Neri (Confagricoltura Toscana): “Reti di condivisione per sfruttare al meglio le nuove tecnologie”

(Marco Neri, presidente di Confagricoltura Toscana)
Il presidente degli agricoltori toscani: “Bene i bandi per l’innovazione, ma le imprese più piccole non ce la fanno da sole ad acquistare macchinari di precisione. Dopo le alluvioni servono vasche di espansione e più soldi ai consorzi di bonifica. Pac troppo lontana dalle imprese agricole, ci aspettiamo più attenzione dalle istituzioni italiane”
Se in Francia le proteste sono rientrate, in altri paesi europei come in Belgio, la Spagna, la Polonia i coltivatori continuano a manifestare e anche da noi. Ormai da diversi giorni, centinaia di trattori hanno occupato le strade. “Le proteste hanno messo in luce la discrepanza tra la politica e il mondo reale dell’agricoltura.
Un esempio riguarda la Pac che contiene tanti obiettivi ambiziosi per l’ambiente ma poche misure a favore delle imprese agricole”, dice Marco Neri, presidente di Confagricoltura Toscana.
“Spesso tante aziende - continua - per acquistare trattori o macchinari innovativi si indebitano perché rimangono fuori dai bandi, con serie difficoltà in un momento come questo. Comunque il motivo di fondo è l’insoddisfazione economica degli agricoltori perché non viene riconosciuto il giusto valore delle produzioni”.
Presidente, in uno scenario così incerto come valuta il taglio dell’Irpef per i redditi fino a 15.000 euro?
“Si tratta di un primo passo ma vedremo come si svilupperà e con quali conseguenze per i cittadini. Sarebbe opportuno potenziare anche i contratti di filiera perché sono fondamentali per molti settori e anche per noi per capire i rapporti dell’intera catena e dare il giusto valore a tutti gli attori.
Nelle norme europee sono contemplate delle garanzie per le filiere agroalimentari ma si fa fatica a imporle a livello nazionale”.
Pensa che sia stato giusto il cambio di passo nel Green Deal?
“Sì, perché gli impegni presi in prima battuta erano difficili da realizzare perché puntavano solo all’ambiente. Spero che la Pac del prossimo quinquennio tenga conto della sostenibilità economica delle attività agricole, non solo di quelle più competitive sul mercato ma anche di quelle più piccole e situate in territori montani e la politica dovrà sforzarsi di individuare delle soluzioni per consentire di continuare di restare per evitare gli spopolamenti.
Per il prossimo 27 febbraio abbiamo in programma un’assemblea con i Ministri dell’agricoltura a Bruxelles per portare all’attenzione della politica Ue le nostre istanze”.
Come valuta l’impegno della regione Toscana per la innovazione?
“Tante iniziative e tanta attenzione, ma i bandi non hanno tenuto di conto delle strutture aziendali perché per le imprese più piccole acquistare un macchinario di precisione è un investimento oneroso e quindi occorre formare su reti di condivisione cosicché quante più attività possano sfruttare i dispostivi di agricoltura di precisione.
Però le risorse da sole non bastano per la modernizzare i processi produttivi, ma serve un rinnovamento della formazione aziendale per consentire alle persone di adoperare al meglio le nuove tecnologie”.
Dopo le alluvioni dello scorso dicembre secondo lei quali provvedimenti servono per tenere in sicurezza i territori?
“Oltre agli interventi di messa in sicurezza le vasche di espansione rappresentano delle soluzioni utili per proteggere le aree circondate dai fiumi. Poi occorre dare ai consorzi di bonifica risorse maggiori e snellire l’attuale sistema burocratico per risolvere il problema dell’approvvigionamento idrico delle campagne”.
Che effetti sta dando la tensione sul Mar Rosso?
“Tutto è più caro e questo effetto si sente in tutte le economie del mondo perché i trasporti con le navi sono più costosi e i tempi di consegna risultano più lunghi. Se prima il tempo di una consegna era di 10 giorni ora ci vogliono 20 giorni e le materie prime sono difficili da reperire”.
Di Matteo Melani
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