Fabrizio Micarelli, presidente regionale di Federconsumatori, che con CUOREECONOMICO traccia un quadro decisamente a tinte fosche per la regione ed in particolare per i cittadini che dovranno fare i conti con le conseguenze dei nuovi rincari all’orizzonte
“Il 2024 si prospetta per i cittadini del Lazio un anno difficile, in particolar modo per donne e giovani, causa i rincari a livello nazionalee per l’inflazione da recuperare, nonostante il rallentamento registrato nell’ultimo periodo, di oltre il 16 percento – sottolinea Micarelli – A questo vanno aggiunti i rincari delle imposte locali, che hanno visto al rialzo i costi dei servizi dagli affitti, all’istruzione, welfare, trasporti, nidi, mense scolastiche, imposte locali, soprattutto, a pesare per i cittadini del Lazio sarà anche l’addizionale regionale Irpef che comporterà fino a 320 in più per i contribuenti con redditi fino a 35.000 euro per il 2024 con una tassazione pari al 3,33 percento la più alta d’Italia”.
“Tutto ciò – aggiunge – si tradurrà per le famiglie in un aumento medio stimabile ben oltre i 1000 euro ma a farne le spese saranno quelle meno abbienti e più deboli che le vedrà costrette a rinunciare ad alcuni diritti fondamentali.
Meriterebbe un discorso a parte la stangata degli aumenti in bollette di luce gas, con l’ulteriore scelta di metter fine alle tutele del mercato tutelato, che vede i consumatori costretti a districarsi nella giungla del mercato libero per stipulare nuovi contratti sicuramente meno vantaggiosi”.
Il fallimento del carrello tricolore ed il ritorno dei discount
Non sembra aver funzionato la strategia del carrello tricolore: “Nonostante Roma sia risultata, con i suoi 1800 aderenti, la città con il più alto numero di negozi che hanno accettato, la misura non ha sortito i risultati auspicabili”, spiega il presidente dei consumatori laziali.
“Trattandosi di una misura limitata nel tempo, volontaria, con i prezzi calmierati decisi dal buon cuore degli aderenti che, in alcuni casi, sono risultati più alti degli sconti applicati ad alcuni prodotti in offerta per iniziative del singolo punto vendita”.
Una situazione che, aggiunge “sta conducendo sempre più persone nella nostra Regione verso i discount, i quali per giunta stanno a loro volta perseguendo una politica dei rincari.
Tale situazione colpirà senza mezzi termini le fasce più deboli e meno abbienti, costrette oltre a rinunciare ormai da tempo sulla qualità dei prodotti, nell’imminente futuro anche sulla quantità, nel Lazio si stima che il 22 percento dei cittadini è a rischio povertà alimentare”.
E lancia una possibile soluzione ”Bisogna mettere in campo un cambiamento radicale e condiviso delle politiche industriali, economiche, sociali e occupazionali se si vuole uscire dalla tenaglia delle crisi economica delle famiglie”.
Desertificazione bancaria e digitalizzazione
Anche il Lazio sconta, come abbiamo già avuto modo di vedere, una forte desertificazione bancaria: “C’era una volta lo sportello bancario “sotto casa” dove il cittadino era fidelizzato ed aveva un sicuro interlocutore, sempre a disposizione, nella figura del dipendente bancario “tuttofare” – dice Micarelli – Ora invece, facciamo i conti con una forte digitalizzazione che ha portato all’aumento dell’home banking.
Inoltre, si è passati dal concetto di banca di grandi dimensioni (leggi: fusioni) con sportelli radicati in tutto il territorio, al concetto di dividere la clientela per fasce economiche, che con le congiunture economiche sfavorevoli, quale la bolla immobiliare e l’aver venduto prodotti finanziari svantaggiosi se non addirittura obbligazioni subordinate con istituti bancari che non potevano rimborsare i capitali”.
La razionalizzazione, sottolinea il presidente laziale dei Federconsumatori, è stata una conseguenza. E sciorina i numeri della Banca d’Italia: “Nel Lazio la metà dei comuni per un totale di 25.000 residenti non ha più uno sportello bancario Inoltre 300.000 persone risiedono in comuni che hanno un solo sportello bancario e 12.500 imprese laziali hanno sede in Comuni che non hanno presenza bancaria.
Situazione che incide negativamente sia sulla propensione agli investimenti che a livello sociale basti pensare alle persone anziane”.
Micarelli precisa: “Nessuno è contro la digitalizzazione, è un percorso irreversibile ed utilissimo, ma va governata perché meno sportelli equivale a meno servizi alle famiglie e imprese e meno dipendenti.
Ancor più grave perché colpisce aree del paese caratterizzati da piccoli comuni e dove il tessuto finanziario è funzionale allo sviluppo e al contrasto all’illegalità le banche devono farsi carico anche di tale fenomeno.
Non solo: ad essere carente di servizi bancari sono spesso le aree mal coperte dalla rete internet e popolate da persone non più giovani, occorre quindi prestare attenzione a queste criticità e invertire la tendenza”.
L’aumento del costo del denaro ed i riflessi sulle rate dei mutui
Anche sul fronte mutui, nel Lazio è allarme rosso: “Un’elaborazione Fabi evidenzia che la somma delle rate di mutui e prestiti non pagati ammonterebbe complessivamente a circa 14 miliardi con le regioni Lazio e Lombardia con rate non pagate per oltre 2 miliardi.
Quasi un milione di famiglie italiane fa fatica a pagare mutui e prestiti”, dice Micarelli “Come Federconsumatori stiamo assistendo ad un afflusso in notevole aumento di cittadini utenti presso i nostri sportelli che chiedono aiuto per trovare soluzioni, quest’ultime oscillano per i numerosi debitori dall’allungamento del piano di rientro, all’affittare parte della casa, fino a casi più estremi, quali la vendita l’immobile oggetto di mutuo per acquistare un immobile di valore inferiore per evitare la perdita della stessa”.
Le difficoltà per i giovani
Un quadro che come è evidente, mette la regione, che pure può contare sulla spinta della Capitale, in difficoltà dal punto di vista attrattivo: “I giovani hanno difficoltà a raggiungere la piena autonomia – dice Micarelli – Problemi di natura specialmente economica, quali contratti precari o temporanei, reddito basso, difficoltà ad avvedere a finanziamenti e mutui per una casa, carenza di alloggi, affitti alti, inflazione incisiva, porta necessariamente i giovani a rimandare i loro progetti di vita, quali creare una famiglia.
Va presa realmente coscienza dell’incertezza. delle preoccupazioni e della paura dei giovani sulla possibilità di raggiungere stabilità economica e lavorativa, così da non dover più rinunciare ai propri obbiettivi e sogni, attraverso una politica, la cui priorità dovrà essere restituire la dignità, soprattutto economica, al singolo concittadino, Una necessità indispensabile e forse scontata ma allo stesso tempo resta, ad oggi, poco inseguita e Perseguita sia dal governo nazionale che dalle istituzioni locali”.
Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com











