Piffer (ConfCom Trentino): “Urbanistica commerciale per promuovere acquisti, inflazione strozza economia quotidiana”

(Massimo Piffer, vicepresidente vicario di Confcommercio Trentino)
Il vicepresidente di Confcommercio Trentino a CUOREECONOMICO: “Bisogna rendere il centro storico accessibile e attrattivo sia per i residenti sia per i turisti, valorizzando la sua tipicità. L’attuale quadro economico frena anche gli investimenti nell’innovazione, paghiamo l’impennata dei mutui”
L’urbanistica commerciale come elemento chiave per promuovere un modello commerciale in grado di guardare in modo efficace alle sfide future. Le opportunità legate all’e-commerce e all’adesione ai paradigmi della sostenibilità ambientale. L’impatto della crisi energetica e dell’aumento del tasso dei mutui sull’economia del territorio.
Questi sono alcuni dei temi affrontati con Massimo Piffer, vicepresidente vicario di Confcommercio Trentino, che ha spiegato a CUOREECONOMICO come sia fondamentale dare risalto ai centri storici, rendendoli il perno su cui far leva per favorire un’offerta commerciale che veda nel rapporto quotidiano con le persone un surplus da valorizzare al meglio.
Qual è stato l’impatto sulle vostre imprese del periodo particolarmente complesso che ha caratterizzato gli ultimi anni: pandemia, crisi energetica, aumento del costo delle materie prime e crescita dei tassi dei mutui? Le diverse realtà del territorio si sono mostrate resilienti?
“Tutti questi eventi hanno avuto un impatto importante sull’intero Paese e quindi anche sulla nostra regione. Tuttavia posso dire che il territorio si è mostrato molto resiliente.
In generale, dopo i dati estremamente positivi registrati al termine della pandemia e spinti dal particolare momento storico, ora in Trentino si torna un po’ “con i piedi per terra”, con dati positivi ma caratterizzati da un andamento più regolare, inseriti però in uno scenario economico estremamente complesso e incerto. In questo contesto alcuni dei temi chiave da affrontare sono sicuramente quelli legati alla pressione fiscale e allo sviluppo dell’e-commerce.
Il digitale, in particolare, rappresenta un tema particolarmente complesso e richiede particolare attenzione. Bisogna cercare di dare una chiara regolamentazione, in primis europea, per permettere alle imprese di orientarsi meglio in questo campo, innovando in modo efficace.
Sicuramente le imprese hanno compreso l’importanza di sfruttare al meglio le potenzialità dei canali digitali per promuovere la loro competitività, ma spesso, soprattutto le piccole realtà, hanno bisogno di essere accompagnate in questi percorsi virtuosi di innovazione.
Questo è uno degli ambiti in cui ci stiamo muovendo come associazione, promuovendo una formazione mirata. In generale comunque stiamo vedendo che le nuove generazioni sono già bene incanalate da questo punto di vista.
Tuttavia, sebbene l’e-commerce sia un nuovo modello di offerta che va sfruttato al meglio, bisogna cercare di modularlo sulle necessità delle piccole realtà, per le quali valorizzare il valore aggiunto legato alla quotidianità del rapporto in presenza e alla socialità è ancora centrale”.
Per quanto riguarda l’impatto dell’aumento dei tassi dei mutui, dal vostro osservatorio privilegiato cosa avete notato? Come l’attuale situazione influenza l’economia regionale?
“La situazione attuale sta avendo un impatto importante sia sulle famiglie sia sulle imprese. Lato famiglie, le risorse vengono desinate prioritariamente al pagamento delle rate sempre più alte dei mutui e vengono così “sottratte” all’economia reale.
In sostanza si paga il mutuo e si spende meno nei negozi, manca cioè tutta quella economia “quotidiana” che ha un ruolo di primaria importanza”.
Invece, lato imprese, questa situazione ha frenato gli investimenti in innovazione?
“Premesso che l’innovazione è un presupposto ineludibile per le imprese, gli investimenti in quest’ambito sono sicuramente frenati dall’attuale scenario economico”.
Invece per quanto riguarda le sfide legate alla transizione ecologica e digitale a che punto è il territorio?
“Anche questo è un tema estremamente complesso che può essere declinato da diversi punti di vista. In generale vedo molta attenzione delle imprese su questi temi.
In particolare, sul fronte della transizione ecologica, gli imprenditori stanno lavorando molto per ridurre al minimo il loro impatto ambientale. Anche sul digitale stiamo lavorando molto per dispiegare appieno il potenziale legato a questo importante cambio di paradigma.
Sicuramente uno strumento chiave per favorire una maggiore innovazione e una riduzione dell’impatto ambientale è il Pnrr, che rappresenta un’occasione unica per il nostro Paese”.
Secondo lei quali misure bisognerebbe mettere in atto in maniera prioritaria per cercare di favorire i consumi ?
“Ritengo che uno strumento importante sia l’urbanistica commerciale. Bisogna far sì che il centro storico risulti accessibile e attrattivo per i cittadini residenti e per i turisti, valorizzando la sua tipicità.
E’ importante ad esempio rendere più agili gli iter burocratici, creare delle vie a tema, favorire l’accessibilità al centro storico, limitare le barriere, mettere a disposizione parcheggi adeguati, ma soprattutto offrire quell’elemento di tipicità che può fare realmente la differenza e che vede nell’acquisto in presenza un surplus non indifferente rispetto a quello che si fa online.
L'urbanistica commerciale, in sostanza, è uno strumento chiave per rinascere e costruire un modello che guardi in modo efficace ai prossimi vent'anni”.
Di Monica Giamberesio
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