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09/04/2023

Pasqua nel segno della tradizione per gli italiani. Ma la tavola sarà più cara

L’analisi di Coldiretti: agnello nelle tavole del 44 percento degli italiani, ma il prezzo è salito soprattutto per gli effetti di guerra e inflazione. Federconsumatori: scende solo il costo delle uova di Pasqua, mentre il resto dei prodotti tipici aumenta dal 10 al 50 percento. Nonostante tutto, sarà pranzo fuori casa per un quarto degli italiani, 6 milioni compresi i turisti stranieri

Oltre quattro famiglie italiane su 10 (esattamente il 44%) porteranno carne di agnello a tavola a Pasqua, in aumento del 13% rispetto allo scorso anno, per rispettare le tradizioni ma sostenere anche la sopravvivenza dei 60.000 pastori duramente colpiti dalla siccità nei pascoli e dai  rincari dei costi di produzione legati alla guerra in Ucraina.

E’ quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ in occasione dell’avvicinarsi della ricorrenza durante la quale si acquista gran parte dei circa 1,5 chili di carne di agnello consumati a testa dagli italiani durante tutto l’anno.

Gli effetti del conflitto si fanno sentire anche sulla pastorizia tricolore con un calo dei redditi stimato in oltre il 50%, mettendo a rischio un mestiere ricco di tradizione molto duro che garantisce la salvaguardia di ben 38 razze a vantaggio della biodiversità e che si prende cura di circa 6 milioni di pecore da nord a sud della Penisola anche attraverso tradizioni millenarie come la transumanza proclamata patrimonio culturale immateriale dell’umanità l’11 dicembre 2019.

Acquisto nei supermercati, ma non solo

Tra coloro che non rinunciano all’agnello, il 58% acquisterà in supermercati e macellerie quello Made in Italy e un altro 22% lo andrà addirittura a comperare direttamente dal produttore per avere la garanzia dell’origine, mentre solo un 20% non si curerà della provenienza di quel che metterà nel piatto, secondo Coldiretti/Ixe’.

Per evitare rischi e portare in tavola qualità al giusto prezzo l’appello della Coldiretti è quello di “preferire carne di agnello a denominazione di origine, quella garantita da marchi di provenienza territoriale come l’Igp, o di rivolgersi direttamente ai pastori, quando è possibile”.

In una situazione in cui oltre un agnello su due (55%) presente nei banchi frigo per Pasqua è di origine straniera il pericolo è, infatti, di mettere nel piatto carne spacciata per italiana che non rispetta gli stessi standard qualitativi di quella nazionale, secondo un’indagine dei Consorzi di Tutela delle tre Igp Agnello di Sardegna, Abbacchio Romano e Agnello del Centro Italia e di Coldiretti Sardegna.

Crescono i prezzi della tavola pasquale

Sarà tuttavia una Pasqua più cara per gli italiani. L’analisi di Federconsumatori ha monitorato i costi dei prodotti tipici della Pasqua, dalla carne ai dolci: dalla rilevazione emerge che, nel 2023, costano mediamente il +9,8% rispetto allo scorso anno.

I prezzi seguono un andamento differenziato a seconda della tipologia e del canale di vendita. A segnare gli aumenti maggiori sono gli ovetti, la colomba farcita e la pizza pasquale, che aumentano, rispettivamente, del +19%, del +51% e del +34%.

In controtendenza i prezzi delle uova di Pasqua, che diminuiscono leggermente rispetto agli anni precedenti, fino a raggiungere il -7% per le uova di marca da 220 grammi.

Aumentano anche i costi della carne, con picchi per quanto riguarda il salame corallina (+16%).

New entry, nel nostro monitoraggio, sono i macarons, deliziosi dolcetti colorati la cui origine è contesa tra Italia e Francia, ma il cui apprezzamento si sta diffondendo ovunque: i loro colori pastello si abbinano perfettamente alle tavole decorate per la Pasqua.

Pranzo fuori e non mancheranno i viaggi

Per quanto riguarda le modalità con cui gli italiani si apprestano a festeggiare - dice Federconsumatori - abbiamo rilevato tendenze piuttosto prudenti: le famiglie non rinunceranno a pranzi e a viaggi, ma con un atteggiamento più attento a contenere le spese e improntato al fai da te”.

Sono circa 6 milioni gli italiani e i turisti stranieri che pranzeranno fuori a Pasqua in un ristorante o in un agriturismo, anche se la maggioranza lo consumerà a casa proprio a degli amici e parenti, secondo le stime della Coldiretti.

Per quanto riguarda l’Italia circa 1 famiglia su 4 trascorrerà il pranzo di Pasqua o di Pasquetta fuori casa, decisamente minore sarà la percentuale di italiani che si prepara a partire (1 su 7), seppure in aumento rispetto allo scorso anno.

Un andamento su cui incidono diversi fattori, in primis la grave crisi dei bilanci familiari dovuta ai rincari dell’energia, nonché all’aumento dei menu di Pasqua nei ristoranti pari al 4-5%.

Ecco perché chi mangerà fuori casa, sceglierà soprattutto agriturismi, ma non manca chi opterà per il pic-nic, all’insegna della tradizione, della natura e del risparmio.

Prandini: sostenere filiera italiana

Senza un deciso impegno dell’intera filiera agroalimentare nazionale la pastorizia italiana rischia di scomparire con l’abbandono di migliaia di famiglie che hanno fatto dell’allevamento il centro della loro vita” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel lanciare un appello a consumare prodotto italiano per sostenere l’economia e il lavoro nel Paese, messe a rischio dalla crisi legata alla guerra.

Redazione Cuoreeconomico
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