Monetti (Confcooperative Abruzzo): “Territori non coinvolti nei progetti Pnrr: molti sono fuori scala e insostenibili”

(Massimiliano Monetti, Presidente di Confcooperative Abruzzo)
Il presidente della cooperazione abruzzese a CUOREECONOMICO: “Bene investimenti sulla Pescara-Roma, facciamo anche l’alta velocità. La piattaforma blockchain aiuta l’export dei nostri prodotti”
Con 34 milioni di euro la regione Abruzzo ha finanziato il Distretto ortofrutticolo abruzzese per la promozione dei prodotti delle filiere di latte, cereali e pesca. In tutto sono 45 aziende beneficiare del provvedimento, di cui 7 sono cooperative.
“In Abruzzo esistono reti di filiere alimentari che rappresentano delle vere e proprie eccellenze. La legge in vigore dal 2014 per i distretti si sta dimostrando valida e il bando per il Distretto ne è un esempio”, dice Massimiliano Monetti, Presidente di Confcooperative Abruzzo.
“La realizzazione della piattaforma blockchain inclusa del Piano per i mercati internazionali - continua - rappresenta una grande opportunità perché la tracciabilità è decisiva nell’export e spetterà alle imprese comunicare con i contenuti i loro progetti virtuosi”.
Presidente, oltre ai soldi come valuta l’impegno della Regione per le cooperative agricole?
“L’approccio integrativo è senza dubbio positivo, tanto che diversi progetti sono stati concordati con le imprese, le Camere di commercio, le Università e i comuni.
D’altronde il mercato agroalimentare sta prendendo sempre più una dimensione globale e occorre superare la mentalità di produzione individuale, ma ragionare in termini più ampi coinvolgendo quanti più possibili attori”.
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Dopo i primi tentennamenti, crede alle rassicurazioni del Ministro Salvini per la realizzazione della tratta Pescara-Roma?
“Sì, le infrastrutture sono fondamentali per l’economia e per le persone e io sono favorevole alla tratta che collega Pescara a Roma perché oltre al Lazio il collegamento può essere un’opportunità per il mercato legato al mare e per chi vuole aprirsi ai rapporti ai Balcani. Mi auguro che si faccia anche l’Alta velocità per l’Appennino che è sicuramente di aiuto per i nostri prodotti”.
Più in generale, come valuta la discussione intorno al Pnrr?
“Tanti progetti sono stati calati dall’alto senza aver coinvolto i territori e diversi obiettivi si sono dimostrati troppo grandi fuori scala, così oggi si arriva alla brutale realtà.
Purtroppo ciò che reputo sbagliato è stato il criterio di assegnazione dei fondi perché non tutti i territori hanno le stesse esigenze. I comuni italiani conservano bellezze paesaggistiche e attrazioni che meritano le giuste attenzioni.
Non bastano solo i soldi per migliorare le zone, ma occorre applicare una strategia che coinvolga i residente delle comunità offrendoli infrastrutture e servizi adeguati”.
Secondo lei che effetti sta dando l’aumento del costo del denaro?
“Si tratta di un problema che sta rendendo insostenibile il lavoro delle imprese, ma credo che in Italia manchi la cultura dell’imprenditorialità.
Prima il costo del denaro era più basso ma si potevano vedere imprenditori poco coraggiosi e poco avvezzi all’innovazione e ai mercati esteri.
Credo che si debba recuperare la mentalità degli imprenditori che hanno fatto grande il Made in Italy perché se un’idea va bene si può fallire ma si può sempre giocare la partita. Poi credo che serva una riforma organica del welfare per garantire istruzione e contrastare l’emergenza abitativa”.
Di Matteo Melani
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