mar 28 apr 2026

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Oriente (Cna Molise): “Pnrr rischia di diventare un piano di sole spese, serve invece un circuito virtuoso per l’economia”

(Francesco Paolo Oriente, Presidente di Cna Molise)

Il presidente degli artigiani molisani: “Le Pmi hanno avuto grandi difficoltà per accedere ai bandi. La Zes unica sarà una occasione, a patto però che si snelliscano le pratiche burocratiche”

Con il voto favorevole da parte del Senato, la Zona economica esclusiva del Sud voluta dal Governo ha terminato il proprio iter parlamentare e dal primo gennaio 2024 sostituirà del Zes attualmente presenti.

Fra le regioni incluse c’è il Molise, che come le altre zone, godrà di crediti d’imposta per gli investimenti effettuati da imprese che vengono da fuori.    

Guardiamo con interesse alla rimodulazione della Zona economica esclusiva perché può dare indubbie opportunità per chi lavora nei nostri territori”, dice, Francesco Paolo Oriente, Presidente di Cna Molise.

Il primo vantaggio - continua - ma ad oggi l’unico difetto sta nel limite dei 200.000 euro di investimenti perché per le piccole e medie imprese non riescono a rientrarci.

Comunque la Zes rappresenta una soluzione valida e il Bonus per gli investimenti al Sud è ha funzionato perché ha generato nuovi investimenti”.

Presidente, come valuta i primi provvedimenti della Manovra?

“Purtroppo il Governo ha stanziato poche risorse per lo sviluppo, tanto che è  aumentata la tassa per i Bed and Breakfast che solo questo provvedimento dimostra la contraddizione con le promesse elettorali.

Penso che oltre alle imprese e lavoratori il Governo debba intervenire anche sui conti dello Stato tagliando la spesa improduttiva perché così si agevola il percorso burocratico del Pnrr”.

Proprio sul Pnrr, crede che la decisione della Commissione europea del pagamento della terza rata possa agevolare le opere?

“La decisione è senza dubbio positiva, ma per l’Italia il Pnrr rischia di diventare un piano di sole spese e non investimenti, con il rischio che non si mettano in cantiere i progetti per fare passi avanti per generare un circolo virtuoso per l’economia.

Infatti le piccole e medie imprese hanno avuto difficoltà accedere ai bandi perché i Comuni e le Pubbliche amministrazioni hanno le mani legati sui bilanci”.

Restando nei rapporti tra Italia e Ue, crede che la scelta di fermare l’aumento del costo del denaro sia giusta?

“Sì, anche se oggi i mutui hanno un valore medio del 5,50 percento, che oltre ad essere alto getta dubbi per gli investimenti nel breve termine e nel futuro.

L’aumento del costo del denaro ha generato incertezza generale e le imprese hanno ridotto gli investimenti in tutti i comparti aziendali: dalla produzione fino alla gestione del magazzino”.  

Vi preoccupa la desertificazione bancaria?

“Molto, perché si perdono opportunità per le piccole comunità ma occorre guardare in faccia la realtà perché oggi si va in banca 2 o 3 volte all’anno: con il digitale le operazioni sono più efficienti. La scomparsa degli sportelli bancari rappresenta l’evoluzione della finanza e anche il mondo produttivo deve prenderne atto”.

Rispetto al Molise, crede che sia stato uno sbaglio avere eliminato il Superbonus?

“Purtroppo la gestione del Superbonus ha rappresentato la scarsa lungimiranza dei nostri governanti. Per noi il Superbonus ha rappresentato uno strumento dalle grandi opportunità, ma con l’eliminazione chi ha pagato di più sono state le piccole realtà che sono meno strutturate e dispongono di risorse più limitate rispetto alle grandi.

C’è da dire che le correzioni andavano fatte, ma la cancellazione ha bloccato diversi cantieri e ha generato il meccanismo dei crediti incagliati”.

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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