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20/07/2023

Per gli asset managers il futuro passa dagli investimenti ESG

L'indagine 2023 dell’Index Industry Association conferma l’importanza sempre maggiore dei fattori ambientale, sociale e di governance nelle strategie di investimento. Il tema ecologico fa da traino. Decisivi il cambiamento delle richieste dei clienti, ma anche la situazione geopolitica

Per gli asset manager gli investimenti ESG (Environmental, Social and Governance) sono sempre più importanti, e in futuro guadagneranno ancora spazio. E’ il dato più rilevante della survey 2023 'ESG Global Survey of Asset Managers'; condotta da Opinium per l’Index Industry Association, indaga il pensiero degli asset manager rispetto ai trend in ambito ESG.

Il report, il terzo dal 2021, ha analizzato le risposte di 300 CFO, CIO e gestori di portafogli in Francia, Germania, Regno Unito e Usa. Molte le domande per le quali l’indagine cerca una risposta: gli asset manager come vedono le novità nell’ambito ESG? Il gap dei dati di cui soffre il settore si sta colmando? Quali sono gli altri gap da affrontare?

Le dinamiche della politica internazionale e nazionale come influenzano le decisioni? Le tecnologie emergenti (AI, blockchain, Internet of Things, machine learning, predictive analytics) saranno un punto di svolta e quali sfide comporteranno?

Investimenti ESG chiave del futuro

Il dato è chiaro: gli asset manager dei quattro Paesi studiati stanno aumentando i loro investimenti ESG: 8 su 10 (81%) dicono che gli ESG sono diventati molto (54%) o moltissimo (28%) prioritari nella loro strategia di investimento negli ultimi 12 mesi. In generale, si prevede che questa tipologia di investimenti arrivi a coprire quasi metà dei portafogli entro 2-3 anni e il 63% in 10 anni.

Si notano differenze tra Paesi. Sono soprattutto gli asset manager Usa a spingere: per l’88% di loro gli investimenti ESG sono diventati più che prioritari nell’ultimo anno, mentre in Germania è il 67% degli analoghi tedeschi a indicare gli ESG come una crescente priorità, con un buon 21% che invece non la vede così.

Il tema ambientale al centro

La ‘E’ di ESG, ovvero "environment" (ambiente, in italiano), si conferma prioritaria nelle decisioni di investimento. Per il 75% degli asset manager il criterio ambientale viene prioritizzato quasi sempre rispetto agli altri e la stessa percentuale ritiene che dovrebbe esserlo.

Tuttavia, si nota una tendenza nuova: il tema ambientale non è più limitato alle emissioni di carbonio e al cambiamento climatico.

Altri aspetti stanno prendendo sempre maggiore considerazione nelle strategie di investimento in ESG degli asset manager: uso delle risorse naturali e il loro depauperamento (42%), supply chain sostenibile (39%), resistenza degli asset fisici al cambiamento climatico (38%), gas serra e le emissioni di carbonio (32%), biodiversità (30%), produzione di rifiuti (27%).

Il tema sociale e della governance aziendale

Quanto agli altri due criteri ESG, il 62% degli asset manager incorpora i fattori sociali come un aspetto fondamentale dei propri portafogli, in tutto o in parte, segnando un calo rispetto al 69% registrato nel 2022.

Sono in particolare i manager Usa i più propensi (74%) a considerare questi temi rispetto alle controparti degli altri Paesi. Nel Regno Unito ad esempio l’analoga percentuale scende al 52%.

I problemi più sentiti nell’ambito sociale riguardano: impatto della supply chain (38%), sicurezza e qualità dei prodotti (37%), diversità e inclusione (34%), protezione dei dati e privacy (32%)

Il fattore ‘S’ (social) in ogni caso è ritenuto sfidante per i manager: il 54% considera difficile valutare le performance sociali e di governance delle aziende e il 56% ritiene complesso rimanere al passo con i cambiamenti nella società e nelle aspettative circa gli ESG.

E proprio la Governance aziendale sta sempre più guadagnando attenzione: cosa fanno le aziende, come lo fanno e con chi. Nelle loro decisioni di investimento i manager si stanno concentrando soprattutto su:corrette pratiche di business (41%), trasparenza contabile (39%), diversità nei board e nella dirigenza (35%).

Il 67% delle aziende afferma che i criteri di governance sono una parte fondamentale di tutto o parte dei propri portafogli, confermando il dato del 2022. 

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Il gap negli strumenti e nelle metriche per gli ESG e le nuove tecnologie

Gli strumenti e le metriche per la misurazione in ambito ESG sono migliorati, ma il gap rimane. Per l’85-87%% degli asset manager i tool esistenti sono abbastanza o molto efficaci, a fronte del 66-69% che la pensava in questo modo nel 2021.

Ma ci sono ancora sensibili difficoltà, che riguardano soprattutto: assenza di una standardizzazione dei dati (30%), insufficienza quantitativa dei dati stessi (29%), mancanza di metodi di valutazione concordati (24%).

Gli asset manager vedono le tecnologie emergenti come ‘game changer’, qualcosa che cambierà le cose: un’opportunità di colmare il data gap, di migliorare le tempistiche, la profondità e la capacità di previsione dei dati e delle metriche in ambito ESG.

Un altro aspetto analizzato dalla survey è il ruolo dei cambiamenti politici nazionali e internazionali: gli asset manager si orientano rapidamente in base alla situazione.

Per il 73% di essi, l’accordo Onu sulla Biodiversità Globale del 2022 avrà impatto sulla loro strategia di investimento in ambito ESG, mentre l’88% dei manager Usa si aspetta che le nuove proposte SEC (Securities and Exchange Commission) spingeranno verso una maggiore trasparenza comunicativa nell’ambito ESG.

Quasi due terzi dei manager Ue inoltre si aspettano che la Sustainable Finance Disclosure Regulation dell’Unione europea impatterà sulle proprie strategie: più della metà delle aziende Ue ha già riclassificato i propri fondi tra quelli ‘light-green’ e quelli ‘dark-green’ .

I motivi della crescita degli investimenti ESG

La crescente importanza degli investimenti ESG è dovuta a molteplici fattori di natura sociale, economica e geopolitica. Ma ci sono quattro macrotendenze che guidano il fenomeno: un imperativo etico/sociale forte: il 28% delle aziende è interessato al tema ambientale e della governance aziendale, il 26% sente un obbligo verso investimenti responsabili; la necessità di diversificare gli investimenti; la politica e le nuove norme; la situazione geopolitica mondiale: il 26% delle aziende fa riferimento alla crisi energetica, il 20% alla guerra in Ucraina.

Tuttavia, sottolinea la survey, gli investimenti in ESG sono diventati sempre più diffusi e ‘mainstream’ anche per gli sviluppi tecnologici e normativi, senza dimenticare il cambiamento nella domanda dei clienti.

Redazione Cuoreeconomico
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