Pieri (Cisl ER): “Serve riforma del fisco, ma sia redistributivo e progressivo. Investire su giovani e sicurezza”

(Filippo Pieri, segretario generale della Cisl Emilia-Romagna)
Il segretario generale dell’Emilia-Romagna a CUOREECONOMICO: “Nessuno sconto, ma aperti al confronto. Bene il taglio del cuneo fiscale, ma diventi strutturale”
“La nostra mobilitazione unitaria, di natura esclusivamente sindacale, serve a far capire al Governo che, senza il pieno coinvolgimento del mondo del lavoro, non si va lontano”.
Non fa giri di parole, il segretario generale della Cisl dell’Emilia-Romagna, Filippo Pieri, parlando della manifestazione che nei giorni scorsi ha visto il sindacato confederale scendere in piazza Maggiore a Bologna, insieme a Cisl e Uil, richiamando oltre 25.000 persone, per rivendicare, tra le altre richieste, il rinnovo dei contratti nazionali dei settori pubblici e privati; la riforma del fisco; il potenziamento occupazionale; l’incremento dei finanziamenti al sistema sociosanitario pubblico e la riforma del sistema previdenziale.
Quello di Bologna è il primo di tre appuntamenti di mobilitazione dei sindacati confederali che il 13 maggio saranno in piazza a Milano e il 20 maggio a Napoli.
Dl lavoro: passi avanti, ma non bastano
“La nostra sigla - avverte Pieri - non farà nessuno sconto, ma è pronta con le proprie proposte a confrontarsi nel merito, così come ha sempre fatto.
Proprio per questo, sul Decreto Lavoro, giudichiamo l’ulteriore riduzione del cuneo fiscale un passo nella giusta direzione, seppure insufficiente: la misura, infatti, deve diventare strutturale”.
Pieri sottolinea la necessità di “affrontare il problema dell’inflazione”, con “una vera politica dei redditi, adeguando salari e pensioni al costo della vita, rinnovando tutti i contratti scaduti”.
“Serve - tira le somme - una riforma complessiva del sistema fiscale, che deve diventare realmente redistributivo e garantire il principio costituzionale di progressività.
Inoltre, vanno riavviati i tavoli sulla riforma delle pensioni e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, bisogna far emergere il lavoro nero e sommerso e assumere come priorità la sicurezza e la tutela della salute”.
Non c’è crescita senza lavoro, ma che sia dignitoso
“Non c’è crescita - evidenzia il numero uno della Cisl in Emilia-Romagna -, non c’è sviluppo, e non c’è coesione sociale, se non si riparte dal lavoro. Un lavoro che, però, deve essere di qualità ed equamente retribuito, rispettare i diritti di tutti, ancor più dei giovani e dei fragili, e applicare i contratti di lavoro sottoscritti dai sindacati maggiormente rappresentativi”.
Pieri mette al centro del dibattito la salute e la sicurezza del lavoro: “Un Paese civile non può e non deve in alcun modo rassegnarsi davanti all’indegna strage sui luoghi di lavoro a cui siamo costretti ad assistere ogni giorno.
Insieme possiamo e dobbiamo fare passi avanti, uscire dall’emergenza e costruire un futuro migliore per le prossime generazioni”.
Giovani poco valorizzati
“Sui giovani - sottolinea, infine, Pieri - non si fa abbastanza, ci sono ritardi enormi. Sono poco valorizzati, con opportunità di lavoro scadenti, non di qualità, precarie.
C’è qualche segnale positivo, come ad esempio la cosiddetta ‘legge regionale dei talenti’, approvata a febbraio scorso dall’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna, ma non bastano, questi segnali vanno incrementati”.
Di Paola Benedetta Manca
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