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30/08/2023

FEDERICO MONTESI (ENERGY SOLUTIONS):’Sostenibilità energetica per il futuro del comparto agroalimentare’

(Federico Montesi, Amministratore unico Energy Solutions)

La Terra ed i suoi abitanti si trovano, in questa nostra epoca, ad affrontare sfide straordinarie, tra cui spiccano la necessità di sfamare tutti gli uomini, i quali, stando alle previsioni, saranno più di 9 miliardi entro un decennio. Accanto a questo vi è la pressante necessità di preservare l'ambiente e la vita stessa dell’umanità, messa a rischio dagli effetti dei cambiamenti climatici.

È stata stabilita a livello internazionale, infatti, la necessità di contenere il riscaldamento globale entro 1,5° C nei prossimi anni che ci separano dalla conclusione del secolo in corso, considerando che nello stesso periodo la richiesta mondiale di energia continuerà a crescere ancora per molto tempo, almeno sicuramente fino al 2040.

Per tali ragioni l’Unione Europe, con il piano “Green Deal”, ha fissato obiettivi di sviluppo sostenibile, tra i quali quello fondamentale del raggiungimento della neutralità climatica nel 2050.

In questo scenario, dunque, gli assetti dei settori agroalimentare e ambientale giocheranno un ruolo fondamentale nel senso che la sostenibilità diventa il principio base per la programmazione degli investimenti e la gestione delle attività.

Si dovrà, cioè, spingere per ottenere il passaggio ad un’agricoltura più intelligente e più verde, in grado di fornire un contributo rilevante per far fronte alle crisi climatiche e ambientali ed ai cambiamenti demografici.

Da questo punto di vista, perciò, i sistemi energetici che saranno adottati in Europa e nel nostro Paese in particolare sono un insieme di fattori cruciali che rischiano, se non si adotteranno fonti rinnovabili ed adeguati efficientamenti, di mettere in crisi la resilienza dell'agricoltura, peraltro già minata, inficiando il suo percorso verso la sostenibilità.

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A fronte di questo stato di cose occorre certamente incentivare le imprese agricole italiane per la transizione verso forme di efficientamento energetico, in modo tale che possano effettivamente contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra al 2030, in linea con gli accordi internazionali e soprattutto con la normativa europea sul clima (che prevede la riduzione delle emissioni di almeno il 55% entro il 2030) e con le indicazioni del PNIEC - Piano Nazionale Energia e Clima Italiano che prevede la riduzione del 33% delle emissioni nei settori non inclusi nel sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS).

Il comparto agroalimentare in questo contesto, dal canto suo, potrà ricercare e trovare le migliori soluzioni tecnologiche per lo sviluppo dell’economia circolare che valorizzino i sottoprodotti e gli scarti ed implementino l’impiego di energie rinnovabili e di sistemi di risparmio ed efficienza energetica.

Questo cambiamento potrà essere accompagnato da modalità gestionali, con l’ottenimento di certificazioni e anche l’attuazione di politiche di marketing e commerciali che possano sostanziare la “sostenibilità” come elemento distintivo che, a fronte degli investimenti occorrenti, generi per i produttori un vantaggio competitivo.

Per questa via, dunque, lo sforzo produttivo finalizzato all’innovazione per la transizione ecologica e quindi anche alla salvaguardia dell’ambiente rafforzerà il brand, dando risalto nel prodotto stesso alla sostenibilità della filiera attraverso la promozione di modelli di produzione efficienti e stili di consumo consapevoli. Siamo quindi autorizzati a sognare un “prodotto sostenibile” con lo stesso percorso del “prodotto Bio” ma maggiore sensibilità sul mercato.

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In questo modo, inoltre, si potranno favorire approcci integrati che possano vedere i produttori agricoli ed i trasformatori industriali accomunati nell’ambito di scenari in cui la cooperazione potrà assumere forme, quali ad esempio le comunità energetiche, per poter programmare degli investimenti per la produzione e l’accumulo di energia a beneficio dell’intera filiera e delle comunità circostanti i siti aziendali.

Si potrà così ottenere anche un “travaso” di competenze e una diffusione di sensibilità che arricchirà entrambi gli attori, con logiche di efficienza industriale legate a processi agricoli, e sensibilità di prodotto agroalimentari che verrebbero impiegate nella produzione industriale.

Il tutto all’insegna della sostenibilità declinata nel senso più ampio del termine, cioè anche negli aspetti di tutela e valorizzazione del paesaggio, con supporto alle azioni dirette di marketing ed anche fornendo stimoli allo sviluppo di settori collegati, comunque connessi al consumo dei prodotti agroalimentari, quali il turismo attento alla naturalità ed all’enogastronomia, fatto di persone che sono interessate a scoprire i territori di produzione attraverso forme rispettose delle tradizioni e peculiarità locali, come ad esempio la mobilità alternativa realizzata con mezzi sostenibili.

Di FEDERICO MONTESI, AMMINISTRATORE UNICO ENERGY SOLUTIONS
(Riproduzione riservata)

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