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22/10/2022

Nasce il Governo Meloni, il futuro dell'Italia passa dalla prima guida in rosa

Alla scoperta dei 24 ministri: novità nella denominazione, alcuni tecnici in dicasteri chiave e qualche competenza ancora da specificare che dovrà essere risolta col presidente della Repubblica

Le sfide calde dell’Italia, ma anche un cambiamento deciso rispetto al passato. Il Governo Meloni ha preso ufficialmente forma e dall’annuncio dei ministri emerge soprattutto come - tenendo fede a quella che è la vocazione dei partiti che lo compongono - la tutela dell’italianità sarà uno dei punti chiave.

Come sempre, come è nella sua storia, CUOREECONOMICO non entra nel merito delle scelte - ed ovviamente augura buon lavoro a tutta la compagine, guidata per la prima volta da una donna - ma alcuni cambiamenti saltano all’occhio ed è impossibile non sottolinearli.

Economia, Sviluppo Economico, Imprese e Infrastrutture

Per esempio, il ministero dello Sviluppo Economico, che è stato rinominato “delle Imprese e del Made in Italy” ed affidato ad un fedelissimo della neo presidente del Consiglio, vale a dire Adolfo Urso, presidente uscente del Copasir.

Urso torna ad occuparsi di economia con incarichi di governo dopo oltre 10 anni, sempre con questo ruolo: è stato tre volte viceministro delle attività produttive/Sviluppo Economico in tre altrettanti governi Berlusconi (rispettivamente con Marzano, Scajola e Romani, sempre con deleghe al Commercio Estero).

Il suo predecessore Giancarlo Giorgetti ha fatto un salto di grado e dovrà gestire tutta la delicatissima partita economica: starà a lui, capo dell’ala “governista” della Lega durante il Governo Draghi, fare da mediatore fra le istanze del suo leader Matteo Salvini – che punterà ancora su flat tax e quota 100 – e quelle dell’Europa.

Giorgetti parte con la “benedizione” di Fabio Panetta, esponente italiano nel board della BCE ed a lungo candidato a quell’incarico e sicuramente la sua amicizia extrapolitica con Mario Draghi aiuterà a farsi largo a Bruxelles.

L’altro comparto fondamentale per l’Italia, l’Agricoltura, aggiunge alla denominazione “sovranità alimentare”, assumendo un chiaro tratto distintivo: si preannuncia dunque battaglia sul Nutriscore e su alcune decisioni Ue contestate dal settore.

Il successore di Patuanelli è  Francesco Lollobrigida, luogotenente numero 1 nonché cognato di Giorgia Meloni, segno che c’è chiarezza sulla strategicità del comparto per la crescita del Paese.

Matteo Salvini succede ad Enrico Giovannini alle Infrastrutture: un ministero complesso ed importante in questa fase anche per l’importante dotazione a disposizione col Pnrr per rimettere il sistema italiano- molto in ritardo-  in pari col resto d’Europa.

A quanto sembra, da nota ufficiale della Lega, dovrebbe restare in capo allo stesso dicastero anche la gestione dei porti, e dunque degli sbarchi. Da capire quindi quali e quante competenze avrà il neocostituito ministero del Mare, affidato insieme alla gestione del Sud all’ex presidente della Regione Sicilia Sebastiano “Nello” Musumeci.

La richiesta degli operatori del settore era di avere un riferimento, il rischio è quello di una frammentazione delle competenze. Parola a Mattarella.

Transizione: assente quella digitale. Ed a quella ecologica…

L’altro elemento che salta all’occhio è la scomparsa del ministero per l’innovazione tecnologica. Il settore nel quale l’Italia sconta il maggior ritardo rispetto all’Europa, non avrà il successore di Vittorio Colao.

Il suo era un ministero senza portafoglio, quindi direttamente dipendente da Palazzo Chigi per il budget: resta perciò la possibilità che venga indicato un sottosegretario (cosa assai probabile, visto che la digitalizzazione è una delle missioni del Pnrr), ma certo il comparto ne esce fortemente depotenziato.

Alla transizione ecologica, rinominata “Ambiente e sicurezza energetica” va invece Gilberto Pichetto Fratin, senatore di Forza Italia già vice di Giorgetti al Mise.

Agli azzurri è andata anche - in continuità con Brunetta - la Pubblica amministrazione, affidata al manager esperto di risorse umane Paolo Zangrillo, deputato e fratello del più noto medico.

L’Europa a Tajani e Fitto

Ad Antonio Tajani, già Commissario Europeo e presidente del Parlamento Europeo, coordinatore di Forza Italia, è andato il Ministero degli Esteri: sarà lui a dover gestire con la diplomazia il posizionamento del Governo.

Con lui lavorerà come mediatore Raffaele Fitto, già europarlamentare di FdI, uomo chiave nel raggruppamento dei Conservatori e Riformisti Europei dei quali Meloni è presidente. A Fitto, nuovo ministro degli affari europei, è passata anche la gestione del Pnrr.

Gli altri: fari puntati sul turismo

Degli altri ministeri, di sicuro non lascerà indifferente alcuni comparti la nomina di Daniela Santanchè al Turismo. In particolare, è un segnale chiaro mandato ai balneari, protagonisti della battaglia sulle concessioni con Draghi per l’applicazione della direttiva Bolkestein sulla concorrenza. Lei stessa, come è noto, è oltretutto titolare di uno stabilimento.

Con l’eccezione dell’Interno, affidato al prefetto di Roma Piantedosi (già capo di gabinetto di Salvini), tutti i tecnici sono di area Fratelli d’Italia, ovvero Marina Calderone, presidente dell’ordine dei consulenti del lavoro al dicastero del lavoro stesso; l’ex presidente della Lega di serie B e attuale numero 1 del Credito Sportivo Andrea Abodi allo sport; il professor Orazio Schillaci, medico nucleare e rettore dell’Università di Tor Vergata alla Salute e l’ex direttore del TG2 Gennaro Sangiuliano (ex MSI) alla Cultura.

La lista completa

Sottosegretario alla presidenza del Consiglio: Alfredo Mantovano (FDI)

MINISTRI CON PORTAFOGLIO

Interni: Matteo Piantedosi (tecnico, area Lega)
Esteri (e vicepresidente): Antonio Tajani (FI)
Infrastrutture e mobilità sostenibile (e vicepresidente): Matteo Salvini (Lega)
Difesa: Guido Crosetto (FDI)
Giustizia: Carlo Nordio (FDI)
Economia: Giancarlo Giorgetti (Lega)
Imprese e Made in Italy: Adolfo Urso (FDI)
Agricoltura e sovranità alimentare: Francesco Lollobrigida (FDI)
Lavoro e politiche sociali: Marina Calderone (tecnico, area FDI)
Salute: Orazio Schillaci (tecnico, area FDI)
Ambiente e sicurezza energetica: Gilberto Pichetto Fratin (FI)
Istruzione: Giuseppe Valditara (Lega)
Università e ricerca: Annamaria Bernini (FI)
Turismo: Daniela Santanchè (FDI)
Beni culturali: Gennaro Sangiuliano (tecnico, area FDI)

MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO

Rapporti col Parlamento: Luca Ciriani (FDI)
Pubblica amministrazione: Paolo Zangrillo (FI)
Politiche del Mare e Sud: Nello Musumeci (FDI)
Affari regionali e autonomie: Roberto Calderoli (Lega)
Affari europei, politiche di coesione e Pnrr: Raffaele Fitto (FDI)
Sport e giovani: Andrea Abodi (tecnico, area FDI)
Famiglia, natalità e pari opportunità: Eugenia Roccella (FDI)
Disabilità: Alessandra Locatelli (Lega)
Riforme istituzionali: Maria Elisabetta Alberti Casellati (FI)

Di Emanuele Lombardini
(Riproduzione riservata)

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