ANGELO FRASCARELLI (UNIPG):’Produttività e sostenibilità sono due obiettivi in contraddizione? Sono necessari entrambi’

(Angelo Frascarelli, Università degli Studi di Perugia)
L’imprenditore è spesso confuso da tante informazioni – a volte contraddittorie – sul futuro del settore agroalimentare italiano, europeo e mondiale.
Da una parte, si pone l’enfasi sull’aumento della domanda mondiale e sulla necessità di aumentare la produzione agroalimentare. L'aumento della popolazione e del PIL procapite generano un incremento dei consumi alimentari ed anche un cambiamento dei comportamenti alimentari. Le previsioni della FAO sugli sviluppi della domanda di generi alimentari sono impressionanti:
- la domanda globale mondiale espressa in calorie aumenterà del 70%;
- il consumo procapite della popolazione resterà relativamente stabile nei Paesi industrializzati, negli altri Paesi è previsto un forte aumento della domanda di prodotti di origine animale (carne, formaggi, uova).
Dall’altra, le difficoltà legate alla crisi ambientale, climatica e alle tensioni geopolitiche hanno posto in luce ancora una volta l’importanza di un nuovo modello di produzione e di filiera agroalimentare, che non sia più causa della riduzione della fertilità dei terreni, dell’inquinamento delle acque, della perdita di biodiversità e delle emissioni di gas serra.
L’esigenza di una produzione alimentare più attenta al legame tra salubrità, qualità e sostenibilità è imprescindibile, sia negli orientamenti politici che nelle preferenze dei consumatori.
In altre parole, da una parte, si prospetta la necessità di una maggiore produttività e, dall’altra, di una maggiore sostenibilità.
Produttività e sostenibilità sono due obiettivi in contraddizione? Sono necessari entrambi.
L’imprenditore agroalimentare dovrà imparare ad aumentare la produzione, con una maggiore sostenibilità. Gli impegni e i vincoli ambientali sono destinati ad aumentare nei prossimi anni.
La produttività e la sostenibilità deve riguardare tutta la catena agroalimentare. Non serve aumentare la produzione se permangono gli attuali sprechi lungo la filiera.
Per accrescere la produttività e la competitività dell’agroalimentare è necessario innanzitutto un uso più efficiente delle risorse, per riuscire a produrre con meno acqua, meno energia, meno fertilizzanti (soprattutto fosforo e azoto) e meno pesticidi. Serve un nuovo approccio fondato su un minor sfruttamento delle risorse ambientali, sul recupero e la valorizzazione delle materie prime e dei rifiuti dei processi produttivi, con conseguente riduzione degli input chimici e sull’utilizzo delle energie rinnovabili; elementi che richiedono un’innovazione dei processi produttivi basata sulle nuove tecnologie.
Come fare? La ricetta è: visione, mercato, ricerca e innovazione.
Di ANGELO FRASCARELLI, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PERUGIA
(Riproduzione riservata)
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