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19/12/2024

Milza (Confcooperative Emilia Romagna): “Primato cooperativo per fatturato e incidenza sul totale degli addetti”

(Francesco Milza, Presidente Confcooperative Emilia Romagna)

La cooperazione è un valore fondante dell’Emilia Romagna, regione che si guadagna il primato nazionale quando si parla di fatturato sviluppato dalle cooperative e incidenza della cooperazione sul totale degli addetti.

Di seguito l’intervista a Francesco Milza, Presidente Confcooperative Emilia Romagna

Qual è il ruolo della cooperazione nel sostenere il tessuto economico dell’Emilia-Romagna, soprattutto in un periodo caratterizzato da grandi sfide economiche e sociali?

“Come si evince dal recente Rapporto biennale sulla cooperazione in Emilia-Romagna realizzato da Regione e Unioncamere, con le sue 4.281 cooperative attive composte da 233.261 addetti e un fatturato aggregato di 44,69 miliardi di euro (pari al 13,6% del totale regionale), la cooperazione è un attore protagonista del sistema economico, produttivo e sociale della regione assicurando un’occupazione stabile e di qualità al 12,8% degli occupati regionali. L’Emilia-Romagna è la terza regione in Italia per numero di cooperative, mentre si posiziona al secondo per numero di addetti. Siamo invece al primo posto quando si parla di incidenza della cooperazione sul totale degli addetti, perché in questo caso ogni mille occupati ben 128 lavorano nel mondo cooperativo (la media italiana è 70 addetti ogni mille). Il primato cooperativo dell’Emilia-Romagna riguarda anche il fatturato sviluppato dalle sue cooperative: 44,69 miliardi di euro con la Lombardia al secondo posto con una quota inferiore di più della metà (18,69 miliardi di euro). Il numero delle cooperative in Emilia-Romagna nel 2023 è sceso del 4,6% in linea con un trend ormai consolidato dettato in particolare dalle politiche di aggregazione promosse tra le varie strutture; in leggera flessione gli addetti (-1,9%) dopo anni di crescita, mentre il fatturato complessivo è cresciuto del 3,3%. Peraltro, circa un terzo del fatturato cooperativo nazionale è ‘made in Emilia-Romagna’, a testimonianza dell’indiscussa leadership della nostra regione. A fronte di questi numeri, la cooperazione emiliano-romagnola riveste un ruolo decisivo nel sostenere il tessuto economico regionale attraverso la promozione di un modello di impresa inclusivo e sostenibile”.

Quali sono, a suo avviso, i principali fattori di criticità che stanno influenzando il tessuto imprenditoriale e le condizioni dei lavoratori nella regione, e come Confcooperative intende affrontarli?

 “Le nostre cooperative operano in tutti i settori produttivi e dei servizi, pertanto risentono dei problemi di ogni impresa della regione. In particolare per le realtà focalizzate sull’export pesano in questa fase le incertezze della situazione geopolitica internazionale dettate soprattutto dai conflitti e da chiusure di mercati, ma anche la difficoltà economica che vivono Paesi europei tradizionali importatori di prodotti italiani come la Germania. Le nostre cooperative agroalimentari sono poi molto preoccupate sull’introduzione di dazi che la nuova amministrazione Trump potrebbe decidere per il mercato USA. Sul fronte più interno resta il problema di coprire l’aumento dei costi di produzione verificatosi negli ultimi anni, ad esempio per le cooperative sociali che hanno firmato un nuovo contratto collettivo di lavoro più oneroso ma che richiede adeguate coperture economiche dai committenti pubblici. Discorso analogo per le cooperative che operano nella logistica, settore che ha rinnovato il contratto nazionale nelle settimane scorse. La carenza di manodopera e di personale specializzato è un altro problema che riguarda molte cooperative. Come sistema Confcooperative siamo impegnati a proporre percorsi di accompagnamento alle nostre imprese associate affinché siano pronte ad affrontare le grandi transizioni che la società contemporanea richiede: da quella tecnologica a quella digitale, da quella generazionale influenzata anche dalla crisi demografica, a quella ecologica”.

Guardando al futuro dell’Emilia-Romagna, quali sono le priorità su cui concentrarsi per garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile, e che ruolo avrà Confcooperative nel contribuire a questo percorso?

“In occasione delle recenti Elezioni Regionali, insieme alle altre centrali riunite nell’Alleanza Cooperative abbiamo presentato ai candidati un ampio documento che riassume le priorità del mondo cooperativo per il futuro dell’Emilia-Romagna. Riteniamo che la promozione di un modello economico sostenibile, democratico e inclusivo, che non delocalizza e non abbandona i territori, che promuove la centralità della persona rispetto al capitale, sia il requisito fondamentale a partire dal quale affrontare i problemi di ogni settore. Proprio per questo sottolineiamo con convinzione l’importanza di investire sull’Economia Sociale come richiesto dall’Unione Europea, un modello economico che può favorire la riduzione delle disuguaglianze. Alla luce del Piano di attuazione sull’Economia Sociale che il Governo è chiamato a presentare entro fine 2025, credo che questa sia una priorità sulla quale l’Emilia-Romagna si può concentrare”.

Di Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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