Nel Lazio gli stipendi crescono troppo poco, allarme Under 30

Presentato lo studio sul cambiamento dei redditi da lavoro nel territorio regionale a cura della Cisl: appena 3,17 percento di aumento in 4 anni con un crollo delle richieste di prestazioni per il diritto universitario. Il segretario Coppotelli: “Precariato dilagante soprattutto fra i giovanissimi e tante rinunce agli assegni per l'università”
Nella Regione Lazio, dal 2019 al 2022, i redditi medi da lavoro e da pensione sono cresciuti del 3,17 percento, registrando una differenza tra gli uomini (+2,46 percento) e le donne (+4,2 percento).
È quanto emerge dalla ricerca dal titolo "Il Lazio attraverso la lente della Cisl. Come sono cambiati i redditi da lavoro e da pensione nella nostra regione", presentata questa mattina nel corso del consiglio generale della Cisl del Lazio a Roma.
A livello di tipologia dei redditi da lavoro - si legge nel documento - si registra una situazione che vede il maggior incremento di reddito per i lavoratori inquadrati con altre tipologie contrattuali (+10 percento), laddove i dipendenti mostrano solo un +1,7 percento e i pensionati un +4,1 percento.
Come peraltro, aveva già esposto anche a CUOREECONOMICO il segretario generale Coppotelli, questa situazione rilancia la necessità di intervenire sulla questione salariale.
La crescita è infatti molto inferiore alla media europea e il potere di acquisto dei cittadini resta bloccato e addirittura in alcune province ci sono persone che non riescono a raggiungere uno standard di vita minimo.
I dati salienti dell’analisi
Secondo l’analisi, i redditi da lavoro dipendente e pensioni nel Lazio sono inferiori alla media europea e il potere d'acquisto di lavoratori e pensionati resta praticamente bloccato.
Le variazioni percentuali evidenziate nelle analisi dei redditi medi per tipologia di impiego e fasce d'età, a livello regionale e provinciale, mostrano un incremento lieve e inferiore all’inflazione (+3,1%) dei redditi, che vede favorite le tipologie contrattuali da lavoro non dipendente (+10%).
A livello provinciale la situazione è molto simile, con la città di Latina che mostra la crescita maggiore (+6,6), mentre a Roma si registra l'espansione minore (+2,4).
A livello di Dichiarazioni Sostitutive Uniche diminuiscono notevolmente le famiglie numerose (-37,5 percento) e aumenta di poco la percentuale dei minori presenti nei nuclei familiari. Il dato più allarmante per il sindacato è che si assottigliano le richieste di prestazioni per il diritto universitario (-19) e per i dottorati di ricerca (-21).
Coppotelli: in tanti perdono la speranza di poter studiare
“Dalla nostra ricerca - sottolinea il segretario generale della Cisl Lazio, Enrico Coppotelli - emerge la diminuzione di richiesta di assegni per il diritto universitario. È un allarme importante perché significa che moltissimi ragazzi stanno perdendo la speranza di proseguire gli studi”.
L’allarme Under 30
Un altro dato particolarmente significativo che spicca è quello relativo ai redditi molto bassi di under 20 e under 30. “Il precariato - aggiunge a proposito Coppotelli - nella nostra regione è una costante ed è chiaro che in quella fascia di età i redditi sono più bassi.
Dobbiamo agire con politiche che riducano fortemente il precariato e quindi noi chiediamo, soprattutto alla Regione Lazio ma anche a Roma Capitale, di invertire la rotta con un sindacato responsabile come la Cisl che vuole esserci per guidare il cambiamento”.
Le necessità di intervento
Per invertire la tendenza, il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra ribadisce l’urgenza di avviare una grande stagione di rinnovi di “tutti i contratti pubblici e privati”.
Non solo. Secondo Coppotelli, poi è altrettanto urgente “tagliare le tasse specie sui redditi medi e popolari e rilanciare la crescita, favorire gli investimenti per creare più occupazione”.
Non solo. Sbarra sottolinea l’importanza di “migliorare e alzare la produttività per poterla poi redistribuire aumentando salari e riducendo l'orario di lavoro”.
“Al Governo, alle Regioni e alle Autonomie locali - aggiunge il segretario generale Cisl - chiediamo di costruire le condizioni di un vero patto sociale per la crescita, l'equità e la stabilità del lavoro”.
Redazione Cuoreeconomico
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