Montemurro (Cna Basilicata): "Soldi Pnrr restino al Sud, incentivi per chi investe in zone a rischio spopolamento"

(Leo Montemurro, presidente Cna Basilicata)
Il presidente regionale della confederazione: “Al lavoro per le comunità energetiche, ma resta la grande incognita del futuro di Stellantis: il Governo aiuti a fare chiarezza”
Il quadro economico di una regione come la Basilicata, alle prese con la crisi economica e con l’inflazione che galoppa, che vanno ad aggiungersi ad i problemi endemici del territorio.
Un quadro che finisce per schiacciare le tante opportunità che la Regione potrebbe offrire. CUOREECONOMICO ne parla con Leo Montemurro, presidente di Cna Basilicata.
Come arriva l’economia lucana alla fase dell’anno?
“Quello che sembrava il comparto trainante, non solo in Basilicata ma in tutta Italia, ovvero l’edilizia, è stato piuttosto contraddittorio, con le imprese che hanno i cassetti pieni di crediti fiscali che non riescono a smobilizzare.
Non ci sono tracolli perché la situazione è state gestita con accortezza e le imprese hanno cercato di non fare il passo più lungo della gamba.
Inoltre l’aumento del costo delle materie prime ha portato ad alcuni contenzioni per i committenti perché molti patti sono stati rivisti al rialzo. Però sostanzialmente il settore ha tenuto, perché forse non è direttamente colpita dalla “pandemia energetica” che anche in Lucania è molto forte.
Stiamo lavorando per l’attivazione fattiva di comunità energetiche, stiamo realizzando uno studio di fattibilità rispetto alle imprese da coinvolgere.
Il tema potrebbe essere di grande interesse di Matera: nella zona dei Sassi non potranno essere realizzati impianti di autoproduzione energetica, ma potrebbero entrare in gioco gli alberghi.
Abbiamo riscosso interesse anche da parte di comitati di quartiere che ci hanno contattato per darci la loro disponibilità”.
La Regione Basilicata ha recentemente varato un provvedimento per l’abbattimento delle bollette del gas…
“Nello specifico, permette di utilizzare parte dei 200 metri cubi di gas delle estrazioni di competenza regionale, per abbattere i costi delle bollette.
Questo provvedimento è stato esteso a tutti: noi avremmo preferito che fosse data precedenza alle categorie più fragili, riservando al sistema produttivo le risorse. Ma ad ogni caso abbiamo 40-50 milioni di metri cubi di gas per il sistema produttivo.
Altri 90 milioni vengono messi a disposizione dei cittadini non raggiunti dal metano per la costruzione di impianti di autoproduzione: questo darà molto fiato alle imprese su questo fronte”.
Quanto sta pesando l’inflazione, in una Regione come la Basilicata?
“In realtà siamo - insieme alla Valle d’Aosta - una delle regioni dove l’inflazione pesa meno. Però è chiaro che bisogna comunque farci i conti.
Bisogna mettere in cantiere qualche provvedimento che aumenti la capacità di spesa dei cittadini, altrimenti questa situazione va a riflettersi anche sul commercio, così come sull’artigianato alimentare. E’ come aggiungere all’asino da soma una carica in più al tanto peso che già trasporta”.
Cosa vi aspettate dal Ministero del Sud?
“Prima di tutto, al ministro Fitto chiediamo che le risorse destinate al Sud restino al Sud. Perché la partita del Pnrr ha dei bandi che è stato necessario prorogare perché la capacità progettuale dei comuni del Sud è limitata.
Il piccolo comune del Sud che richiede – per esempio – un finanziamento per l’asilo nido, fa bene alla comunità, ma se non gli arrivano le risorse per gestirlo, non è una buona operazione ma solo un consumare risorse.
La Basilicata, fra minacce, rischi ed opportunità potrebbe invece diventare una regione-laboratorio. Per esempio: lo spopolamento sembra irreversibile, ma io penso che serva un approccio integrato.
A chi decide di investire in queste zone, oltre all’incentivo per farlo, va dato anche un kit di altri incentivi che gli consentano di venirci a vivere. Chiaramente bisogna investire sui servizi, sanità in primis, per i quali la Regione ha a disposizione 1,8 miliardi
Per il resto, sul fronte economico, abbiamo da un lato le estrazioni petrolifere in Val d’Agri che fanno volare la zona, ma anche la grande incognita di Stellantis a Melfi, con la proprietà che non fa capire le strategie aziendali.
Mi auguro che il Governo lavori su questo, anche per salvaguardare il capitale umano e professionale, riqualificandolo e mettendolo al servizio dell’economia lucana”.
Di Emanuele Lombardini
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