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02/04/2026

OCCUPAZIONE. Veronese (Uil): “Istat, i dati mostrano un mercato del lavoro squilibrato, dove la crescita è un privilegio per pochi e l'esclusione una condizione strutturale per le fasce più deboli della popolazione, ossia giovani e donne”

 (Ivana Veronese, segretaria confederale della Uil)

“I dati Istat di febbraio 2026 mostrano un mercato del lavoro squilibrato, dove la crescita è un privilegio per pochi e l'esclusione una condizione strutturale per le fasce più deboli della popolazione, ossia giovani e donne”

È quanto ha dichiarato la segretaria confederale della Uil, Ivana Veronese. “La disoccupazione giovanile, scesa al 17,6%, è calata solo sulla carta. Nell'ultimo anno, infatti – ha rimarcato Veronese - l'occupazione dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni, ha visto sfumare 118 mila occupati, mentre gli inattivi sono aumentati di ben 199 mila unità, un vero e proprio esodo che ha portato il tasso di inattività di questa fascia d'età all'astronomica cifra del 79,3%".

“Nonostante nell'ultimo mese ci sia stata una lieve boccata d'ossigeno per l’occupazione femminile (+29 mila), il gap con l’occupazione maschile - ha segnalato Veronese - rimane alto con 16,8 punti percentuali, confermando l’Italia, per il 2025, ultima in Europa per l’occupazione delle donne. L’unico motore di crescita sono gli over 50, che registrano un aumento di 432 mila occupati rispetto a febbraio 2025 e sono il 43% del totale della popolazione occupata, mentre la fascia fino a 34 anni ne rappresenta, oggi, appena il 21,5%".

“Servono interventi per incentivare l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, anche attraverso la creazione di una dote giovani, per contrastare l'inattività e la perdita di competenze. Bisogna poi potenziare i servizi alla famiglia, investendo in asili nido e servizi assistenziali per permettere alle donne di entrare e restare nel mercato del lavoro, riducendo il gap nazionale e con il resto d'Europa. Infine – ha concluso Veronese - occorre promuovere il valore della genitorialità condivisa, sostenendo misure per una reale collaborazione tra i genitori nella cura dei figli”.

Redazione CUOREECONOMICO
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