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07/02/2024

Pino (Confapi Toscana): ”La Toscana ha grandi potenzialità ma occorre sostenere di più le imprese e investire nella formazione”

(Luigi Pino, presidente di Confapi Toscana)

Il presidente dell’associazione di settore a CUOREECONOMICO: “La Toscana ha grandi potenzialità ma occorre sostenere di più le imprese e investire nella formazione. Bene le modifiche apportate dal Governo su Industria 5.0 e sul capitolo Repower Eu, ma spero che venga potenziato il credito d’imposta”

Le alluvioni che lo scorso novembre si sono abbattute su alcune zone della Toscana hanno causato danni da 27,5 milioni di euro la Giunta regionale guidata da Eugenio Giani ha messo a disposizione delle imprese 12 milioni di risorse e ha dato il via a  un comitato tecnico scientifico per definire i progetti per prevenire rischi idrogeologici.

Oltre alla Giunta, il lavoro di risarcimenti alle attività colpite ha visto la partecipazione anche delle associazioni di categoria e dei sindacati.

Siamo soddisfatti del lavoro fatto dalla Giunta per il risarcimento alle attività che hanno subito danni anche abbiamo dovuto fare i conti con la scarsità della risorse “, dice Luigi Pino, presidente di Confapi Toscana.

Insieme a Cisl e Uil - continua - ci siamo battuti per i contributi alle imprese che applicano i contratti nazionali, così da tutelare anche i posti di lavoro”.

Presidente, a fronte dello sviluppo della geotermia in Toscana come valuta il Decreto Energia?

"Gli intenti del Decreto Energia sono giusti e la proroga della Regione per gli investimenti è utile per gli sviluppi dei territori dell’Amiata e delle zone come Larderello, ma non ha dato gli effetti sperati all’indotto.

Manca una visione per il futuro perché siamo ancora indietro rispetto agli obiettivi Fer 22 e questo ha causato rallentamenti sia negli investimenti che nelle manutenzioni degli impianti.

L’indotto della geotermia conta tante aziende e può essere un’ opportunità di sviluppo per i territori, ma occorre supportare le aziende nella formazione di figure professionali adeguate anziché chiamarle da fuori".   

Sul Pnrr come state vivendo i ritardi dei progetti?

"Ci preoccupano perché i progetti messi in campo rispetto si scontrano con la carenza delle risorse. Bene le modifiche apportate dal Governo su Industria 5.0 e sul capitolo Repower Eu,ma spero che venga potenzialo il credito d’imposta perché e che si possa migliorare l’attuale assetto burocratico pur mantenendo i dovuti controlli".

A proposito di politiche del Governo, come valuta la Manovra?  

"Il Governo si è trovato a fare la Manovra con risorse limitate e quindi ha fatto quello che ha potuto. Notiamo però l’assenza di investimenti e i sostegni alle piccole e medie imprese, ma noi speriamo che si possa ridurre il cuneo fiscale perché gli attuali strumenti di welfare non bastano per dare più potere di acquisto ai lavoratori".

Pensa sia giusta la proroga del Superbonus?

"Sì, anche se debbo dire che il Superbonus ha dato una scossa al settore edile ma ha creato incertezze sia per le imprese che per i consumatori perché sono cambiate le regole in corsa.

Ora tante imprese si trovano con i crediti incagliati e tanti operai sono stati licenziati, mentre i proprietari degli immobili hanno visto interrompere i lavori. Purtroppo a guadagnarci sono state le banche perché hanno acquistato sottocosto i crediti".

Vi preoccupa la chiusura sempre più frequente degli sportelli bancari?

"Non è un bel segnale, anche se in Toscana non parlerei di desertificazione bancaria perché la chiusura degli uffici bancari è più bassa rispetto alla media nazionale.

Le banche giustificano la chiusura degli uffici con l’innovazione tecnologica e quindi con il cambio delle abitudini dell’utente, ma questa tendenza ha eliminato sempre più il contatto umano tra la banca e il cliente tanto che oggi non esiste più il direttore ma il responsabile di filiale.

Le conseguenze si stanno vedendo anche nell’accesso ai prestiti e ai muti perché tutto è delegato a parametri oggettivi che non rispecchiano le informazioni delle piccole e medie imprese".

Ora che la Bce ha fermato l’aumento del costo del denaro pensa che si possa guardare al futuro con più ottimismo?

"La situazione di adesso è di tregua, nel senso che nonostante il ridimensionamento il costo del denaro è i tassi sono ancora alti.

L’incremento dei tassi di interesse ha turbato il mercato del credito perché dopo anni di stabilità dei mutui a tassi variabile con l’aumento dei tassi da parte degli imprenditori c’è sempre più preoccupazione per i nuovi investimenti.

Credo che in questo momento in cui si sta sempre più puntando sulla transizione ecologica e digitale il sostegno alle piccole e medie imprese sia fondamentale".

Di Matteo Melani
(Riproduzione riservata)

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