mar 24 mar 2026

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Paradisi (CNA Marche):‘Per favorire lo sviluppo si promuovano nuovi strumenti di credito che spingano la crescita'

(Maurizio Paradisi, Presidente Cna Marche)

Il sistema bancario italiano sta vivendo una fase di contrazione con la chiusura di numerosi sportelli, che, nel 2024 sono stati più di 500 e, anche nel 2025, si sta mantenendo un trend negativo. Tuttavia, la chiusura di filiali, non impedisce alle banche di registrare utili faraonici. Questo fenomeno, la "desertificazione bancaria", penalizza soprattutto le aree interne e più disagiate (che rappresentano circa il 34% del territorio italiano), creando un circolo vizioso di riduzione dei costi per gli istituti e impatti negativi su comunità (spopolamento e chiusura delle Pmi) e occupazione. In questo contesto l’Italia sta perdendo quella caratteristica del sistema del credito ‘diffuso’ che aveva contraddistinto in passato lo sviluppo economico così ben distribuito sul territorio nazionale. Oggi tutto questo sembrerebbe compromesso con le ricadute su lavoro, spopolamento, chiusura di Pmi e restrizioni creditizie

‘Il tessuto produttivo delle Marche, fatto di piccole imprese, laboratori artigiani e attività familiari, sta affrontando una doppia emergenza che rischia di compromettere la vitalità economica e sociale dei nostri territori: la contrazione del credito alle piccole imprese e la desertificazione bancaria nei piccoli Comuni.

Negli ultimi anni, abbiamo assistito a un progressivo irrigidimento nell’accesso al credito. Le nostre imprese, spesso a conduzione familiare, non chiedono finanziamenti per speculare, ma per investire, innovare, assumere.

Eppure, le condizioni imposte dagli istituti bancari sono sempre più proibitive: garanzie sproporzionate, tempi lunghi, scarsa fiducia nel valore del lavoro artigiano. Questo clima di sfiducia sta soffocando la nostra capacità di crescere e competere.

Ad aggravare un quadro di per sé preoccupante sono le nuove norme che introducono penalizzazioni per le banche che fanno maggior ricorso alle garanzie del Fondo Pmi. Norme che rischiano di pregiudicare le prospettive di crescita del sistema produttivo marchigiano.

La Cna ritiene che serva un grande sforzo per rilanciare gli investimenti, soprattutto quelli innovativi. Per questo va favorito l’accesso al credito, soprattutto per le imprese artigiane e le micro e piccole imprese e non vanno innalzate ulteriori barriere. Un ruolo importante lo hanno i Confidi che devono avere il sostegno delle istituzioni.

Io sono stato presidente del Confidi Uni.Co che ha sostenuto e sostiene con le sue garanzie il sistema delle piccole e medie imprese marchigiane, consentendo alle stesse, investimenti di medio e lungo termine che con il solo sistema bancario non sarebbero stati possibili.

Le Marche in pochi anni hanno visto scomparire importanti sistemi bancari di riferimento legati al territorio. Le nostre imprese hanno dovuto adattarsi a nuovi modelli di credito, imparando a dialogare con sistemi che conoscono meno il territorio.

Oggi non tutti i grandi istituti di credito che operano nelle Marche hanno una direzione operativa in regione e le imprese fanno difficolta a far comprendere il loro modello di business.

Le nostre sono imprese piccole con un grosso valore aggiunto di professionalità e qualità del prodotto. Caratteristiche che i freddi numeri del rating non riconoscono. Per questo crediamo che occorra maggior attenzione al credito commerciale e soprattutto ad un modello adattabile sul territorio. Le Marche non sono uguali a regioni limitrofe.

Per favorire lo sviluppo delle imprese occorre promuovere strumenti nuovi di credito che spingano le stesse a nuovi orizzonti e le predispongano  a nuovi mercati. Inoltre l’introduzione dell’intelligenza artificiale aiuterà a profilare le imprese in modo estremamente preciso. Ma se l’intelligenza artificiale non sarà adeguatamente gestita, non gestito rischierà di inaridire l’offerta.

A queste difficoltà si aggiunge un fenomeno ancora più insidioso: la chiusura degli sportelli bancari nei piccoli Comuni. Secondo i dati più recenti, ben 80 Comuni marchigiani sono completamente privi di filiali bancarie. Altri 52 ne hanno solo una, e sono considerati a rischio desertificazione. Questo significa che oltre 230.000 cittadini vivono in territori dove l’accesso ai servizi bancari è assente o fortemente compromesso. Per le imprese, ciò si traduce in disservizi, costi aggiuntivi, perdita di tempo e isolamento finanziario.

La chiusura degli sportelli non è solo una questione economica: è una ferita al cuore delle comunità. Dove chiude una banca, spesso chiude anche un negozio, una farmacia, una scuola. Il rischio è lo spopolamento, la marginalizzazione, la perdita di identità. Le banche devono tornare a essere presidi di comunità, non solo centri di profitto.

Noi riteniamo che vadano rinnovati e rafforzati i protocolli tra Regione Marche e istituti bancari per garantire credito agevolato alle microimprese. Proponiamo un Patto Etico con le banche per mantenere almeno un presidio nei territori più fragili. Come Cna stiamo collaborando con gli istituti di credito più vicini al territorio, come le Banche di Credito Cooperativo, che da sempre dimostrano attenzione alle comunità locali.

Le Marche sono una terra di saperi, di mani che creano, di imprese che resistono. Non possiamo permettere che la mancanza di credito e di servizi bancari ci condanni all’arretramento. È tempo di agire, insieme, per restituire fiducia, strumenti e prospettive a chi ogni giorno costruisce il futuro di questa regione’.

Di Maurizio Paradisi – Presidente Cna Marche
(Riproduzione riservata)

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