Morettini (BCC Filottrano):‘La banca crede nella comunità se la comunità crede nella banca’

(Gabriele Morettini, Vicepresidente BCC Filottrano)
Il sistema bancario italiano sta vivendo una fase di grande cambiamento. Da un lato l’innovazione e la tecnologia hanno modificato il modus operandi dall’altro si è registrata la contrazione e chiusura degli sportelli, che, nel 2024 sono stati più di 500 e, anche nel 2025, si sta mantenendo un trend negativo. Questo fenomeno, la "desertificazione bancaria", prevalentemente adottato da parte dei grandi istituti, penalizza soprattutto le aree interne e più disagiate (che rappresentano circa il 34% del territorio italiano), creando un circolo vizioso di riduzione dei costi per gli istituti e impatti negativi su comunità (spopolamento e chiusura delle Pmi) e occupazione. In questo contesto Associazioni, Sindacati e imprenditori hanno denunciato quanto l’Italia stia perdendo quella caratteristica del sistema del credito ‘diffuso’ che aveva contraddistinto, in passato, lo sviluppo economico così ben distribuito sul territorio nazionale. Oggi tutto questo sembrerebbe compromesso con le ricadute su lavoro, spopolamento e chiusura di Pmi che rappresentano ancora l’ossatura dell’economia nazionale e dei territori
‘La desertificazione bancaria si inserisce nel più ampio tema della desertificazione delle aree interne, sempre più svuotate di persone, servizi, opportunità economiche e sociali.
La più recente letteratura economica è concorde nell’evidenziare come l’assenza di sportelli bancari riduca la creazione d’impresa, incida negativamente sulle PMI (per cui la “soft information” è essenziale nella concessione di credito) penalizzi gruppi sociali “vulnerabili” come anziani, poveri e i meno avvezzi all’uso delle nuove tecnologie.
La prossimità geografica rimane una leva cruciale di inclusione finanziaria soprattutto in regioni come Marche e Umbria, caratterizzate da forte peso delle PMI e da un policentrismo abitativo che preclude la creazione di economie di scala.
Le prospettive future vanno ricercate almeno in tre direzioni, non mutualmente esclusive:
reinterpretare in chiave innovativa la prossimità. Si parla di “Banca phygital”, capace di coniugare l'innovazione digitale con la permanenza di un presidio fisico in cui erogare consulenza ad alto valore aggiunto.
Provvedere a una revisione delle metriche regolamentari. Ciò implica maggiore proporzionalità e semplificazione delle norme, che spesso equiparano istituti con dimensioni, modelli di business, livelli di rischio e obiettivi differenti.
Il confronto tra una BCC e una banca online non può essere condotto con criteri valutativi standardizzati ma richiede un approccio olistico, poiché lo sportello fisico ha rilevanti costi fissi ma genera anche esternalità positive sul territorio.
Servono infine comunità proattive. I cittadini devono acquisire consapevolezza che i servizi bancari, e i servizi in genere, vanno remunerati. Il presidio fisico ha dei costi, e se gli abitanti operano con altri istituti o sul web, allora la filiale verrà chiusa.
La banca crede nella comunità se la comunità crede nella banca. Ciò implica sostituire uno sterile individualismo con una visione comunitaria: 5.000 residenti sono pochi, ma se tutti operano secondo un orizzonte di senso condiviso, otterranno i risultati attesi e manterranno i servizi in loco’.
Di Gabriele Morettini, Vicepresidente BCC Filottrano
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com











