Milza (Confcooperative Emilia Romagna):‘Desertificazione bancaria? L’argine sul territorio delle Banche di Credito Cooperativo’

(Francesco Milza, Presidente Confcooperative Emilia Romagna)
Il sistema bancario italiano sta vivendo una fase di contrazione con la chiusura di numerosi sportelli, che, nel 2024 sono stati più di 500 e, anche nel 2025, si sta mantenendo un trend negativo. Tuttavia, la chiusura di filiali, non impedisce alle banche di registrare utili faraonici. Questo fenomeno, la "desertificazione bancaria", penalizza soprattutto le aree interne e più disagiate (che rappresentano circa il 34% del territorio italiano), creando un circolo vizioso di riduzione dei costi per gli istituti e impatti negativi su comunità (spopolamento e chiusura delle Pmi) e occupazione. In questo contesto l’Italia sta perdendo quella caratteristica del sistema del credito‘diffuso’ che aveva contraddistinto in passato lo sviluppo economico così ben distribuito sul territorio nazionale. Oggi tutto questo sembrerebbe compromesso con le ricadute su lavoro, spopolamento, chiusura di Pmi e restrizioni creditizie
‘La desertificazione bancaria impoverisce i territori, soprattutto le aree interne che riguardano il 44% del nostro territorio regionale. A fronte di utili record registrati dai grandi istituti bancari, si rischia di perdere quel credito diffuso che ha sostenuto lo sviluppo italiano.
Per contrastare questo fenomeno, un ruolo fondamentale e insostituibile lo ricoprono le Banche di Credito Cooperativo, che continuano a presidiare le comunità locali; nella nostra regione, le BCC sono presenti con 346 sportelli in 162 Comuni, e in 14 di questi rappresentano l’unica presenza bancaria.
Peraltro, il numero degli sportelli delle BCC negli ultimi anni si è mantenuto stabile, aumentando in alcuni casi, in netto contrasto con il trend negativo a livello generale. Riteniamo che per contrastare spopolamento e abbandono dei territori, gli sportelli delle BCC presenti nelle aree interne debbano essere riconosciuti come Servizi di Interesse Economico Generale (SIEG), con benefici fiscali e incentivi per mantenere un presidio socio-economico.
È la proposta che stiamo portando avanti nel Patto per il Lavoro e per il Clima della Regione. Le BCC, per finalità mutualistiche e attenzione al territorio, sono a pieno titolo parte dell’Economia Sociale: strumenti indispensabili per garantire inclusione, coesione e sviluppo sostenibile’.
Di Francesco Milza – Presidente Confcooperative Emilia Romagna
(Riproduzione riservata)
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