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30/08/2023

VINCENZO MONETTI (VIM SPA):’Il lavoro dignitoso è un diritto fondamentale e fondante di ogni società civile’

(Vincenzo Monetti, Amministratore Unico VIM SpA)

“Il lavoro nobilita l’uomo!”

E sì, come diceva Charles Darwin, la dignità degli individui passa, anche, attraverso la professione, che non deve essere la migliore o la più prestigiosa, ma semplicemente deve essere regolare e stabile, deve essere correttamente retribuita, deve avere una propria utilità all’interno della società, deve impiegare una quantità di tempo consona.

Il lavoro non si coniuga semplicemente alla dignità (il lavoro e la dignità), il lavoro produce la dignità (il lavoro è la dignità).

La sfida nella società contemporanea è la tutela di un lavoro dignitoso, (di ogni forma di lavoro, ovvero autonoma, subordinata - in tutte le sue accezioni -, imprenditoriale), caratterizzato da un’equa retribuzione, dalla sicurezza nei luoghi di lavoro, dalla parità di genere, dalla tutela contro ogni forma di discriminazione, dal rispetto delle esigenze di conciliazione vita-lavoro, dall’avere accesso al welfare aziendale, dalla protezione sociale e dal garantire una congrua pensione.

Il lavoro dignitoso è un diritto fondamentale e fondante di ogni società civile.

Lavoro e dignità: un tema ampio e un concetto trasversale che attraversa tutti i rami del diritto, nonché caposaldo della democrazia richiamato dalle principali Carte dei diritti. Dall’art. 1 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948 «tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti», dall’Art. 1 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione “la dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”, alla ns Costituzione che tratta la dignità come diritto fondamentale e di conseguenza come parametro dell’intera nostra normativa.

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Qualcuno diceva: “di dignità non ci si stanca, non esiste un “eccesso di dignità”, semmai i problemi si verificano quando essa difetta”.

Sul binomio lavoro-dignità si è detto tanto, ma il celebre intervento di Sandro Pertini, durante la sua presidenza, rimarrà alla storia: “…si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli ed educarli? Questo non può considerarsi un uomo libero. La dignità del lavoro è libertà”.

Ed è questa la vera sfida!

Ad oggi, tenendo conto di esigenze economiche, questioni sociali e necessità personali, il lavoro non è in grado di mantenere e garantire un’adeguata fonte di reddito per i lavoratori e le proprie famiglie.

Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana.

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Ovviamente i più esposti alla lesione del valore sono i soggetti che appartengono al mercato del lavoro marginale, se non irregolare. Le scelte politiche, l’intervento giurisdizionale nonché le modifiche del sistema produttivo e la globalizzazione dei mercati devono ispirarsi alla centralità della dignità del e nel lavoro, nell’ottica del massimo abbattimento delle “distorsioni del sistema”.

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) ha chiarito che il lavoro dignitoso avvantaggia non solo il singolo lavoratore e la sua famiglia, ma tutta l’economia, in quanto il potere d’acquisto alimenta anche lo sviluppo delle imprese, piccole, medie e grandi che siano. Quindi, la dignità del lavoro è risorsa. La dignità del lavoro è benessere.

La sfida sociale è, dunque, la protezione contro la disoccupazione, incentivando una crescita economica duratura. L’obiettivo è un’occupazione piena e produttiva, con salari minimi adeguati ed equi e con la creazione di posti di lavoro di qualità.

Ma dignità vuol dire anche crescere, esprimere sé stessi e realizzarsi nel lavoro: le persone devono sentirsi bene, stare al sicuro, essere soddisfatte, ispirate e non sotto pressione, stressate o non valorizzate

Da qui nasce l’ulteriore esigenza di reclutare Talenti e di creare Talenti.

Non si tratta soltanto di puntare sulla persona giusta, ma di valorizzarla nel modo più opportuno e vantaggioso.

Il lavoro deve rispondere a necessità specifiche e fondamentali per le persone: oltre a definire il proprio ruolo in famiglia e in società, è parte imprescindibile dell’identità di ognuno perché dà sostentamento, protezione, senso di appartenenza, stima e realizzazione sia economica che personale.

Vivere serenamente nel luogo di lavoro aiuta a strutturarsi e a strutturare la vita con ritmi adeguati. La soddisfazione personale è in grado di influenzare l’intero andamento dell’azienda, compresi fatturato e produttività.

Bisogna lavorare sul benessere dei dipendenti, investendo sulla formazione, sulla motivazione diffusa, sul senso di appartenenza ad un gruppo, sull’apprezzamento e sul riconoscimento, sullo sviluppo delle competenze.  Coltivare l’interesse per il lavoro e per la mission aziendale.

Contesti di lavoro favorevoli portano necessariamente vantaggi alle aziende innescando un circolo virtuoso che si traduce in maggiore produttività e innovazione.

Se il vero ruolo di chi sceglie di consacrare la sua vita all’impresa è creare capitale, produrre ricchezza, IO punto sul capitale Umano, sociale e personale.

VINCENZO MONETTI, AMMINISTRATORE UNICO VIM SPA
(Riproduzione riservata)

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