Notaro (CISL Abruzzo e Molise): “La competenza è il valore aggiunto del lavoratore”

(Giovanni Notaro, Segretario Generale Cisl Abruzzo e Molise)
Mercato del lavoro, indice di occupazione giovanile e qualità del lavoro. La CISL Abruzzo e Molise si schiera al fianco dei lavoratori impegnati ad affrontare le sfide del presente. A parlarne è Giovanni Notaro, Segretario Generale Cisl Abruzzo e Molise.
Quali sono le principali sfide che i lavoratori affrontano attualmente nelle regioni Abruzzo e Molise, e quale ruolo sta giocando la CISL per affrontarle?
"La situazione è diversa nei territori delle due regioni, le aree interne risentono sempre più il peso dello spopolamento, invece, le aree industrializzate stanno vivendo processi di trasformazioni significative.
I lavoratori vedono, in alcuni casi come ad esempio quelli addetti all’automotive, un futuro incerto per la loro occupazione, poiché il ricorso agli ammortizzatori sociali, cassa integrazione e contratti di solidarietà, sono in aumento negli stabilimenti principali come Sevel ad Atessa e quello di Termoli.
L’indotto risente maggiormente delle scelte che sono assunte ai vertici. Si sta aprendo una vera e propria vertenza con Stellantis tesa a capire quale è il futuro dei siti in Abruzzo e Molise.
Come Cisl, abbiamo chiesto alle istituzioni delle due regioni tavoli di confronto, per favorire azioni di coordinamenti tra i territori al fine di tenere insieme anche l’indotto sia diretto sia indiretto. In Abruzzo sono stati attivati diversi osservatori: per l’Automotive, per la desertificazione Bancaria e per il sistema distributivo del commercio.
In Molise stiamo sollecitando la politica a sostenerci sul tema della Gigafactory che, pare, abbia subito un rallentamento. Presidiamo sui temi anche i tavoli ministeriali".
Come vede il future del mercato del lavoro nelle regioni che rappresenta, considerando le trasformazioni economiche e sociali in corso?
"Il futuro è legato soprattutto alla garanzia occupazionale complessiva. Si registra una crescita del numero degli occupati e una crescita del lavoro a tempo indeterminato, ma si rileva che il valore medio retributivo è sceso tornando ai valori di oltre vent’anni indietro.
Ciò significa che il lavoro è ancora di bassa qualità, dove a fare somma non è solo il lavoro precario, ma anche il numero delle ore lavorate e le varie tipologie contrattuali che non sono garantite da turn over, ovvero spariscono lavoratori ben contrattualizzati, frutto anche di incentivazione all’esodo e non vengono regolarmente sostituiti per varie ragioni.
Lo S.W. comincia ad avere numeri interessanti e riguarda prevalentemente giovani laureati che rientrano, l’AI non ci sta dando riscontri per ora".
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In che modo la CISL sta promuovendo l’inclusione e la rappresentanza dei giovani nel mondo del lavoro, quali sono i risultati ottenuti finora?
"Per la Cisl la Competenza è il valore aggiunto per il lavoratore del futuro. La leva è sicuramente la formazione. Tale concetto lo rappresentiamo ai tavoli per orientare le politiche formative e in questo momento particolarmente i piani del progetto Gol. Di nostro stiamo programmando e attivando percorsi di formazione per i gruppi dirigenti, le RSU e le RLS/RLST, utili e necessari per il ruolo da svolgere anche nella funzione di sindacalista.
Nei giorni 25,26 e 27 settembre svolgeremo il II° Campo Scuola Giovani della Cisl a Roseto (TE) dal tema “I giovani, l’Europa e il Lavoro” teso a parlare con loro e renderli protagonisti del loro futuro. Insieme alle Federazioni e con il nostro Ente di formazione IAL, stiamo attivando percorsi formativi per giovani in cerca di lavoro, e per chi ha idea di riconvertirsi verso altro lavoro, con il concetto della formazione continua e lo sviluppo delle competenze.
È difficile vedere risultati immediati in regioni da dove i giovani ancora fuggono, serve una sinergia con tutti gli attori protagonisti, dove tutto il partenariato istituzionale e socio economico, deve avere la stessa visione, ovvero essere anche anticipatori del futuro e saper sviluppare le competenze necessarie, oltre che aggiornarle ai cambiamenti in atto, ovvero la “Transizione delle Competenze” legata alla persona".
Di Claudia Boccucci
(Riproduzione riservata)
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