ven 03 apr 2026

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Myriam Finocchiaro (Gruppo Granarolo): “Il nostro impegno verso la transizione ecologica”

Azienda leader del settore caseario italiano, la Granarolo Spa racconta la propria crescita verso un futuro sostenibile che mette al centro dei propri interessi il benessere degli animali e dei consumatori.

Di seguito l’intervista a Myriam Finocchiaro, CSR e Communication Manager del Gruppo. 

Tra le azienda leader del gruppo lattiero – caseario in Italia, quali sono i progetti ecosostenibili messi in atto dalla vostra azienda per contribuire all’impegno globale per un futuro green?

"L’impegno più significativo che Granarolo ha assunto è una transizione ecologica della filiera, con un contributo particolarmente significativo da parte degli allevatori (503, in 11 regioni italiane).

L’obiettivo preso nel 2018 è di ridurre i gas a effetto serra del 30% entro il 2030 per kg di latte prodotto, anche di fronte a una crescita dell’azienda. Tre sono gli assi portanti:

1. Alla stalla e in campo ridurre le emissioni e certificare sul benessere animale tutta la filiera. Oggi tutte le stalle sono certificate.

2. In fase di trasformazione ridurre la plastica utilizzata. Un esempio è la conversione di 80 milioni/anno di vasetti di yogurt Yomo da plastica a carta.

3. In stalla, in trasformazione e in distribuzione ridurre gli sprechi. È stato lanciato 2 anni fa un progetto Fifty Resi che ha consentito già di quasi dimezzare i resi, con una significativa riduzione della CO2 prodotta.

Sono stati individuati KPI misurabili e di anno in anno vengono rendicontati i risultati raggiunti nel Bilancio di Sostenibilità scaricabile dal sito www.gruppogranarolo.it".

Responsabilità del benessere animale, quanto incide l’attenzione allo stato di salute degli animali sulla qualità del prodotto e sulle esigenze dei consumatori?

"Il benessere animale rappresenta un dovere etico verso gli animali (questa sensibilità cresce giustamente nel tempo), verso le proprie aziende e verso i consumatori.

Un animale che sta bene (e non assume farmaci) infatti produce meglio e di più e dunque rappresenta anche una fonte di reddito migliore per chi alleva, fornisce una materia prima dalle qualità migliori e dunque riesce a dare a tutte/i noi un nutrimento importante per la crescita e la salute.

Il benessere animale, misurato ogni anno dal 2018 - quando siamo partiti con la prima certificazione - viene verificato attraverso audit periodici di parti terze che alla misurazione aggiungono suggerimenti per procedere verso un miglioramento continuo. Un cruscotto e note periodiche di veterinari consentono all’allevatore di accrescere il benessere nel tempo.

Granarolo è stata la prima azienda italiana a certificare la propria filiera sul benessere animale, ispirando in termini di indicatori la certificazione ministeriale Classyfarm e superandola dal momento che a Classyfarm è stata affiancata la certificazione Bonlatte".

Come si traduce il valore sostenibile del Made in Italy nella pratica aziendale Granarolo?

"Il fatto di possedere una filiera allevatoriale ci consente di intervenire in ognuna delle sette fasi del processo e di coinvolgere in questo processo soci allevatori, fornitori a più ampio spettro e clienti, in coerenza con l’avvento della nuova Direttiva europea di Sostenibilità.

Con molti di loro abbiamo costruito progettualità comuni che consentono ad di raggiungere obiettivi comuni e questa è stata una chiave vincente in termini di approccio verso il mercato".

Di Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)

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