Notaro (Cisl Abruzzo-Molise): “Formazione ed investimenti per far tornare competitivi i territori”

Nell’assemblea regionale di Giulianova il sindacato ha fatto il punto sugli scenari economici del territorio. Il segretario regionale: “Programmazione e fare squadra, per cambiare passo”
La Cisl di Abruzzo e Molise si è riunita a Giulianova (Teramo) per disegnare gli scenari futuri e cercare di delineare i punti critici. Insieme al segretario regionale Giovanni Notaro è intervenuto Giorgio Graziani, segretario nazionale.
L’appuntamento è servito anche per aprire una riflessione sulle scelte politiche, soprattutto in vista dell’approvazione delle leggi di bilancio, che l’Italia, l’Abruzzo e il Molise si trovano ad affrontare ma soprattutto sulle proposte della Cisl per cercare di aiutare chi è stato duramente colpito dalla crisi.
Tutti dalla stessa parte per il futuro delle due regioni
Nella sua relazione Notaro ha ricordato che le forze politiche e sociali devono remare tutte nella stessa direzione per sostenere la crescita e lo sviluppo economico e occupazionale del Paese - “Molte cose nella Manovra non ci convincono - ha spiegato ma protestare adesso, è stato un errore, nel testo Bene l'intervento per la perequazione, troppi vincoli su Opzione Donna, pensiamo che occorra assicurare gli attuali requisiti ed evitare forme di discriminazione.
Dobbiamo alzare l'importo per l'esonero contributivo a chi assume donne e giovani. Inoltre la misura positiva del taglio del cuneo fiscale vada alzata a 35.000 euro”.
“E‘ necessario, - ha proseguito Notaro - un cambio di passo anche per sanità, scuola, ricerca, politiche sociali, per la non autosufficienza e per il Sud, temi che non possono essere considerati voci di spesa, ma investimenti decisivi e irrinunciabili. Le risorse vanno allora aumentate per questi ambiti, basta tagli. Non possiamo permetterci errori.
È il tempo della responsabilità, della coesione, del coraggio e del cambiamento. Procediamo insieme allora. Avendo a cuore, su tutto, il bene comune: uno sviluppo che sia equo, inclusivo, sostenibile”.
Il quadro in Abruzzo
In Abruzzo la situazione è allarmante. L’industria perde più di 13.000 occupati che aumentano se aggiungiamo le persone che hanno perso il lavorano nell’edilizia e in agricoltura.
L’Abruzzo sta risentendo la crisi e lo dimostra l’Istat con gli ultimi dati del 3 trimestre 2022. Dopo anni di crescita dei prodotti esportati anche in questo caso i valori stanno subendo una battuta di arresto a causa del trend negativo dei mezzi di trasporto.
“La regione - è stato spiegato - sta perdendo competitività e innovazione. C’è molta sfiducia perché il numero dei disoccupati è praticamente invariato.
Non possiamo rimanere ad osservare, perché dobbiamo scongiurare un tracollo dell’economia, anche se qualche rassicurazione arriva delle previsioni di crescita del Pil, nonostante l’aumento dei costi dell’energia e l’inflazione che colpisce la spesa delle famiglie”.
Il quadro in Molise
Nel Molise, rispetto ad un andamento nazionale del ,ercato del lavoro che con difficoltà riesce ad affrontare la crisi economica ed occupazionale, ci si aggrappa a timidi segnali di ripresa, con un aumento degli numero degli occupati rispetto ai primi tre mesi del 2021 dove con affanno cercava salvaguardare il tessuto produttivo.
“Quello che ci preoccupa - è stato sottolineato - sono i valori dell’export che sono in calo nonostante sono stati superati quelli del 2018”.
Programmazione seria per cambiare passo”
“Dobbiamo investire nel lavoro e nella formazione delle persone al fine di far riacquistare competitività al territorio abruzzese e molisano - ha aggiunto Notaro - La questione centrale che avevamo posto e torniamo a porre riguarda la modalità, l’efficacia e gli attori di un reale “confronto strategico” delle nostre Regioni nelle politiche di programmazione, uniche risorse a disposizione per poter cambiare passo.
La Cisl c’è e vuole essere protagonista nelle future scelte per lo sviluppo. In questo scenario complesso, costituito da problemi ma anche da opportunità, occorre unità di intenti, confronto serio e di merito tra tutti, per provare a dare soluzioni alla spesa degli investimenti.
Dobbiamo dare risposte ai disoccupati, ai lavoratori e pensionati, a partire da coloro che vivono una situazione economica e sociale più fragile, individuando una strategia che si racchiudesse in tre mosse: risposta emergenziale; radicamento strutturale della crescita; incorporazione nel nuovo ciclo di crescita di lungo periodo degli elementi genetici di sostenibilità sociale ed ambientale costitutivi di un nuovo modello di sviluppo”.
Graziani: servono scelte responsabili
Nell’intervento di conclusione, Graziani ha invece sottolineato come “Dobbiamo fare delle scelte responsabili, noi siamo per la stabilità ed avere un interlocutore istituzionale credibile, sulla manovra la Cisl ha scelto la strada della responsabilità, del dialogo e del confronto, elaborando un giudizio articolato del testo ma senza protestare”, tornando in questo senso sulla mancata adesione del sindacato allo sciopero.
E aggiunge: “È importante aver destinato i due terzi della legge di bilancio per l'emergenza energetica e alimentare, che ricordiamo garantiscono sostegni fino alla fine di marzo.
Fondamentale poi investire sulla formazione, sull’accompagnamento delle persone nelle transizioni lavorative, rivedere il Reddito di Cittadinanza che comunque non va smantellato senza che prima ci sia un adeguato strumento alternativo.
Bisogna assicurare la piena indicizzazione delle pensioni rispetto all'inflazione. Vogliamo che il testo della manovra porti dei miglioramenti; dobbiamo sostenere le famiglie e pensare alle persone che hanno bisogno, senza fermarci alla Legge di Bilancio ma guardando al futuro insieme e costruendo le riforme per ridare competitività, attraverso un Patto Sociale, ad una Paese che ha voglia di riscattarsi”.
Redazione Cuoreeconomico
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