NUCLEARE. Ravanelli (CCIAA Monte Rosa Laghi Alto Piemonte): “Ragionare su un mix energetico sostenibile e il più differenziato possibile, per ridurre le dipendenze all’estero”

(Fabio Ravanelli, Presidente CCIAA Monte Rosa Laghi Alto Piemonte)
La transizione energetica rappresenta una delle sfide cruciali per il futuro dell’Italia. In questo contesto, il nucleare di nuova generazione torna al centro del dibattito, tra speranze di autonomia energetica e timori legati alla sicurezza e all’impatto ambientale.
In questa intervista Fabio Ravanelli, Presidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, fornisce un importante contributo sul tema.
L’impatto del nucleare di nuova generazione sui territori italiani e più in particolare nella sua regione risulta molto complesso. Riguarda aspetti ambientali, economici e sociali molto delicati. Può, secondo lei, essere una tecnologia da prendere in considerazione nell’immediato?
Il nucleare richiede un approccio scientifico, trasparente e non ideologico. Le fiammate inflazionistiche post Covid e le crescenti tensioni geopolitiche hanno messo in evidenza quanto la politica energetica italiana sia stata miope su questo tema, trascurandolo e creando un sistema di approvvigionamento basato sulla dipendenza da Paesi non in grado di offrire livelli sicuri di stabilità. Negli ultimi anni l’attenzione verso il nucleare è cresciuta e sono state avviate varie iniziative, tra cui la Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile, oltre a diverse ricerche sui reattori di ultima generazione. Si tratta di passi positivi e su cui continuare a lavorare in modo serio: sviluppare una filiera nucleare sicura, affidabile ed economica è infatti un obiettivo decisamente complesso, che ci vede in ritardo rispetto ad altri Paesi, basti pensare alla vicina Francia, e che non può essere implementato in modo superficiale, mossi dall’urgenza, ma necessita inevitabilmente di un orizzonte di medio-lungo termine.
Quale è la sua opinione a riguardo e come riuscire a sviluppare un equilibrio energetico duraturo per cittadini e imprese?
Quando si parla di energia, oltre alla questione sicurezza vanno necessariamente considerati anche altri elementi, in primis prezzo ed equità. Nel 2024 in Europa il 71,1% dell’energia elettrica è stata prodotta da fonti rinnovabili/nucleare, mentre il restante 28,9% da fonti fossili. La situazione fra i diversi Stati Membri è tuttavia molto disomogenea e il mix elettrico italiano ha visto ancora prevalere le fonti fossili (50,6%) rispetto quelle fonti rinnovabili o a zero emissioni.
Bisogna dunque ragionare su un mix energetico sostenibile e il più differenziato possibile, per ridurre le dipendenze all’estero, anche per quanto riguarda le tecnologie e le materie prime necessarie alla produzione di energia pulita.
Se non riusciamo ad essere competitivi sui prezzi energetici non potremo infatti esserlo nemmeno sui mercati, continuando a scontare un gap con i nostri concorrenti. Quella della sostenibilità è una sfida a cui non possiamo sottrarci e su cui, come Paese, dobbiamo continuare a lavorare per costruire un equilibrio solido.
Simona Fuso
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