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26/07/2025

MOBILITA’. Politecnico di Bari, Rettore Cupertino: “La mobilità studentesca impoverisce la regione. Potenziare i collegamenti con le università”

(Francesco Cupertino, Rettore Politecnico di Bari)

Con oltre diecimila iscritti annuali, il Politecnico di Bari vive in prima linea la questione del trasporto pubblico urbano ed extraurbano collegato alle sedi universitarie. Un fenomeno che spesso si riflette nell’immigrazione studentesca verso “realtà più ricche e con maggiori prospettive”, sottolinea il Rettore del Politecnico Francesco Cupertino

Parte con Francesco Cupertino, Rettore del Politecnico di Bari, il nuovo Focus "Italia dei Territori: infrastrutture materiali e immateriali". 

Rettore Cupertino, in qualità di Ateneo, qual è il tallone d’Achille delle infrastrutture pugliesi?

"In Puglia abbiamo un problema di mobilità degli studenti, perché le reti di trasporto non sono adeguate. Se i tempi di spostamento necessari a raggiungere le sedi di università fossero ragionevoli, cioè al di sotto di un'ora, questo ridurrebbe i costi di trasporto e di alloggio, perché magari si potrebbe fare a meno di affittare un posto letto. Oggi questa situazione è una delle cause dell'immigrazione studentesca, perché – tra le altre cose – se uno studente è obbligato a spostarsi in un’altra città, tanto vale andare a Roma, o Torino, o Milano, cioè in contesti più ricchi e con maggiori prospettive, che giustifichino un investimento delle famiglie. Questo fenomeno impoverisce la nostra regione, privandola di tanti talenti”.

Quali sfide dovrà affrontare la Puglia per il potenziamento del settore?

“Abbiamo bisogno, innanzitutto, di giovani talenti ben formati, motivati e preparati ad un mondo del lavoro che è in continua evoluzione. Dobbiamo quindi continuare ad investire nella qualità della didattica e a rinnovarla sempre, come facciamo al Politecnico, ascoltando le esigenze delle imprese. Poi bisogna alimentare la capacità delle aziende di fare innovazione: uno dei fattori che spingono gli imprenditori ad investire in un territorio. Terzo, è fondamentale il tema energia, perché tutti i processi industriali necessitano di energia a basso costo e sostenibile. Dunque, bisogna potenziare gli investimenti nelle energie rinnovabili, puntando in particolare sull'idrogeno. L’ultimo elemento-chiave è la potenza di calcolo, perché i dati saranno la risorsa decisiva per aumentare la competitività delle imprese, a livello nazionale e internazionale”.

Il Politecnico di Bari ha recentemente avviato un corso di laurea magistrale interateneo con l'Università del Salento sulla sicurezza e resilienza delle infrastrutture critiche. Quali competenze si intendono sviluppare per formare i giovani ingegneri?

“Daremo ai nuovi professionisti le competenze per la valutazione dei rischi. Questa esigenza nasce dal fatto che abbiamo un patrimonio costruito che ormai comincia a dare segni evidenti di obsolescenza: i ponti, le strade, i viadotti sono tutte infrastrutture che richiedono una classe di ingegneri che abbia le competenze per poter valutare quali possono essere gli interventi per metterle in sicurezza e limitare i rischi futuri. Inoltre, ci sono i rischi naturali, come le frane. In sintesi, vogliamo formare un ingegnere che abbia le competenze per valutare i rischi in contesti civili e industriali e poter introdurre misure di mitigazione, oppure interventi correttivi”.

In una recente intervista, ha sottolineato l'importanza della collaborazione tra università e imprese. Come si concretizza questa sinergia nel contesto delle infrastrutture?

“Per esempio, abbiamo una collaborazione con Aeroporti di Puglia per la valorizzazione delle infrastrutture aeroportuali e la mitigazione dell'impatto energetico degli aeroporti. C’è una intensa collaborazione con il Distretto tecnologico aerospaziale, per le attività preliminari alla realizzazione del progetto Spazioporto a Grottaglie. In ambito portuale, collaboriamo con le Autorità portuali per la sicurezza delle infrastrutture. Ci sono poi allo studio nuove linee di trasporto. In questo ambito abbiamo rapporti con l’associazione dei costruttori, ANCE. Stiamo inoltre lavorando per allargare la collaborazione, con l’obiettivo di dare supporto sia alle aziende sia agli enti locali, per portare a termine le infrastrutture del PNRR”.

Parlando di futuro, come immagina lo sviluppo delle infrastrutture in Puglia, e quale ruolo dovrebbero avere le politiche pubbliche in questo processo?

“Dobbiamo sostenere l’innovazione industriale, soprattutto nelle piccole e medie imprese, che hanno urgente bisogno di digitalizzare le attività. Questa innovazione va fatta con consapevolezza. È una partita troppo importante perché le imprese possano essere lasciate da sole. Un altro elemento da considerare è che, negli ultimi vent'anni, la Puglia ha fatto molti passi in avanti nelle politiche di attrazione degli investimenti e di supporto alle imprese. Adesso serve una politica di aiuto alla collaborazione a livello internazionale. Ci sono troppi fondi europei ai quali le imprese pugliesi non accedono in modo significativo, mentre possiamo e dobbiamo dare supporto, per la progettazione e per l’accesso ai programmi”.

Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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