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27/09/2023

Paniere anti-inflazione, Battista (Copagri): "Bene, purchè non penalizzi il settore primario"

(Tommaso Battista, presidente Copagri)

Il presidente dell'associazione di categoria: "Solo con la quantificazione dei costi sostenuti dalle aziende agricole si potrà avere contezza del quadro di grande incertezza e difficoltà nel quale si trovano quotidianamente a dover operare i produttori"

In una situazione in cui il significativo incremento dell’inflazione alimentare ha già portato a un preoccupante calo dei consumi, con ricadute negative a cascata su tutti gli anelli della filiera, a partire dai produttori agricoli, già stretti nella morsa tra gli aumenti dei costi di produzione e delle tariffe dell’energia, è fondamentale mettere in campo ogni possibile iniziativa finalizzata a invertire questo trend”.

Lo sottolinea il presidente della Copagri Tommaso Battista, esprimendo il favore della Confederazione per l’iniziativa antinflazione promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Tutelare consumatori, ma anche la filiera

Allo stesso tempo, però, è importante tutelare gli anelli più deboli della filiera agroalimentare, scongiurando il rischio che il peso di una simile e lodevole iniziativa non vada a ricadere unicamente sulle spalle dei produttori agricoli, che devono già da tempo fare i conti con remunerazioni che in moltissimi casi, purtroppo, non bastano nemmeno a coprire i costi di produzione”, osserva il presidente della Copagri.

Bisognerà, in altre parole, fare in modo che i prezzi calmierati dei beni agroalimentari oggetto del ‘Patto antinflazione’, fra i quali figurano prodotti di uso quotidiano quali pasta, carne, passata di pomodoro, zucchero, latte, uova, riso e cereali, non vadano a creare una pericolosa spirale di ulteriori ribassi”, continua Battista, ricordando che l’iniziativa dovrebbe comprendere anche altri prodotti, quali olio, farina e ortofrutta.

Appoggio condizionato

E’ per tali ragioni - spiega Battista - che l’appoggio della Copagri al ‘Patto antinflazione’ sarà condizionato all’individuazione di misure che possano concorrere alla tutela della redditività del Primario, a partire dalla sempre più avvertita necessità, da noi ripetutamente evidenziata, di andare a certificare i costi medi di produzione che ricadono sulle singole filiere produttive”.

Solo con la quantificazione dei costi sostenuti dalle aziende agricole, infatti, si potrà avere contezza del quadro di grande incertezza e difficoltà nel quale si trovano quotidianamente a dover operare i produttori agricoli, contesto caratterizzato dagli imprevedibili, ma costanti, incrementi dei costi di produzione e dell’energia”, aggiunge il presidente della Copagri, ad avviso del quale “una simile azione, oltre ad avere ricadute positive sulla trasparenza della filiera e del mercato, potrà servire a indirizzare al meglio gli interventi pubblici a sostegni di determinati comparti produttivi”.

Redazione Cuoreeconomico
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