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08/09/2023

Monito di Draghi all'Ue: "Nuove regole e più sovranità condivisa per evitare ricadute negative"

Dalle pagine dell'Economist, l'ex presidente del Consiglio disegna gli scenari futuri avvisando che per arrivare a centrare gli obiettivi di transizione ecologica e digitale necessari per affrontare le sfide attuali, occorre più flessibilità ed una revisione delle strategie: "E in caso di allargamento Ue, rafforzare il centro o si rischia indebolire la sua capacità di agire"

Dalle pagine dell’edizione online dell’Economist l’ex presidente del Consiglio Mario Draghi disegna gli scenari futuri e detta quelle che paiono essere le linee guida che l’Europa dovrebbe seguire per riprendere la corsa dopo la pandemia e per attutire il contraccolpo economico della guerra in corso in Ucraina.

Secondo Draghi, nell’ Eurozona servono "nuove regole e più sovranità condivisa", parole che sembrano suonare come un monito per la Commissione Europea, pronta a riattivare il patto di stabilità sospeso per il Covid da Gennaio 2024.

"Le strategie che nel passato hanno assicurato la prosperità e la sicurezza dell'Europa, affidandosi all'America per la sicurezza, alla Cina per l'export e alla Russia per l'energia, sono diventate insufficienti, incerte o inaccettabili", afferma l'ex presidente della Bce, per il quale sul fronte delle politiche di bilancio "tornare passivamente alle vecchie regole sospese durante la pandemia sarebbe il risultato peggiore possibile".

Ripartire da transizione verde e digitale

Draghi mette dunque in guardia sul futuro del Vecchio Continente e sulla sua capacità di competere a livello globale. E lo fa mentre a Bruxelles si discute sulla riforma del Patto di stabilità e di crescita che potrebbe vedere presto la luce.

Il suo messaggio è chiaro: senza un'azione rapida ed efficace sarà praticamente impossibile raggiungere obiettivi comuni come quelli sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici o della sicurezza.

Il benessere dei cittadini come strada maestra, che passa, dice l’ex leader della Bce da “vasti investimenti in poco tempo”, perché le sfide globali lo richiedono. Su tutti le due transizioni ecologica e digitale.

Draghi sottolinea come gli shock provocati prima dalla pandemia poi dal conflitto in Ucraina e dalla conseguente crisi energetica abbiano prodotto in Europa “una risposta comune impensabile fino qualche tempo fa, avvicinando le posizioni tra i Paesi più forti e quelli più deboli”. Un percorso che quindi, va proseguito.

Il bilancio della Ue da rivedere

Il punto più caldo è ovviamente quello legato alle regole di bilancio. Secondo Draghi - che del resto fu il fautore del “Whatever it takes” che salvò molti stati Ue dalla crisi, Italia in testa - la strada da seguire è  superare quelle regole di bilancio e sugli aiuti di Stato che limitano la capacità dei singoli Paesi di agire in maniera indipendente.

Non è così in America, ricorda Draghi, "dove l'amministrazione Biden sta allineando la spesa federale e gli incentivi fiscali al perseguimento degli obiettivi nazionali".

Rilassare semplicemente le regole di bilancio e quelle sugli aiuti di Stato, permettendo agli Stati membri di accollarsi tutto il peso degli investimenti necessari, per Draghi sarebbe un approccio sbagliato

Quello giusto, a suo dire è “ridefinire il quadro delle politiche di bilancio della Ue e i processi decisionali. Dunque nuove regole che siano severe, per garantire finanze statali credibili nel medio termine, ma anche abbastanza flessibili, per permettere ai governi di reagire a shock imprevisti. E poi "trasferire più poteri di spesa al centro".

E in vista di ulteriori allargamenti della Ue ai Balcani e all'Ucraina, Draghi invita ad "evitare di ripetere gli errori del passato", "espandendo la periferia senza rafforzare il centro": "Il rischio - assicura - è di annacquare la Ue piuttosto che rafforzare la sua capacità di agire".

Redazione Cuoreeconomico
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