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31/07/2023

Mutui, l'allarme della Fabi: "Stipendi mangiati dagli interessi"

Il nuovo rapporto dei bancari: aumento medio di 240 punti base con tassi di crescita del 4,5% in alcune zone del Paese. Sud fortemente penalizzato, al centro l'impennata più forte

Il nuovo aumento dei tassi di interesse di un quarto di punto deciso dalla Bce, che ha portato al 4,25% il costo del denaro, avrà forti ripercussioni sulle famiglie e naturalmente anche sulle imprese.

La Fabi, Federazione Autonoma Bancari Italiani, nella nuova analisi sui mutui disegna un quadro drammatico soprattutto in relazione a fine 2021 e 2022, quasi da shock finanziario per chi ha stipulato dei mutui a tasso variabile.

Ancora peggio ovviamente, per chi casa deve comprarla, con ripercussioni che certo arriveranno a breve anche su quel segmento di mercato.

Secondo Fabi, la strategia contro l’inflazione dell’ultimo anno “ha surriscaldato il portafoglio delle famiglie italiane indebitate. Per tutte le categorie di importo dei mutui per acquisto di abitazioni, la rincorsa dei prezzi ha seguito l’andamento dei tassi della Bce.

Tutti i clienti hanno subìto una crescita in media di 240 punti base, con tassi che hanno avuto una crescita esponenziale e che superano il 4,5% in alcune aree del Paese”.

Il quadro degli aumenti: impennata al Sud

Questo il calcolo di Fabi: nel mese di marzo 2023, per i mutui fino a 125.000 euro il tasso medio sul totale dei prestiti è salito in Italia al 4,47%, al 4,09% per la classe di mutui fino a 250.000 euro e, infine, al 3,7 per importi superiori a 250.000 euro.

Per fare un raffronto, a fine 2021 i tassi andavano da 1,49 a 1,87. E questi dati non tengono ancora conto dell’ulteriore rialzo degli ultimi giorni. Sul mercato, oggi, i tassi dei mutui hanno già ampiamente superato, in alcuni casi, la soglia del 6%. La tabella qui sotto rende bene l’idea.

Secondo l’analisi Fabi, i tassi medi praticati dalle banche sono più cari per le famiglie italiane che vivono in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia (4,18%) e quelle che risiedono in Sardegna e Sicilia (4,23) rispetto alla media nazionale del 4,1.

Nelle regioni settentrionali, le condizioni di accesso al credito per acquistare immobili sono più favorevoli rispetto al resto del Paese: 4,09% nel Nord Ovest (Liguria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta) e 3,99% nel Nord Est (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto).

Nel Centro (Lazio, Marche, Toscana e Umbria) gli aumenti più significativi negli ultimi due anni con uno spread di 251 punti.

Pesano alcuni fattori di rischio, maggiori nel Mezzogiorno e nelle isole.

Maggiori rincari nel centro Italia

Rispetto alle condizioni di finanziamento esistenti a fine 2021, le famiglie più penalizzate dai ritocchi sui tassi, sono concentrate nelle aree del Paese meridionali e centrali (Lazio, Marche, Toscana e Umbria) dove i tassi hanno subìto incrementi più ampi: la variazione più rilevante, fra il 2021 e il 2023, si è registrata nelle regioni del Centro con uno spread di 251 punti e gli interessi arrivati al 4,16% medio, nelle Isole la variazione è stata di 248 punti e al Sud di 247.

Le famiglie residenti nelle aree settentrionali godono, invece, di condizioni sui mutui più favorevoli e hanno patito meno, rispetto al resto del Paese, gli effetti della politica monetaria della Banca centrale europea: nel Nord Ovest (Liguria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta) la media dei tassi è pari al 4,09, con uno spread, rispetto a due anni fa, di 241 punti; nel Nord Est (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto), invece, i tassi medi sono quelli più bassi d’Italia, cioè 3,99%, e l’aumento è pari a 226 punti rispetto al 2021.

Il quadro dei tassi mostra alcune differenze, rispetto alle medie, se si analizzano le condizioni praticate dalle banche sulla base della dimensione del finanziamento.

Per quanto riguarda la categoria di mutui di importo fino a 125.000 euro, i livelli più alti di tassi si riferiscono ai prestiti alle famiglie che risiedono nelle Isole e nelle aree del Nord Est, dove il costo di un mutuo per abitazione ha raggiunto rispettivamente il 4,56 e il 4,51%; in questa fascia la media nazionale è del 4,47% e i tassi sono del 4,46 nel Centro, del 4,45% nel Nord Ovest e del 4,43 nel Sud che, solo per questo tipo di importi, gode di medie più favorevoli.

Per la categoria di importo intermedio, compresa tra i 125.000 e i 250.000 euro, i tassi hanno toccato la punta del 4,19 percento nelle zone isolane del Paese, nel Sud e nel Centro del 4,15 , nel Nord Ovest del 4,11 percento e del 3,95 nel Nord Est, contro un livello del 4,09 a livello nazionale.

Infine, le condizioni di prestito per importi superiori a 250.000 euro (media nazionale pari 3,74) vedono le regioni del Sud e delle isole ancora penalizzate, con un tasso medio del 3,97 e del 3,95, mentre nel Centro è pari al 3,88%, nel Nord Ovest del 3,70 e nel Nord Est del 3,51.

Redazione Cuoreeconomico
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