dom 22 mar 2026

Seguici su:

Napoli (Confartigianato Piemonte): “Bisogna aiutare le Pmi a produrre. Su rinnovabili ancora stallo”

(Carlo Napoli, segretario di Confartigianato Imprese Piemonte)

Il segretario dell’associazione piemontese a CUOREECONOMICO: L’interesse su rinnovabili ed efficienza energetica è altissimo, sia per le imprese più piccole sia per quelle più strutturate, ma senza i decreti attuativi è tutto fermo. Su transizione ecologica è necessario adottare una visione olistica e accompagnare le aziende con incentivi e formazione mirata sulle nuove competenze richieste. Governo intervenga sul credito o si fermeranno investimenti”

Il ruolo chiave delle imprese artigiane nell’economia del Piemonte.

L’importanza di supportare le PMI nell’affrontare le sfide della transizione ecologica e digitale. Il divieto di circolazione per gli euro 5, in vigore il prossimo 15 settembre.

Di questi temi abbiamo parlato con Carlo Napoli, segretario di Confartigianato Imprese Piemonte, che ha spiegato a CUOREECONOMICO come l’attuale aumento del costo del denaro contribuisca in modo rilevante a frenare gli investimenti delle imprese in innovazione.

Può darci un quadro della situazione delle imprese  artigiane piemontesi in un contesto complesso come quello attuale, che ha visto il susseguirsi della pandemia, della crisi energetica, dell’aumento del costo delle materie prime e ora dell’aumento del costo del denaro. Le imprese si sono mostrate resilienti?

La crisi energetica ha avuto un impatto rilevante sulle imprese artigiane del Piemonte, in particolare modo quelle di piccole e medie dimensioni che superano quota 114.000 nella regione. Nello specifico il continuo aumento dei prezzi dell’elettricità e del gas ha provocato un’impennata dei costi che queste imprese hanno dovuto gestire.

Le aziende però, come dimostra anche l’analisi sul caro energia effettuata dall’ufficio studi di Confartigianato Imprese, si sono mostrate estremamente resilienti e sono riuscite a rimanere sul mercato intervenendo su diversi fronti: aumento dei prezzi, riduzione dei margini di profitto, ma anche autoproduzione di elettricità, efficientamento degli impianti e rinegoziazione dei contratti.

Questi risultati positivi hanno trovato poi un ulteriore motore nel contesto di ripresa economica post-Covid e in strumenti come il superbonus al 110 percento, che ora non c’è più ed è stato rimodulato.

Ora però le aziende piemontesi, come quelle di tutto il Paese, che avevano investito molto per riprendersi, si trovano in una sorta di limbo, ovvero uno scenario economico caratterizzato da forte incertezza.

Da un lato abbiamo infatti l'aumento dei tassi di interesse in Ue, una situazione che rende il costo del denaro un problema centrale per le imprese che invece vorrebbero investire in innovazione. Dall’altro, in questo contesto è importante aiutare le Pmi a crescere, a produrre”.

Quali misure ritenete prioritarie in questo contesto?

Bisogna capire le scelte che farà il Governo nella prossima manovra finanziaria, ovvero quante risorse verranno messe disposizione delle piccole imprese, se saranno previsti degli interventi per l’abbattimento dei tassi di interesse.

Per noi è fondamentale che venga messo in atto un massiccio intervento sul credito, perché il costo del denaro così alto rappresenta un grande ostacolo agli investimenti. Un’altra misura da mettere in atto in modo prioritario è inoltre lo sgravio contributivo per l’assunzione di personale”.

Passando invece al tema della transizione ecologica, come si stanno muovendo le imprese artigiane del territorio? E’ stata compresa l’importanza di aderire ai paradigmi della sostenibilità ambientale?

Le imprese artigiane piemontesi hanno ben compreso l’importanza di promuovere modelli di produzione sostenibile. A suscitare molto interesse sono in particolare le comunità energetiche rinnovabili, per le quali però, come è noto, mancano ancora i decreti attuativi.

Per questo motivo, molte Pmi interessate a investire in questo tipo di attività - che coinvolge diversi professionisti e può dare vita a un circuito virtuoso tra pubblico e privato - sono invece un po’ frenate da questo contesto di incertezza. In sostanza è un circuito che al momento non riesce ancora partire.

Un altro tema chiave è poi quello dell’efficienza energetica. Ci sono molte imprese, quelle più strutturate, che si sono mosse in quest’ambito. Inoltre, molte Pmi artigiane, anche di piccole dimensioni, hanno realizzato impianti fotovoltaici.

In generale l’interesse su rinnovabili ed efficienza energetica è altissimo, sia per le imprese più piccole sia per quelle più strutturate. Tuttavia, in concreto siamo ancora all’inizio di questo percorso virtuoso.

Il principale ostacolo è ancora una volta l’elevato costo del denaro che, in questa fase, frena gli investimenti necessari per portare avanti i progetti di innovazione green”.

Un discorso analogo si può fare anche per la transizione digitale?

Anche per quanto riguarda la transizione digitale l’interesse delle imprese è forte, ma il problema principale è sempre quello delle risorse economiche da destinare agli investimenti. In questo settore alcune Pmi piemontesi hanno grandi competenze e rappresentano un’eccellenza”.

Dal vostro punto di vista, quale opportunità rappresenta il Pnrr per avere un Paese all’avanguardia?

Come sappiamo, gli investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza riguardano principalmente il rinnovamento della Pubblica Amministrazione.

Se la Pubblica Amministrazione si rinnova è chiaro che i risvolti positivi anche per le imprese sono notevoli. La questione centrale da affrontare è la messa a terra dei progetti. E’ necessario snellire i processi burocratici.

In questo senso, una strada efficace da percorrere potrebbe essere quella di rendere le Regioni il punto di riferimento per i Comuni, che spesso scontano la mancanza di personale e di competenze adeguate per gestire la complessità dei progetti legati al piano”.

Recentemente Confartigianato ha siglato un accordo tra banche e imprese per ridurre i costi dei pagamenti con Pos

Riteniamo che questa iniziativa possa essere utile per tutte le imprese. Se infatti è necessario evitare il denaro circolante, allo stesso tempo è necessario venire incontro alle imprese che devono pagare le commissioni.

Le Pmi, infatti, sono propense a utilizzare gli strumenti tecnologici per i pagamenti tramite Pos.

Con questo accordo vogliamo favorire la diffusione di questo strumento, riducendo i costi che le aziende devono affrontare. Siamo certi che questa iniziativa darà buoni frutti”.

In generale, qual è il ruolo delle imprese artigiane nell’economia della regione?

E’ un ruolo centrale. Le Pmi, come spesso viene sottolineato, rappresentano la spina dorsale nostro del Paese. Queste aziende devono diventare il perno della nostra economia.

Bisogna supportarle il più possibile, non solo a parole, ma con iniziative concrete. Ci sono molte piccole realtà produttive, ad esempio nel settore alimentare o in quello dell’abbigliamento, che sono proiettate in modo rilevante sui mercati esteri e registrano ottimi risultati economici.

E’ necessario che le istituzioni comprendano l’importanza di aiutare non solo le grandi multinazionali, ma anche le piccole realtà produttive, anch’esse ambasciatrici dell’eccellenza del Made in Italy nel mondo”.

Un altro tema che ha tenuto banco in queste settimane è il blocco degli euro 5, su cui, in base alle ultime notizie, si potrebbe andare verso una proroga. Qual è la posizione di Confartigianato Imprese Piemonte su questa misura?

Abbiamo fatto presente al Governo regionale che il blocco degli Euro 5 creerebbero problemi rilevanti alle piccole imprese del territorio, non dotate di sufficienti risorse economiche per sostituire gli attuali mezzi di trasporto di cui dispongono con vetture green. Naturalmente questa situazione riguarda non solo le imprese, ma anche i cittadini.

In generale riteniamo che la transizione ecologica sia certamente la strada maestra da percorrere. Tuttavia, crediamo che sia fondamentale, per attuare con efficacia questo percorso virtuoso, promuovere questo cambiamento in modo graduale, in un contesto in cui le istituzioni accompagnino e supportino il più possibile le imprese, ad esempio attraverso importanti incentivi.

Oltre a questo, riteniamo che le sfide della decarbonizzazione debbano essere inserite nel quadro di una strategia di più ampio respiro, che non si focalizzi solo sul settore della mobilità, ma che intervenga in diversi comparti, affiancando ad esempio alle limitazioni sulle vetture inquinanti interventi volti a ridurre le emissioni degli impianti per il riscaldamento, che hanno un impatto estremante rilevante sulla qualità dell’aria. Nello specifico, bisognerebbe ad esempio intervenire sugli edifici della pubblica amministrazione, sulle scuole.

Si potrebbero inoltre valutare anche soluzioni innovative come, ad esempio, interventi sul manto stradale che consentano l’assorbimento delle sostanze inquinanti grazie a tecnologie di ultima generazione.

In generale, la transizione ecologica richiederà l’adozione di una visione olistica che supporti le imprese di fronte alle sfide di un nuovo scenario in cui cambieranno radicalmente le competenze richieste. Mi riferisco ad esempio alla rivoluzione delle auto elettriche.

Per aiutare le Pmi a gestire in modo efficace questo cambio di paradigma, stiamo, ad esempio, lavorando insieme alla Regione sul tema della formazione.

Stiamo provando a formare, attraverso delle Academy, gli imprenditori preparandoli a questa importante rivoluzione tecnologica, che richiederà nuove professionalità e nuove competenze e nuovi modelli di produttivi”.

Di Monica Giambersio
(Riproduzione riservata)

Per inviare comunicati stampa alla Redazione di CUOREECONOMICO: cuoreeconomico@esg89.com
WHATSAPP Redazione CUOREECONOMICO: 327 70234751
Per Info, Contatti e Pubblicità scrivere a: customer@esg89.com