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30/07/2025

MOBILITA’. Cna Marche, presidente Silenzi: “Senza infrastrutture adeguate, le Marche perdono competitività"

(Paolo Silenzi, Presidente Cna Marche)

Le Marche soffrono per un deficit infrastrutturale che rallenta la crescita economica e penalizza le imprese locali. Viabilità inadeguata, carenze nei trasporti e scarsa connettività digitale sono tutti elementi che ostacolano lo sviluppo di un territorio ricco di piccole e medie imprese. Il presidente di Cna Marche Paolo Silenzi, analizza le criticità più urgenti e sottolinea l'importanza di investimenti mirati per garantire un futuro più competitivo alla regione

Presidente Silenzi, quali sono le principali criticità infrastrutturali nelle Marche?

“Le carenze nella viabilità e nei trasporti pubblici penalizzano cittadini e imprese, aumentando tempi, costi e rischi. La struttura a pettine della rete stradale, con traffico concentrato sulla costa, aggrava il problema, accentuato dai ritardi nei lavori sulla Statale 16, snodo chiave per porto, aeroporto e interporto di Ancona. Inoltre le condizioni delle strade in ambito urbano ed extraurbano, pregiudicano oltre che la scorrevolezza dei flussi di veicoli privati e pubblici anche l’incolumità dei conducenti e dei passeggeri”.

Quali sono le aree più svantaggiate e perché?

“Le infrastrutture diventano rapidamente inadeguate rispetto ai cambiamenti economici. La crescita della logistica o la crisi di alcuni settori produttivi modificano le esigenze. Le aree interne, già penalizzate, soffrono per la scarsa copertura della banda ultralarga, cruciale per la competitività delle imprese locali”.

Quanto influiscono queste carenze sulla competitività delle Marche?

“La regione, caratterizzata da una diffusa presenza di piccole imprese e insediamenti urbani, dipende da infrastrutture capillari. La scarsa dotazione logistica, i costi energetici elevati e il declino demografico nelle aree interne minano la tenuta economica. Dal 2014 al 2024, le Marche hanno perso 22.500 imprese pari al 14,7% delle imprese, contro l’1,9% della media nazionale”.

Perché è fondamentale investire in infrastrutture per le PMI?

“Le PMI marchigiane necessitano di trasporti efficienti e formazione avanzata per attrarre giovani talenti. Le infrastrutture formative, insieme ai miglioramenti logistici, possono rilanciare settori chiave come la cantieristica navale di fascia alta. È essenziale un coordinamento con le regioni adriatiche per ottenere investimenti adeguati dal PNRR che riguardano finanziamenti per porti, aeroporti, interporti e per l’intermodalità necessaria allo sviluppo del Paese. Una mole di infrastrutture che penalizza la sponda adriatica: che da Bologna a Bari ha solo due binari saturi e trova limiti anche nell’Autostrada A14 con due sole corsie a partire dal sud delle Marche. E dove linee trasversali come la Orte-Falconara e la Pescara–Roma sono ancora fuori dall’essere destinatarie di finanziamenti adeguati, col risultato che tutte le regioni dell’Adriatico, comprese le Marche, sono in difficoltà nel raggiungere Roma ed il Tirreno”.

Come valuta il piano infrastrutturale del governo?

“L’impegno è positivo, ma servono investimenti mirati e meno burocrazia per garantire rapidità ed efficacia. Per le Marche sono prioritarie opere come il raddoppio dell’A14, la Fano-Grosseto, le Pedemontane e l’alta velocità ferroviaria. Un altro aspetto dell’impegno governativo riguarda il sostegno a imprese e cittadini per far fronte ai rincari. La presidente del Consiglio nel discorso con cui ha chiesto la fiducia alle Camere, si è impegnata a mantenere e rafforzare le misure nazionali a supporto di famiglie e imprese, sia sul versante delle bollette sia su quello del carburante. Garantendo un impegno finanziario "imponente che drenerà gran parte delle risorse reperibili.” E per mettere un freno al caro energia, il Governo ha rilanciato su due fronti: sfruttare i giacimenti nazionali di gas e sbloccare i progetti rinnovabili. Per le Marche, caratterizzate da una connotazione manifatturiera particolarmente spiccata rispetto al resto del Paese, la possibilità di fuire di un sollievo nei costi dell’energia è chiaramente strategica per le prospettive di sviluppo della nostra regione”.

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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