Nautica, i grandi player dell’Emilia Romagna trainano l’export Made in Italy

Con il paese che apre la fase di ricomposizione governativa a seguito dei risultati delle urne, la nautica sembra pregustare nuovi scenari a cavallo di quell’onda politica esaltata che però premia il made in Italy, protagonista la Regione Emilia Romagna. Numeri importanti per le esportazioni e progetti ambiziosi per il futuro
Al Salone Nautico di Genova che si è concluso in concomitanza con i risultati definitivi delle elezioni politiche, la nautica italiana sembra spostare la barra a destra. Lì dove almeno cercherà i suoi interlocutori che non trovava sull’altra sponda.
I segnali dell’accentuarsi dell’orgoglio italico nel settore marino sono arrivati già il giorno delle elezioni dalla città della Lanterna, quando il consiglio di Confindustria Nautica si è tenuto a bordo della Nave Duilio cacciatorpediniere della Marina Militare: è stata «una testimonianza della protezione del commercio delle imprese italiane», hanno fatto sapere dai piani alti della principale federazione degli industriali marittimi.
Ieri sulle banchine del Salone è volato anche l’elicottero di Pier Silvio Berlusconi che ne ha approfittato per dare il la: «Mio padre sarà un punto di equilibrio importantissimo per il paese», così il figlio del Cavaliere.
E prima delle elezioni il presidente di Confindustria Nautica, Saverio Cecchi, spiegava che «l’economia del mare corre veloce ma è assente dal dibattito politico».
D’altra parte la nautica da diporto rappresenta un’ostentazione della ricchezza da sempre invisa all’ideologia di chi occupa gli scranni progressisti.
Tuttavia, gli argomenti (politici) ci sarebbero, in primis andrebbe posta più attenzione alla tanta mano d’opera che il settore impiega e poi si dovrebbe pensare a imporre una regolamentazione più ferrea in termini di impatto ambientale di quei cantieri che impiegano la vetroresina.
C’è poi il dibattito aperto sui diritti schiacciati dei lavoratori stranieri, soprattutto nel segmento della cantieristica navale, di cui però tutti fanno omertà.
Export e metaverso: la nautica emiliano-romagnola guarda al futuro
Parlando di occupazione, la nautica al contempo soffre di una carenza cronica di personale specializzato e ciò incide malamente su un settore che tuttavia ha saputo macinare nel 2021 un +31,1% sull’anno precedente.
Guardando alle prospettive future, l’hi-tech è ormai inserito a pieno titolo nell’indotto di un economia nautica forte di un’espansione inarrestabile.
In questi giorni è stata presentata a Forlì un’iniziativa a cura di Cna e Fitstic (Fondazione ITS Tecnologie Industrie Creative), rivolta alla formazione di progettisti di sistemi di realtà aumentata in ambito nautico.
Il metaverso, come nel real estate, ha infatti conquistato gli yacht e i superyacht. Ai partecipanti al corso di formazione, che verrà presto attivato nel forlivese, si apriranno le porte dei cantieri dell’eldorado nautico emiliano-romagnolo.
Lì dove non si temono confronti di eccellenza del diporto, partendo da Absolute Yachts che nei cantieri di Podenzano in provincia di Piacenza, produce la sua flotta di FLY, un’autentica espressione del lusso, soprattutto per quanto concerne gli interni.
E ha sede a Forlì anche Ferretti Group, multi brand leader mondiale della nautica che include il noto marchio Riva. Oggi guidato da Alberto Galassi, in barba al golden power, il gruppo Ferretti fu acquisito nel 2012 dal gigante asiatico Shig-Weichai.
Ferretti impiega 1600 persone, vanta un portafoglio ordini da 1,3 miliardi di euro e a bilancio nel 2021 spuntava ricavi intorno agli 898 milioni di euro, accresciutisi del 47% sul periodo precedente.
Sempre a Forlì si producono inoltre i catamarani di JJL Catamarans, dalla stessa città arma barche anche la Performance Boats Srl. Cantiere del Pardo è l’altra perla della nautica romagnola. Produce grandi marchi, fra cui gli eleganti motor yacht di Pardo Yachts, le party boat di Vandutch e i Grand Soleil, ormai ultra noti yacht a vela.
Venendo all’illuminazione a bordo, i sistemi per l’ancoraggio e l’ormeggio, nonché i potentissimi stabilizzatori giroscopici in grado di annullare il noioso rollio delle barche, c’è Quick Spa che dal ravennate (Piangipane) vende i suoi prodotti in 110 paesi con un fatturato sui 50 milioni di euro.
E parlando di accessori per lo stoccaggio degli alimenti a bordo, spicca in provincia di Rimini la Indel Webasto Marine, impiega 500 persone nei suoi stabilimenti da 5.800 metri quadrati.
Sono soltanto alcuni esempi dell’export italiano che nel 2023, secondo i dati del Rapporto Export di Sace, raggiungerà i 600 miliardi di euro di valore complessivo, garantendo all’Italia l’ottavo posto fra i paesi esportatori nel mondo.
Di Andrea G. Cammarata
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