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25/01/2024

Piccinini (Confcooperative): “Bene disegno di legge contro parola latte per prodotti vegetali”

(Carlo Piccinini, presidente di Confcooperative Fedagripesca)

Il presidente dell’associazione di settore: “Procedere rapidamente con l’iter legislativo, così da tutelare il Made in Italy dal Milk sounding e tutelando un comparto strategico per l’economia”

Da più di dieci anni non è possibile in alcun modo usare la parola “latte” associata alle bevande vegetali, da quando l’Europa, con il regolamento (Ue) n. 1308/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, ha deciso di tutelare la denominazione «latte» e le denominazioni dei prodotti lattiero-caseari, come «formaggio», «burro», «yogurt»  vietandone l’utilizzo per prodotti ottenuti da ingredienti di origine vegetale.

Questo assetto normativo a tutela delle denominazioni lattiere non è stato sufficiente in questi anni per contrastare l’uso e l’abuso di termini quali latte, formaggi, yogurt o burro per prodotti che non derivano esclusivamente dal latte ed è per questo che accogliamo positivamente la Proposta di Legge sul cosiddetto Milk sounding, recentemente presentata alla Camera dei Deputati, primo firmatario Mirco Carloni, accogliendo le sollecitazioni espresse dalla cooperazione lattiero-casearia”.

Così il presidente di Confcooperative Fedagripesca Carlo Piccinini commenta la presentazione della proposta di Legge d’iniziativa dei deputati Carloni, Davide Bergamini e Pierro che prevede, che "chiunque prepara, produce, confeziona, detiene, vende (…) o pubblicizza prodotti alimentari utilizzando denominazioni che usurpano, imitano o evocano la denominazione di latte (…) è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria (…) e al sequestro della merce".

Manca un regime sanzionatorio

Il fatto che denominazioni come “latte”, “crema di latte”, “burro”, “formaggio” siano riservate esclusivamente a prodotti di origine animale è un principio che è stato ulteriormente ribadito nel 2017 anche dalla Corte di giustizia europea.

Tuttavia, ad oggi, manca un regime sanzionatorio a livello nazionale che consenta alle autorità competenti di applicare e interpretare correttamente la normativa comunitaria, sgombrando il mercato da evocazioni e ambiguità che creano confusione tra i consumatori.

Auspichiamo pertanto che l’iniziativa legislativa che mira proprio a istituire uno specifico regime sanzionatorio per l’impiego abusivo della parola latte e prodotti derivati, dando attuazione all’impianto normativo comunitario, possa proseguire l’iter legislativo con la massima celerità – conclude Piccinini – tutelando ulteriormente un comparto strategico del Made in Italy con un fatturato che supera i 18 miliardi di euro”.

Redazione Cuoreeconomico
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