MOBILITÀ. Cisl Basilicata, Segretario Generale Cavallo: “Le nostre infrastrutture necessitano di una visione a lungo termine”

(Vincenzo Cavallo, Segretario Generale Cisl Basilicata)
Tra ritardi cronici, opere incompiute e nuove opportunità come il PNRR, Vincenzo Cavallo Segretario Generale della Cisl Basilicata sottolinea l’urgenza di un piano regionale della mobilità che connetta le aree interne al resto del Paese, superando il deficit strutturale che penalizza cittadini e imprese. Con uno sguardo attento alle esigenze del territorio e alla collaborazione tra istituzioni, imprese e sindacati, il segretario evidenzia come il futuro della Basilicata dipenda da una strategia integrata
Qual è la sua valutazione sull'attuale stato delle infrastrutture materiali in Basilicata?
“La Basilicata soffre di un deficit strutturale di collegamenti stradali e ferroviari. Da anni le principali arterie che ci collegano alle altre regioni del Mezzogiorno sono interessate da lavori di ammodernamento che stanno determinando forti disagi ai cittadini e alle imprese. Si pensi al caso del raccordo autostradale Sicignano-Potenza, alla strada statale Basentana, per non parlare poi delle linee ferroviarie Metaponto-Potenza-Salerno e Potenza-Foggia. Ci sono poi le opere mai terminate come la storica Ferrandina-Matera che rappresenta un monumento delle incompiute. Dal punto di vista infrastrutturale la nostra regione ha bisogno di una visione di lungo periodo, sapendo che la sfida si vince tenendo la Basilicata agganciata al resto del paese. Serve un grande piano regionale della mobilità che tenga conto anche delle specificità di un territorio complesso, fatto di tante aree interne, con l’obiettivo di tenere insieme le zone di valle con le terre alte.”
Ha espresso apprezzamento per l'attivazione del servizio navetta da Potenza all'aeroporto Salerno Costa d'Amalfi. Quali altre iniziative ritiene necessarie?
“Tutto ciò che va nella direzione di una integrazione tra modalità di trasporto è positivo per una regione come la nostra che è un arcipelago di piccole comunità. Abbiamo bisogno di corridoi verso i principali nodi logistici del Sud, ovvero Salerno, Bari e Taranto, potenziando le infrastrutture, come si sta in parte già facendo, e con contratti di servizio che tengano conto delle reali esigenze di mobilità delle famiglie e delle imprese lucane. Allo stesso tempo dobbiamo raccordare meglio le aree montane alle grandi dorsali di trasporto interregionale coprendo il cosiddetto ultimo miglio anche con modalità innovative, sia dal punto di vista tecnologico che organizzativo. Oggi sprechiamo tante risorse in servizi che si sovrappongono creando inefficienze. Per questo serve un piano regionale dei trasporti che ponga al centro il tema dello spopolamento delle aree interne. Serve una rete di trasporti, non per lasciare la Basilicata, ma per viverci.”
In che modo il PNRR può rappresentare un'opportunità?
“Oggettivamente il PNRR ha messo in campo per le infrastrutture risorse mai viste, per questo è fondamentale sfruttare a pieno questa opportunità per un grande piano di ammodernamento delle reti esistenti e per immaginare nuove infrastrutture. Penso in particolare al progetto di retroporto in Valbasento che può fare della Basilicata una importante piattaforma logistica. In tal senso, anche la creazione di una struttura aeroportuale a Pisticci non deve essere vista come una rivendicazione campanilistica ma come una leva strategica che può contribuire a sostenere l’incoming turistico, in particolare verto Matera, e l’export delle nostre produzioni agroalimentari.”
Possiamo definirla collaborazione quella tra istituzioni locali, imprese e sindacati nel pianificare e realizzare progetti infrastrutturali?
“Dovrebbe esserci collaborazione, ma finora nella programmazione degli investimenti infrastrutturali il confronto tra istituzioni, imprese e sindacati è stato parziale. La posizione della CISL a questo proposito è chiara: serve un patto sociale che abbia come obiettivo quello di costruire un nuovo e più avanzato compromesso, così come è stato fatto in altri importanti frangenti della storia italiana ed europea. Anche sulle infrastrutture dobbiamo imparare a ragionare intrecciando la dimensione locale con quella globale, ovvero l’ultimo miglio con le grandi dorsali, perché è lì che si vince la sfida della competitività, una sfida che è anche geopolitica e che impone al progetto europeo uno scatto in avanti”.
Claudia Boccucci
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