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06/12/2023

Murano (Unem): “Pnrr occasione persa, bocciati progetti per riconversione green della filiera”

(Gianni Murano, presidente di Unem)

Il presidente dell’associazione che riunisce le principali aziende operanti in Italia nell’ambito della lavorazione, della logistica e della distribuzione dei prodotti petroliferi a CUOREECONOMICO “Il settore ha intrapreso la strada della transizione ecologica. Negli ultimi vent’anni sono stati investiti oltre 20 miliardi di euro per ridurre l’impatto ambientale. Ma purtroppo coi soldi europei non andremo oltre le colonnine elettriche. L’emarginazione di intere filiere industriali, non aiuterà un percorso di decarbonizzazione sostenibile”

L’impegno del settore per promuovere il percorso di transizione ecologica. I dati dell’ultima indagine realizzata dall’associazione sull’illegalità nel comparto dei carburanti. E la soddisfazione per le risoluzioni presentate da FdI, M5S e Pd sulla riforma del commercio al dettaglio dei carburanti.

Di questi temi abbiamo parlato con Gianni Murano, presidente di Unem, associazione che riunisce le principali aziende operanti in Italia nell’ambito della lavorazione, della logistica e della distribuzione dei prodotti petroliferi e di quelli energetici low carbon (tra cui i biocarburanti e gli e- fuels).

Murano ha spiegato a CUOREECONOMICO come il comparto già da tempo abbia iniziato a mettere in atto iniziative volte a ridurre le emissioni inquinanti e a promuovere biocarburanti avanzati, idrogeno verde e e-fuels.

Nello specifico, ha sottolineato, la sfida principale è l’adozione di una politica inclusiva che favorisca lo sviluppo delle diverse tecnologie senza pregiudizi, incentivando gli operatori ad investire sui nuovi prodotti decarbonizzati.

Come il vostro settore si sta muovendo per favorire il processo di transizione ecologica? 

In realtà, il nostro settore ha iniziato a percorrere questa strada già da tempo, con investimenti che negli ultimi vent’anni sono stati pari ad oltre 20 miliardi di euro.

Ciò ha permesso di ridurre le emissioni climalteranti della raffinazione di oltre il 40 percento e quelle causate dai principali inquinanti (NOx, SOx) dell’80-90 percento. Oggi siamo chiamati ad uno sforzo ulteriore visti gli obiettivi che si è data l’Europa, soprattutto in materia di decarbonizzazione dei trasporti.

Per raggiungere questo obiettivo abbiamo previsto 8-9 miliardi di euro di investimenti addizionali per la trasformazione dell’intera filiera, volti appunto a potenziare la nostra capacità produttiva sui biocarburanti avanzati, lo sviluppo dell’idrogeno verde e degli e-fuels.

Per i settori hard-to-abate come il nostro saranno determinanti anche la realizzazione di impianti per la cattura, stoccaggio e utilizzo dell’anidride carbonica. (CCS, CCSU).

Credo, però, che serva un cambio di prospettiva e cioè una politica inclusiva che,  individuato l’obiettivo da conseguire, promuova lo sviluppo delle diverse tecnologie senza pregiudiziali.

Sono necessarie misure che incentivino gli operatori ad investire nei nuovi prodotti de”carbonizzati, i soli che possono permettere una reale ed immediata decarbonizzazione dei trasporti che sia sostenibile e accessibile a tutti.

Qualche novità positiva a livello europeo sembra comunque emergere. L’inclusione tra i carbon neutral - nella proposta di Regolamento UE sulle emissioni del trasporto pesante - di tutti i carburanti rinnovabili e/o sintetici, (inclusi i biocarburanti) rappresenta un risultato significativo. Vedremo se questa posizione sarà confermata nei successivi passaggi dell’iter di approvazione”.

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Avete accolto positivamente l'approvazione delle tre risoluzioni sul comparto del commercio al dettaglio dei carburanti, presentate rispettivamente da FdI (Riccardo Zucconi), M5S (Chiara Appendino) e Pd (Vinicio Peluffo). Quali aspetti avete apprezzato nello specifico?

Sicuramente è stato un importante segnale di attenzione per un settore che aspetta da anni un serio intervento di riforma in grado di ridare economicità e prospettiva alla rete di vendita carburanti.

Vanno apprezzati, in particolare, i riferimenti alla necessità di favorire la riconversione dei punti vendita per la decarbonizzazione della mobilità con un approccio tecnologicamente neutrale. Rimane cruciale anche contrastare i fenomeni di illegalità attraverso una sempre maggiore digitalizzazione di tutte le fasi della filiera.

Stiamo lavorando insieme alle altre associazioni di settore e dei sindacati per arrivare ad una proposta comune da condividere con Governo e Parlamento in vista della presentazione di uno specifico Ddl annunciato dal Ministro Urso lo scorso 1° agosto.

Va inoltre considerata la crisi oramai strutturale delle aree di servizio autostradali, schiacciate tra il progressivo calo delle vendite (quasi 70 percento in 15 anni) e il forte aumento dei costi operativi e gestionali.

A tale proposito, nelle scorse settimane abbiamo scritto, anche questa volta insieme alle altre rappresentanze del settore, una lettera al Governo per chiedere l’apertura di un tavolo specifico di confronto che consenta di superare le principali criticità della distribuzione autostradale dei carburanti”. 

Passiamo al tema dell’illegalità nel settore dei carburanti. Cosa è emerso dalla vostra ultima indagine?

Diciamo che - rappresentando sia aziende integrate che operano in tutta la filiera, sia aziende che operano nei singoli segmenti - negli anni abbiamo potuto avere l’evidenza dell’evolversi dei fenomeni fraudolenti, nonché dell’efficacia e dell’impatto delle misure legislative di prevenzione progressivamente introdotte.

Oggi possiamo dire che le misure sinora adottate sono state efficaci e il fenomeno si è molto ridimensionato anche se non è stato ancora debellato.

C’è ancora molto da fare, soprattutto per completare la tracciatura completa del prodotto, a partire dal carico delle autobotti per arrivare fino alle fasi di scarico sull’impianto e successiva vendita dei prodotti.

Va poi rafforzato il monitoraggio dell’attività dei traders e vanno individuati efficaci sistemi di acquisizione e verifica dei dati fiscalmente rilevanti attraverso una sempre maggiore interoperabilità delle banche dati oggi a disposizione degli Organi di controllo. 

Considerato che l’illegalità è un fenomeno dinamico che sa adattarsi rapidamente alle nuove condizioni, va posta particolare attenzione alle nuove tipologie di frodi emergenti, in particolare in materia di obblighi sui biocarburanti, il cui mancato rispetto - oltre a generare danni per l’ambiente - determina una concorrenza sleale tra gli operatori”.

Quale opportunità rappresenta il Pnrr per il vostro settore?

La definirei un’occasione persa perché non si va al di là di qualche colonnina elettrica presso i punti vendita e qualche stazione di servizio ad idrogeno che serviranno anche, ma non basteranno certamente.

Nessuno dei tanti progetti che il settore ha presentato per accompagnare la graduale riconversione industriale della filiera in ottica decarbonizzazione è stato preso in considerazione e questo per una normativa europea che tende ad escludere non cogliendo le potenzialità di sviluppo che ciascuna tecnologia può esprimere.

Il processo di emarginazione di intere filiere industriali, con le loro infrastrutture ed eccellenze tecnologiche, non aiuterà un percorso di decarbonizzazione sostenibile socialmente ed economicamente.

Come anticipato, se non si cambia la prospettiva e si elimina un approccio manicheo alla transizione energetica, si rischia di non centrare gli obiettivi con un’inevitabile e progressiva deindustrializzazione del Paese”.

Di Monica Giambersio
(Riproduzione riservata)

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