Napoli (Confapi Calabria): “La sicurezza sul lavoro deve partire dalle imprese, ma occorrono strumenti migliori di quelli attuali”

(Francesco Napoli, presidente di Confapi Calabria)
Il presidente dell’associazione di categoria: “Troppi contratti pirata, bisogna agire con forza. Zes unica rischia di penalizzare le realtà minori e i ritardi nel Pnrr rallentano la competitività del Paese”
Per garantire la sicurezza sul lavoro non bastano le leggi, ma occorre puntare sulla prevenzione e su questo spirito è nata Filiera Sicurezza, un gruppo di lavoro all’interno Confapi Calabria, per offrire corsi di formazione alle imprese e ai lavoratori.
“Occorre sostenere la formazione sul lavoro, che sia specifica e non generica e noi ci impegneremo per supportare le realtà virtuose”, dice Francesco Napoli, presidente di Confapi Calabria. “Per combattere i contratti pirata - continua - occorre migliorare il quadro normativo attuale, così da rendere più efficienti e intervenire in caso di bisogno”.
Presidente, anche il Pnrr rappresenta uno strumento a vantaggio dei lavoratori e delle imprese. Come valuta il percorso fin qui fatto?
“Gli aiuti del Pnrr sono strategici per il rilancio dei nostri territori e attrarre investimenti italiani e stranieri, ma i ritardi ci preoccupano perché buona parte delle risorse previste sono a debito o a fondo perduto.
Credo che si debba migliorare l’attuale burocrazia che allunga i tempi e aumenta i costi per la realizzazione di nuove opere. Ad oggi la situazione delle Pubbliche amministrazioni è critica e non solo al Sud ma in tutta Italia e questo è problema in più perché la scadenza dei progetti è fissata al 2026”.
Pensa che il credito d’imposta di 1,8 miliardi previsto dalla Zona economica speciale per il Sud possa tagliare fuori le attività più piccole?
“Sì. L’obiettivo della Zes di attrarre nuove attività e portare nuove opportunità è senza dubbio positivo, ma penso che il monte delle risorse sia ancora troppo basso e spero che il governo lo corregga al rialzo”.
Sul piano da 13,4 miliardi per l’ammodernamento della rete ferroviaria è ottimista?
“L’Alta velocità è strategica per la nostra regione ma serve impegno per realizzarla. Oltre alle ferrovie occorre migliorare le condizioni delle strade situate sul lato tirrenico della costa rovinate dall’erosione e attuare i progetti per la logistica e per i porti”.
Restando sulle questioni territoriali, vi preoccupa la sempre più crescente desertificazione bancaria?
“Certamente perché oltre alla chiusura degli sportelli la digitalizzazione rende più difficile l’acceso al credito e il rischio di finire in canali illegali è quanto mai concreto”.
LEGGI: LA CALABRIA SENZA PIU’ BANCHE
La decisione della Bce di alzare il costo del denaro che impatto ha avuto?
“Come tutte le politiche restrittive, anche la scelta della Bce ha penalizzato le imprese europee e ha indebolito tutta l’economia italiana. Difatti tante aziende hanno rinunciato a nuovi investimenti e le famiglie hanno perso il proprio potere di acquisto”.
Venendo alle politiche del Governo, come valuta la proroga del Superbonus?
“Il Superbonus è nato male e finito peggio, nel senso che il principio di rilanciare l’edilizia era giusto ma è stato protratto per troppo tempo con parametri errati e oggi tante imprese si trovano in difficoltà. La proroga del Superbonus non è che l’ennesima modifica della norma che ha creato della confusione”.
Secondo lei la Manovra ha dato effetti positivi?
“Sicuramente le misure per alleggerire il cuneo fiscale, per detassare gli aumenti contributivi e i fondi per Italia 4.0 sono giuste ma occorrono più sostegni alle piccole e medie imprese e tutelare maggiormente il Made in Italy”.
Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)
Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com











