Pieretti (Confindustria Toscana): “Ancora troppi vincoli per energie rinnovabili, imprese vanno stimolate”

(Tiziano Pieretti, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord)
Il vicepresidente regionale area Nord dell’associazione industriali: “Prezzo del gas resti ora stabile e si aiutino le aziende con incentivi che favoriscano l’innovazione: in troppi hanno smesso di investire a causa dei rincari”
“La Manovra non aiuta le imprese e occorre cambiare la direttiva sugli imballaggi”.
Come tutte le parti d’Italia, anche la Toscana risente di questi ultimi due anni di difficoltà legati alla pandemia e all’inflazione.
Secondo gli ultimi della Regione, le imprese che hanno chiuso i battenti nel 2022 sono state 24792 (diminuite del 6,1% rispetto all’anno precedente), di cui 794 legate al settore manifatturiero.
“Rispetto al 2022 il mercato si sta normalizzando, ma con la Legge di bilancio si poteva fare di più, come nel caso delle accise e delle pensioni”, dice Tiziano Pieretti, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord.
“Quanto alle misure per le imprese - continua - la Manovra non dà ulteriori stimoli all’economia perché mancano interventi per favorire l’innovazione, dato che diverse attività hanno abbandonato gli investimenti a causa del caro-energia”.
Presidente Pieretti, la soddisfa il raggiungimento del price-cap sul gas?
“Si tratta di una misura obbligata dalla realtà che abbiamo vissuto, anche se mi sarei aspettato un intervento più incisivo. Ora che siamo in una situazione di normalità il tetto al prezzo del gas resta un elemento di ulteriore stabilità”.
Rimanendo in tema europeo, cosa pensa della direttiva sugli imballaggi?
“Purtroppo la Direttiva è stata pensata nel mondo sbagliato, nel senso che privilegia il riuso e non il riciclo. Ciò rappresenta un potenziale danno per il settore degli imballaggi e per l’industria italiana, che in questi ultimi anni si è mossa per trovare nuove soluzioni in linea con l’economia circolare: dalla raccolta dei materiali fino alle nuove tecniche di produzione.
Credo che si debba procedere a una revisione che tenga conto anche delle innovazioni legate ai prodotti di recupero”.
Quindi oltre agli imballaggi secondo lei deve cambiare la mentalità di alcuni deputati e commissari Ue?
“Certamente, perché quando si inaspriscono le norme sull’ambiente le aziende delocalizzano e i produttori e i consumatori acquistano prodotti a vantaggio di altri paesi.
Credo che gli organi di Bruxelles debbano essere affiancati da comitati scientifici per trovare soluzioni che coniughino la sostenibilità con l’economia”.
Di recente in diversi comuni della Toscana avete firmato il Patto per lo sviluppo locale. Come giudica l’operato della Regione riguardo l’innovazione dei distretti?
“Con la regione Toscana abbiamo avviato diversi tavoli, ma notiamo che al di là della buona volontà rimangono dei problemi da risolvere a causa dei vincoli e dell’eccessiva burocrazia. Diverse realtà necessitano di una nuova industrializzazione in brevi tempi.
Un esempio è la Hydrogen Valley, che necessita di sostegno per essere competitiva. Così come la transizione energetica, dato che in Toscana rimangono ancora troppi vincoli per l’installazione di impianti di pannelli solari e per migliorare lo smaltimento dei rifiuti”.
Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)
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