ALBANO AGABITI (COLDIRETTI UMBRIA):’Il ruolo della sostenibilità per il futuro del comparto agroalimentare’

(Albano Agabiti, Presidente Coldiretti Umbria)
Sostenibilità è di certo uno dei termini oggi utilizzato con maggiore frequenza in tanti contesti che riguardano la tutela ambientale, le nuove sfide della transizione ecologica e il benessere quotidiano e futuro. Potremmo parlare quasi delle “tantissime facce” della sostenibilità!
Noi agricoltori abbiamo il dovere di dare seguito in maniera molto concreta a quello che essa implica. Mi riferisco al fatto che le nostre imprese sono le prime a tutelare l’ambiente, con un lavoro che ne salvaguarda le risorse, con “buone pratiche” che combattono “l’erosione” del bene terra e rispettano il benessere animale, al pari del lavoro umano nelle campagne, proseguendo al contempo in quello sviluppo economico altrettanto importante per l’intera collettività. Fra tutte le attività zootecniche, spesso oggetto di campagne denigratorie circa il loro presunto “impatto ambientale”!
E fra gli impegni maggiori, c’è l’esigenza di raggiungere questi obiettivi tenendo conto proprio della sostenibilità economica delle attività del nostro comparto, impegnate a garantire cibo sicuro e di qualità alla comunità.
Senza infatti una giusta ed adeguata remunerazione per il lavoro delle aziende agricole, non potrà più esistere quel Made in Italy agroalimentare diventato uno dei motori principali dell’intero sistema Paese anche in termini di PIL.
Una sostenibilità economica che deve andare di pari passo quindi con quella ambientale, ma sempre più minacciata da una serie di problematiche che svariano dalla difficile congiuntura legata al conflitto in Ucraina, alle conseguenze dei cambiamenti climatici, fino al rischio abbandono delle campagne per annosi problemi quali l’incontrollata proliferazione dei cinghiali, con evidenti rischi e conseguenze per la stabilità idrogeologica.
D’altronde anche la nuova PAC che ha debuttato quest’anno, è una Politica Agricola Comune nel segno dell’ambiente in linea con il Green Deal che sta permeando tutte le politiche dell’Unione europea. Con la novità degli gli eco schemi, gli aiuti destinati agli agricoltori che adottano pratiche che impattano positivamente sull’ambiente e sul clima.
Proseguirà quindi l’impegno di Coldiretti, anche a livello europeo, per la tutela dell’ambiente, della biodiversità e per la qualità e sicurezza delle produzioni, così come per un accorciamento e per una vera integrazione delle filiere che facciano perno sulla territorialità.
Quando si parla di sostenibilità inoltre, come non pensare alle prospettive della produzione energetica rinnovabile. In quest’ambito resta strategica la necessità di conciliarla con il rispetto del territorio, del paesaggio e del fabbisogno alimentare della popolazione.
L’agricoltura italiana, la più green d’Europa, con la leadership nel biologico, ha la responsabilità e la possibilità di cogliere tutte le opportunità che vengono dall’innovazione Made in Italy per ridurre al minimo l’impatto ambientale.
Ma occorre intervenire anche a livello culturale: è innegabile infatti l’importanza di “guidare ed educare” i consumatori a scelte alimentari e di vita quotidiana più sostenibili. È dimostrato infatti che alcuni alimenti e alcune scelte di acquisto inquinano meno, con evidenti impatti a livello sociale, economico e ambientale. Un cambiamento, chiaramente, che non può riguardare solo il nostro Paese, con la necessità di estendere questi impegni ad “economie e sistemi” che restano ancora lontani da standard virtuosi e auspicabili, in linea anche con una più equa ed equilibrata concorrenza e distribuzione della ricchezza.
Di ALBANO AGABITI, PRESIDENTE COLDIRETTI UMBRIA
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