Nola (Confcooperative Calabria): “Sistema resiliente, ma vanno affrontate le cause profonde della povertà del Sud”

(Camillo Nola, presidente di Confcooperative Calabaria)
Il numero uno della cooperazione calabrese a CUOREECONOMICO: “Fondamentale un dialogo costante per far funzionare il dl Sud ed evitare che i ritardi nell’attuazione del Pnrr portino a perdita di fondi preziosi per le realtà del Meridione”
La cooperazione può giocare un ruolo chiave nell’economia del futuro. A CUOREECONOMICO lo hanno detto tutti coloro che in questi mesi abbiamo intervistato.
Il settore diventa però ancora più importante al Sud, come il recente decreto del Governo che include anche la Zes unica e la discussione in corso per l’autononomia differenziata, rischiano di cambiare volto al Paese. Ne abbiamo parlato quindi con Camillo Nola, presidente di Confcooperative Calabaria.
Come arriva il mondo cooperativo calabrese a questa seconda parte dell’anno?
“Il mondo cooperativo calabrese, come molte altre realtà regionali, ha affrontato sfide significative nella prima metà dell'anno, in particolare a causa delle ripercussioni economiche e sociali della pandemia e del caro delle materie prime, soprattutto in agricoltura, dovuto alla guerra in Ucraina.
In questo scenario complesso, che spesso mina la stabilità dell’economia privata, è necessario che i decisori pubblici concentrino l’attenzione sulle criticità finanziarie delle imprese.
Tuttavia, grazie alla natura cooperativa, che enfatizza la solidarietà e la collaborazione, molte cooperative hanno potuto resistere e adattarsi alle nuove circostanze.
La seconda parte dell'anno presenta ancora scenari preoccupanti derivanti da contesti macroeconomici, ma anche sfide legate alla ripresa economica e alla necessità di investimenti in innovazione sempre crescente nelle nostre cooperative”.
Vi convince il decreto Sud?
“Il decreto Sud ha l'obiettivo di promuovere lo sviluppo economico delle regioni meridionali, che storicamente hanno affrontato sfide maggiori rispetto al nord.
Alcune misure del decreto sono state accolte positivamente, tipo quelle sulla semplificazione amministrativa, ma ci sono preoccupazioni riguardo alla sua efficacia e restano numerose incertezze che bloccano gli investimenti, per esempio nelle aree Zes
È essenziale un monitoraggio costante e un dialogo aperto tra tutte le parti interessate per garantire che il decreto produca i risultati desiderati”.
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L’Italia è in ritardo sul Pnrr e il meridione rischia di perdere fondi. Quanto vi preoccupa questa situazione e che ruolo può giocare il mondo cooperativo
“La preoccupazione riguardo al ritardo dell'Italia nell'implementazione del Pnrr è reale, in particolare per il meridione che rischia di non beneficiare appieno dei fondi disponibili, anche per delle mancanze ormai ataviche nella nostra Pubblica amministrazione, spesso fragile e per questo incapace di dare le risposte necessarie per le imprese e cittadini.
Il mondo cooperativo, se coinvolto a livello locale, può svolgere un ruolo cruciale nell'accelerare la realizzazione dei progetti e nell'assorbimento dei fondi, garantendo che le risorse vengano utilizzate in modo efficace e sostenibile”.
Lo Svimez ha indicato mezzo milione di nuovi poveri al Sud nel 2023 ed un aumento della dispersione scolastica. Quali soluzioni possibili visto anche l’avvio della nuova misura che sostituisce il Reddito di Cittadinanza?
“La situazione descritta dallo Svimez è preoccupante e richiede interventi urgenti. La nuova misura che sostituisce il Reddito di Cittadinanza può essere un passo nella giusta direzione, ma è essenziale che venga accompagnata da altre iniziative che affrontino le cause profonde della povertà e della dispersione scolastica nel Mezzogiorno.
Il nostro mondo può offrire soluzioni innovative, come programmi di formazione e inserimento lavorativo, per aiutare le persone a uscire dal ciclo della povertà. E soluzioni imprenditoriali, come le cooperative di comunità, capaci di riattivare e rianimare i piccoli centri, soprattutto montani, che sono la maggioranza dei comuni calabresi”.
La Calabria è fra le regioni con la maggiore desertificazione bancaria. Dalla digitalizzazione non si può tornare indietro, ma l’Italia è in forte ritardo. Quali strade?
“La digitalizzazione è una realtà ineludibile e offre molte opportunità, ma è essenziale che non escluda chi è meno connesso o meno abile con la tecnologia, di questo le banche dovrebbero tenere conto, anche se è ineludibile quanto il nostro territorio abbia poco peso per i grandi istituti, mentre resta strettamente connesso al sistema bancario cooperativo, che anima e sostiene i territori calabresi.
La Calabria, come altre regioni, ha bisogno di un approccio bilanciato che combini la promozione della digitalizzazione con la garanzia di accesso ai servizi bancari tradizionali per tutti.
La formazione e l'educazione digitale, insieme a soluzioni bancarie innovative, possono aiutare a colmare il divario con altre parti del Paese, ma questo è ad avallo soprattutto delle nuove generazioni, che ormai padroneggiano il digitale e possono portare questa energia innovativa nelle nostre cooperative”.
Di Emanuele Lombardini
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